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Wonder Woman e la Vedova nera: quanto sono vintage le "nuove" supereroine

Annunciata per gennaio 2021 l'uscita del film con Gal Gadot, in attesa di vedere Scarlett Johansson nei panni della Black Widow. L'universo dei supereroi si rilancia al femminile, ma entrambe le "ragazze" vengono dal passato
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La grande sfida è rinviata, causa Covid19. Non si tratta certo del peggiore tra gli effetti collaterali per virus; però ne saranno delusi i fan delle saghe supereroiche, da un bel po’ in attesa di vedere Wonder Woman e Black Window protagoniste di film tutti loro. Più volte annunciato e altrettante rimandato, Wonder Woman 1984 dovrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) arrivare sugli schermi italiani il 14 gennaio 2021; mentre in America, secondo una notizia dell’ultima ora, si prevede un ulteriore slittamento di Black Widow rispetto alla data annunciata del 6 novembre.

Il ritorno di Wonder Woman, si torna al 1984



Ancora per qualche mese, dunque, Warner Bros. e Disney si chiederanno come andrà a finire il duello che li vede contrapposti. I film rientrano, infatti, nella strategia dei due grandi studi di “superhero movies”, decisi a sedurre anche il pubblico fem…
La grande sfida è rinviata, causa Covid19. Non si tratta certo del peggiore tra gli effetti collaterali per virus; però ne saranno delusi i fan delle saghe supereroiche, da un bel po’ in attesa di vedere Wonder Woman e Black Window protagoniste di film tutti loro. Più volte annunciato e altrettante rimandato, Wonder Woman 1984 dovrebbe (a questo punto il condizionale è d’obbligo) arrivare sugli schermi italiani il 14 gennaio 2021; mentre in America, secondo una notizia dell’ultima ora, si prevede un ulteriore slittamento di Black Widow rispetto alla data annunciata del 6 novembre.

Il ritorno di Wonder Woman, si torna al 1984



Ancora per qualche mese, dunque, Warner Bros. e Disney si chiederanno come andrà a finire il duello che li vede contrapposti. I film rientrano, infatti, nella strategia dei due grandi studi di “superhero movies”, decisi a sedurre anche il pubblico femminile contendendoselo a colpi di donne “wonder”. Si aggiunga che entrambi i blockbuster da 200 milioni di dollari sono diretti, per completare la “femminilizzazione” di un genere finora considerato riserva maschile, da due registe: Patty Jenkins e Cate Shortland.

Identica la logica, diverse le eroine. Mentre Wonder Woman/Diana Prince è l’attrice israeliana Gal Gadot, atletica ragazzona alta quasi 1,80, la Vedova Nera, alias Natasha Romanoff, ha le forme più sexy e la statura più modesta (1,60) di Scarlett Johansson: morta in Avengers Endgame e ora resuscitata come eponima di un film tutto suo, scelto per inaugurare - nientemeno – la fase 4 del Marvel Cinematic Universe. E’ chiaro che l’operazione, squisitamente commerciale, ha anche implicazioni sociologiche. Chissà che ne avrebbe detto il grande Bertolt Brecht: forse (parafrasandone una celebre frase) “beati i popoli che non hanno bisogno di eroine”? Dopo tanti supereroi in calzamaglia, detto altrimenti, abbiamo davvero bisogno di un nuovo manipolo di eroine?

Gal Gadot in 'Wonder Woman 1984'. In alto, l'attrice in una scena del film 


A esaminare più da vicino le due contendenti sul campo di battaglia del box-office mondiale, c’è un paradosso che colpisce. Presentate come capofila di un nuovo corso del cinema supereroico, che dovrebbe rinnovare grazie al travaso di ormoni femminili, in realtà sia Black Widow sia Wonder Woman sono eroine “vecchie”. La prima partorita dai comics Marvel negli anni Sessanta, come killer biopotenziata del KGB durante la Guerra Fredda. La seconda, immaginata dallo psicologo William Moulton Marston (su sollecitazione della moglie, la femminista Elizabeth, per fornire un simbolo alle donne) addirittura nel 1941 come prima eroina dei DC Comics. Lo testimonia il fatto che i due film di cui è titolare assoluta (dopo qualche comparsata in blockbuster con Batman e Superman), Wonder Woman del 2017 e il pluriannunciato Wonder Woman 1984, si svolgono rispettivamente ai tempi della Prima Guerra mondiale e negli ultimi anni della Guerra Fredda, in conformità col titolo.

Scarlett Johansson in 'Black Widow' 


Vero è che la principessa Diana/Wonder Woman è stata immaginata come un’amazzone di cinquemila anni, quindi sempreverde; ma ciò non toglie che le sue avventure abbiano un gusto curiosamente vintage; e proprio quando la Marvel ne vuol fare l’emblema di un nuovo corso del “superhero movie”. Va comunque registrato che il primo Wonder Woman ha incassato, al box-office mondiale, l’impressionante cifra di 820ml di dollari (su 149ml spesi per produrlo). E allora forse, ci piaccia o no, dovremo concluderne che i popoli hanno ancora bisogno di eroine.