✕

Tutti cantano Francesco Guccini: "Riascolto le mie canzoni e mi commuovo"

In 'Note di viaggio - Capitolo 2: non vi succederà niente', in uscita il 9 ottobre, i brani del "maestrone" cantati da colleghi, da Fiorella Mannoia a Ermal Meta, Gianna Nannini, Mahmood e altri: "Tutti bravissimi, ma mi manca la voce di Augusto Daolio"
3 minuti di lettura
"Del digitale non so niente, io sono nato alla metà del secolo scorso, quasi l'età della pietra. Adopero il pc per scrivere, lo so accendere ma non molto di più. Per tutta questa roba ho il fascino del primitivo che vede il fuoco o la ruota", dice Francesco Guccini. Ma lo dice in collegamento streaming dalla sua casa di Pavana, nell'Appennino tosco emiliano, dove siamo entrati in maniera digitale, senza percorrere le curve e i campi, in occasione della presentazione di Note di viaggio - Capitolo 2: non vi succederà niente, in uscita il 9 ottobre, pregevolissima raccolta di canzoni del "maestrone" interpretate da grandi personaggi della canzone italiana. Accanto a lui c'è un altro "maestro", Mauro Pagani, che ha curato l'intera operazione fin dal primo album, il Capitolo 1 sottotitolato Venite avanti.

Guccini è molto soddisfatto del nuovo lavoro, "fa sempre piacere ricevere un simile omaggio, …
"Del digitale non so niente, io sono nato alla metà del secolo scorso, quasi l'età della pietra. Adopero il pc per scrivere, lo so accendere ma non molto di più. Per tutta questa roba ho il fascino del primitivo che vede il fuoco o la ruota", dice Francesco Guccini. Ma lo dice in collegamento streaming dalla sua casa di Pavana, nell'Appennino tosco emiliano, dove siamo entrati in maniera digitale, senza percorrere le curve e i campi, in occasione della presentazione di Note di viaggio - Capitolo 2: non vi succederà niente, in uscita il 9 ottobre, pregevolissima raccolta di canzoni del "maestrone" interpretate da grandi personaggi della canzone italiana. Accanto a lui c'è un altro "maestro", Mauro Pagani, che ha curato l'intera operazione fin dal primo album, il Capitolo 1 sottotitolato Venite avanti.

Guccini è molto soddisfatto del nuovo lavoro, "fa sempre piacere ricevere un simile omaggio, sia dagli artisti miei amici ma soprattutto da quelli che non conoscevo. E penso che sia venuto molto meglio del primo album, al di la della bravura dei singoli cantanti, è più denso di cose. E ha una bellissima copertina". Eh si, la copertina, realizzata da Tvboy, è assai singolare, una rilettura del "Quarto Stato" di Pelizza Da Volpedo con i cantanti in marcia al posto dei contadini e del proletari. "No, non c'è un messaggio, è un gioco, un'idea divertente, con tutto il rispetto per Pelizza Da Volpedo, con Pagani, me e tutti i cantanti in marcia fa ridere". 

Il disco è davvero bello, con le interpretazioni di alcuni brani classici e di altri riscoperti dell'enorme canzoniere di Guccini da parte di Vinicio Capossela, Zucchero, Gianna Nannini, Mahmood, Levante, Fiorella Mannoia, Jack Savoretti, Ermal Meta, Petra Magoni, Roberto Vecchioni e Emma, Fabio Ilaqua, brani arrangiati e prodotti da Mauro Pagani: "E'una gran fortuna poter lavorare così, avere a disposizione grandi cantanti e grandi pezzi, devi solo state attento a non rovinare tutto, a farti prendere la mano, e lasciare che le cose vadano come devono andare".

"Ieri riascoltando il disco", dice Guccini, "canticchiavo ogni canzone e ogni tanto mi sono anche un po' commosso. Non tanto per le canzoni in sé, ma perché nessuno di quei pezzi è nato per caso, sono tutti nati da momenti particolari della mia vita. Riascoltarli mi ha riportato a quei momenti e mi sono commosso, come fanno tutti gli anziani. Quando ho ascoltato Autunno mi sono ricordato di quando l'ho fatta sentire per la prima volta a mio cugino di Carpi, che purtroppo è scomparso. Questo mio cugino, che faceva parte della Federazione Anarchica di Carpi, era quello che aveva ascoltato per primo La locomotiva. Ho ottant'anni, sono più rincoglionito e più sentimentale del normale".

Ma anche ascoltandole Guccini non pensa più di mettersi a cantare ancora: "No, non canto più, non ho più voce, non ho voglia di farlo, preferisco ricordare come le cantavo". Qualcosa in realtà ha cantato: nel primo disco c'era l'inedito Natale a Pavana, qui l'album si chiude con Migranti, cantato da Guccini con i suoi Musici: "Mi ha costretto Mauro, mi ha puntato una pistola alla nuca e mi ha fatto cantare. La prima l'ho cantata tutta, la seconda solo alcune strofe, non posso fare di meglio". La canzone, che nella versione originale è stata interpretata da Enzo Iachetti e rifiutata dal Festival di Sanremo dello scorso anno, parla di immigrazione sia in un senso storico, italiano, sia in un senso contemporaneo: "Il problema non è solo come i migranti vendono visti dalla politica, ma dalla gente. Le forze politiche hanno scritto i loro programmi sull'immigrazione basandosi sul pensiero comune di tanta gente, che ha dubbi e paure, gente che non legge quasi niente e si informa poco, non approfondisce gli argomenti, e ha paura. La politica ha fatto agio su questa paura, legge le analisi demoscopiche vede che la gente reagisce così e si comporta di conseguenza. Questo è il vero populismo". Di Migranti Guccini ha scritto solo il testo, "non scrivo più canzoni dal 2011, non lo farò più. Ma ho un futuro, probabilmente come scrittore. Ora esce un nuovo romanzo, presto ci sarà un nuovo racconto, quindi continuo a scrivere. Le canzoni sono nel passato". Poi indicando un angolo della stanza davanti a se dice, "In quell'angolo ci sono chitarre, dentro le loro custodie che non apro più. Sono coperte, quindi non sono impolverate, ma moralmente lo sono".

Fare classifiche è impossibile, giustamente Guccini non si sbilancia a dire cosa gli è piaciuto o cosa no del disco, "Ovviamente alcuni mi sono piaciuti di più e altri meno, ma sono stati tutti molto bravi. Se qualcosa mi manca? Si, mi sarebbe piaciuto sentire una canzone cantata dalla voce di Augusto Daolio, avere Noi non ci saremo come la cantava lui". Una collega gli chiede se trova differenza nelle interpretazioni che delle sue canzoni danno le donne: "Non mi sono posto il problema", risponde Guccini, "perché ci deve essere una differenza? Ognuno le ha interpretate alla propria maniera, sia gli uomini che le donne, non c'è differenza tra un cantante maschio e una cantante femmina".

Il disco permetterà probabilmente alle giovani generazioni, attraverso le interpretazioni di artisti come Mahmood, Levante, Ermal Meta, di entrare in contatto con alcune delle straordinarie canzoni di Guccini, contribuirà a portare il suo repertorio verso il futuro, anche perché è in preparazione una grande serata all'Arena di Verona nella quale proporre i brani di tutti e due gli album, magari con qualche ulteriore sorpresa.

Già, ma come vede il futuro Guccini? "Il futuro è molto difficile, io non sono mai stato ottimista. Il presente lo viviamo fra la paura del coronavirus, mascherine e prudenza, conferenze a distanza, non è gran che. Il mio futuro invece, abitando io in questo paesino di montagna, per me andrebbe benissimo così: fare quello che faccio sempre, ascoltare audiolibri perché non ci vedo quasi più, scrivere al computer, guardare la tv, soprattutto Rai Storia, e alle volte andare a mangiare fuori con gli amici, mi basterebbe poter portare avanti questo tipo di vita".