La serie della settimana / Su Apple Tv i primi episodi della storia scritta dallo stesso autore di 'Fauda'. Una hacker del Mossad in missione in Iran per sabotare progetti nucleari. E tante similitudini con la realtà
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Moshe Zonder è tra i principali autori della celebre Fauda – tre stagioni su Netflix, molto apprezzate e seguite anche da noi. Moshe Zonder ora è a capo di un team che si è spostato, di prospettiva, e ha scritto questa Tehran – da oggi su Apple Tv+ i primi tre episodi, gli altri cinque usciranno a cadenza settimanale nei prossimi venerdì. E siamo ancora dentro la storia attuale, in un thriller spionistico che però lascia da parte i toni epici e pressoché western di Fauda e sale verso una modernità fatta di ambienti asettici, centrali informatiche del Mossad, hacker scatenati, aerei in bilico, centrali nucleari e così via.
Siamo soprattutto dentro la potenza notevole espressa negli ultimi anni dalla fiction israeliana. Tehran è stato mandato in onda nei mesi scorsi dalla tv d’Israele, pochi giorni dopo la prima puntata proprio a Teheran si sono verificati due attentati che richiamavano, per luoghi e modal…
Moshe Zonder è tra i principali autori della celebre Fauda – tre stagioni su Netflix, molto apprezzate e seguite anche da noi. Moshe Zonder ora è a capo di un team che si è spostato, di prospettiva, e ha scritto questa Tehran – da oggi su Apple Tv+ i primi tre episodi, gli altri cinque usciranno a cadenza settimanale nei prossimi venerdì. E siamo ancora dentro la storia attuale, in un thriller spionistico che però lascia da parte i toni epici e pressoché western di Fauda e sale verso una modernità fatta di ambienti asettici, centrali informatiche del Mossad, hacker scatenati, aerei in bilico, centrali nucleari e così via.
Siamo soprattutto dentro la potenza notevole espressa negli ultimi anni dalla fiction israeliana. Tehran è stato mandato in onda nei mesi scorsi dalla tv d’Israele, pochi giorni dopo la prima puntata proprio a Teheran si sono verificati due attentati che richiamavano, per luoghi e modalità, la trama della fiction: l’incrocio è pericoloso e spericolato, vietato trarne conclusioni, ma l’insieme rimane incandescente.
Scontri di piazza nella serie 'Tehran'; in alto, Niv Sultan nel film
Iran e Israele ai poli opposti di tutto, la trama parte con un viaggio aereo da Amman a New Delhi, due passeggeri israeliani a bordo, per un guasto tecnico il pilota annuncia che si dovrà fare scalo a Teheran e cambiare aereo, i due impallidiscono e quasi impazziscono in realtà all’idea di finire in Iran. Ma su quell’aereo si consuma anche l’inizio dell’avventura di una hacker del Mossad, il Servizio segreto israeliano, inviata a Teheran per la classica missione impossibile di sabotaggio di cosucce nucleari.
E da qui il thriller diventa tale: nella interazione tra dirigenti Mossad e uomini e donne in missione ritroviamo certi echi e modalità che erano in Fauda. Ma qui, almeno in partenza, niente strade polverose di città né vestiti sdruciti e sudatissimi di quelli in azione: Teheran è abbagliante di bellezza nei rarissimi scorci concessi dalla storia e dalla regia, ci si muove tra computer rugged – quelli non decriptabili, ma gli hacker e le hacker sono lì apposta alla bisogna. E al momento giusto il massimo in grado del Mossad alza il telefono e chiama il Primo Ministro per chiedere istruzioni.
In Iran hanno protestato parecchio per la fiction, gridando all’ennesimo tentativo sionista di destabilizzare il nemico in modi melliflui: la serie, si dice, viene scaricata sul web da molti giovani iraniani che si riconoscono nei movimenti di resistenza al regime – e la nostra hacker nella trama va a prendere contatto proprio con movimenti simili. Davvero, un incrocio da brividi: che si stempera nelle vicende umane dei personaggi in azione, per cui a volte sembra di seguire un comunissimo drama con sentimenti (come in Fauda, del resto). E che fa un po’ impressione veder passare, da oggi in anteprima mondiale, sulla levigata e raffinata tv di Apple.