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'Ballando con le stelle', il successo del debutto. Milly Carlucci: "Vincono le storie"

Nella sfida tv del sabato sera è quasi pareggio con Canale 5. Conquistano i social i racconti di Vittoria Schisano, Rosalinda Celentano, Costantino della Gherardesca. La conduttrice: "La gente si innamora dell'umanità"
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C’è chi consiglia di fare l’antidoping a Guillermo Mariotto, chi critica per aver dato l’opportunità di fare un’operazione simpatia a Alessandra Mussolini (con Selvaggia Lucarelli che le chiede di non recitare), chi scrive “Costantino, Vittoria Schisano e Rosalinda sono meravigliosi”, chi esorta a raccontare “più storie come quella di Vittoria su Rai 1 per combattere l’ignoranza e il pregiudizio”. Twitter esplode per Ballando con le stelle, lo show trasformato da Milly Carlucci. Le storie dei protagonisti al centro: la bella Vittoria Schisano ha cambiato sesso, si chiamava Giuseppe e nove anni fa ha iniziato il suo percorso, parla della tragedia di Caivano, del desiderio di essere se stessi. Rosalinda Celentano, eccellente ballerina di danza contemporanea con la maestra Tinna, spiega che avrebbe voluto nascere senza sesso. Costantino si dipinge di blu, parla dell’omosessulaità e si fa riprendere me…
C’è chi consiglia di fare l’antidoping a Guillermo Mariotto, chi critica per aver dato l’opportunità di fare un’operazione simpatia a Alessandra Mussolini (con Selvaggia Lucarelli che le chiede di non recitare), chi scrive “Costantino, Vittoria Schisano e Rosalinda sono meravigliosi”, chi esorta a raccontare “più storie come quella di Vittoria su Rai 1 per combattere l’ignoranza e il pregiudizio”. Twitter esplode per Ballando con le stelle, lo show trasformato da Milly Carlucci. Le storie dei protagonisti al centro: la bella Vittoria Schisano ha cambiato sesso, si chiamava Giuseppe e nove anni fa ha iniziato il suo percorso, parla della tragedia di Caivano, del desiderio di essere se stessi. Rosalinda Celentano, eccellente ballerina di danza contemporanea con la maestra Tinna, spiega che avrebbe voluto nascere senza sesso. Costantino si dipinge di blu, parla dell’omosessulaità e si fa riprendere mentre la partner Sara gli fa la ceretta.

Il pubblico commenta incollato davanti alla tv. Il debutto vede quasi un pareggio con Tú sí que vales: 3 milioni 686mila spettatori (22,6% di share) per Canale 5, 3 milioni 415mila (22,1%) per Rai 1, miglior debutto degli ultimi anni e vittoria nella fascia del prime time. «Il ballo mette insieme le differenze, non esclude» osserva il direttore di Rai 1 Stefano Coletta «siamo uguali agli altri. Questo messaggio, in maniera subliminale, Milly lo ha incluso sempre: è la forza valoriale dello show».

Costantino della Gherardesca con la sua partner Sara. In alto, Milly Carlucci e Paolo Belli 


Carlucci, domatrice in pista da ballo da quindici anni, è fiera: «Non siamo un paese retrogrado e pietrificato, bisogna mostrare la verità», spiega «i pregiudizi sono giudizi emessi prima, poi vince l’umanità e la gente si innamora. Tante storie sono difficili, ma è vita e basta. Per fortuna sono arrivate al pubblico della prima serata. Bisogna crescere». Il lavoro sul cast è lungo: «Ogni personaggio ha il suo autore con cui si confida, poi fa l’intervista, non è facile raccontarsi. Non devi mai tradire o censurare, chi si rivede non si riconosce».

Ci sono le dinamiche della giuria, la schiettezza di Lucarelli, l’ironia di Canino, Zazzaroni che a volte provoca, il giudizio tecnico di Carolyn Smith e Mariotto «indomabile». «Mi chiama mami, mamma, Dio me ne scampi e liberi» dice ridendo, «è irriverente e provocatore, ma conosce il limite: sa che ci seguono anche anziani e bambini». Costantino l’ha conquistata: «È senza filtri, sensibile, mai banale eppure diposto a giocare con la leggerezza».

Si aspettava ascolti così alti? «Gli ascolti contano ma è un anno difficile» spiega la conduttrice «partenze, ripartenze, quarantene. Ringrazio per aver creato il mito della concorrenza; gli italiani se non c’è un derby non sono contenti. Ora penso al futuro: ho dieci puntate davanti, portare a casa la prima è stata una liberazione. Per il resto incrocio le dita».