Sean Lennon, McCartney, Elton & co: insieme alla radio ricordando John
Ernesto Assante , di ERNESTO ASSANTEIn occasione degli 80 anni dell'ex Beatle, la Bbc ha realizzato un programma radiofonico curato dal suo figlio minore. Con tanti ospiti, ricordi e canzoni
Il 9 dicembre John Lennon avrebbe compiuto 80 anni, e per celebrare il compleanno la BBC ha messo in onda il primo programma radiofonico realizzato dal figlio Sean su suo padre, un ritratto familiare nel quale il giovane Lennon ha coinvolto il fratello Julian, l’amico e socio nei Beatles Paul McCartney e uno dei più cari amici di Lennon, nonché suo padrino, Elton John. Ognuna delle sei puntate scava a fondo nella personalità, nella storia, nel mondo di John Lennon, attraverso moltissimi documenti sonori dell’archivio della Bbc, concerti, interviste, spezzoni di trasmissioni radiofoniche, ma soprattutto attraverso gli incontri, intimi, unici, straordinari, di Sean.
Quello con Julian Lennon è forse il più emozionante: è la prima volta che i due fratelli condividono in pubblico insieme i ricordi di loro padre. Tra Julian e Sean ci sono dodici anni di differenza, il primo è nato nel 1963 nel pieno dell’esplosione de…
Quello con Julian Lennon è forse il più emozionante: è la prima volta che i due fratelli condividono in pubblico insieme i ricordi di loro padre. Tra Julian e Sean ci sono dodici anni di differenza, il primo è nato nel 1963 nel pieno dell’esplosione de…
Il 9 dicembre John Lennon avrebbe compiuto 80 anni, e per celebrare il compleanno la BBC ha messo in onda il primo programma radiofonico realizzato dal figlio Sean su suo padre, un ritratto familiare nel quale il giovane Lennon ha coinvolto il fratello Julian, l’amico e socio nei Beatles Paul McCartney e uno dei più cari amici di Lennon, nonché suo padrino, Elton John. Ognuna delle sei puntate scava a fondo nella personalità, nella storia, nel mondo di John Lennon, attraverso moltissimi documenti sonori dell’archivio della Bbc, concerti, interviste, spezzoni di trasmissioni radiofoniche, ma soprattutto attraverso gli incontri, intimi, unici, straordinari, di Sean.
Quello con Julian Lennon è forse il più emozionante: è la prima volta che i due fratelli condividono in pubblico insieme i ricordi di loro padre. Tra Julian e Sean ci sono dodici anni di differenza, il primo è nato nel 1963 nel pieno dell’esplosione dei Beatles, dal matrimonio di John con Cynthia Powell, il secondo nel 1975, dal matrimonio con Yoko Ono, si potrebbe dire per assurdo che hanno avuto due padri diversi, tale è la differenza tra il Lennon della Beatlemania e quello della metà degli anni Settanta, ed è proprio in questa differenza e condivisione di memorie che è racchiusa la bellezza della trasmissione. Julian racconta al fratello, e a noi, quando John gli comprò la prima chitarra, con Julian che aveva 11 anni, ma anche quando suonò per la prima volta in un concerto scolastico e mandò a Lennon una cassetta con la registrazione. E insieme ascoltano le canzoni di Double Fantasy, mentre Sean ricorda i giorni che passava in studio con il padre durante le registrazioni. Entrambi parlano della difficoltà di essere comunque figli di una superstar e non di un qualsiasi padre, con i fan sempre davanti alle finestre di casa in Inghilterra per Julian e quelli sotto al Dakota Building per Sean.
E’ anche la prima volta che Sean e Paul McCartney si trovano a parlare in pubblico di John, E’ bellissimo sentire come Paul si rivolga a Sean come a un nipote, soprattutto quando quest’ultimo gli chiede di parlargli di sua nonna, Julia, la madre di Lennon scomparsa quando John era giovanissimo: “Era una bambola. L’avresti amata tantissimo anche tu”, dice McCartney.
“Mi capita di pensare quanto io sia stato fortunato a incontrare questo strano teddy boy che suonava come facevo io. E insieme ci completavamo l’un l’altro”. Sean gli chiede se c’erano canzoni che lui e John non amavano o se invece ogni volta che scrivevano “trovavano l’oro”: “No, c’erano delle canzoni che non erano granché, i giovani autori non sempre sanno cosa fare”, dice McCartney, poi prende la chitarra e accenna qualche nota di Just Fun, una canzone scritta con John e mai pubblicata. “Alla fine abbiamo cominciato a scrivere cose migliori”. Sean cerca di capire da Paul qualcosa in più del padre, gli chiede delle sue insicurezze e McCartney risponde che l’atteggiamento spavaldo di Lennon era solo uno scudo, che “in realtà era un modo di difendersi dalle sue molte insicurezze. Ma come, dice la gente, Lennon era un genio, intelligente, spiritoso, perché doveva avere delle insicurezze? Perché siamo tutti degli esseri fragili”.
Anche Elton John condivide con Sean momenti di emozione: “Ricordo la prima volta che ho incontrato tuo padre”, dice, “ho avuto la sensazione di conoscerlo da sempre, ed è il più grande complimento che posso fargli. Sir Elton e Lennon suonarono insieme al Madison Square Garden nel 1974, l’ultima apparizione live dell’ex Beatle, ma anche la sera in cui John e Yoko tornarono insieme dopo un periodo di separazione, il celebre “Lost weekend”. Yoko restò incinta di Sean ed è per questo che Lennon chiese a Elton di fare da padrino a suo figlio.
Le sei puntate, che possono essere ascoltate sul sito della BBC 2, sono clamorose, ricchissime, a tratti commoventi e ricche di musica, sia di Lennon che di artisti che hanno voluto rendere omaggio al musicista, come Katie Melua, Roachford, Aloe Blacc e Jack Savoretti. Gran parte della musica è quella che compone la nuova raccolta prodotta da Yoko Ono e Sean Lennon, Gimme some thruth – The ultimate remixes, che esce il 9 ottobre, con trentasei tracce restaurate e remixate, per ripercorrere la carriera di Lennon e i temi che gli sono stati più cari, ogni pezzo è infatti legato a idee, pensieri e convinzioni, che spaziano dalla pace (Imagine, Give Peace A Chance,Happy Xmas (War Is Over)), alla religione (God), dalla politica (Power To The People, Working Class Hero), ai politici bugiardi (Gimme Some Truth), dal razzismo (Angela), all’uguaglianza (Woman), dall’amore e matrimonio (Love, Oh Yoko!, Dear Yoko, Mind Games, Out The Blue,Every Man Has A Woman Who Loves Him, Grow Old With Me), alla paternità (Beautiful Boy (Darling Boy)), e molto altro. E ovviamente c’è anche il duetto con Elton John, per Whatever Gets You Thru The Night.
Quello con Julian Lennon è forse il più emozionante: è la prima volta che i due fratelli condividono in pubblico insieme i ricordi di loro padre. Tra Julian e Sean ci sono dodici anni di differenza, il primo è nato nel 1963 nel pieno dell’esplosione dei Beatles, dal matrimonio di John con Cynthia Powell, il secondo nel 1975, dal matrimonio con Yoko Ono, si potrebbe dire per assurdo che hanno avuto due padri diversi, tale è la differenza tra il Lennon della Beatlemania e quello della metà degli anni Settanta, ed è proprio in questa differenza e condivisione di memorie che è racchiusa la bellezza della trasmissione. Julian racconta al fratello, e a noi, quando John gli comprò la prima chitarra, con Julian che aveva 11 anni, ma anche quando suonò per la prima volta in un concerto scolastico e mandò a Lennon una cassetta con la registrazione. E insieme ascoltano le canzoni di Double Fantasy, mentre Sean ricorda i giorni che passava in studio con il padre durante le registrazioni. Entrambi parlano della difficoltà di essere comunque figli di una superstar e non di un qualsiasi padre, con i fan sempre davanti alle finestre di casa in Inghilterra per Julian e quelli sotto al Dakota Building per Sean.
E’ anche la prima volta che Sean e Paul McCartney si trovano a parlare in pubblico di John, E’ bellissimo sentire come Paul si rivolga a Sean come a un nipote, soprattutto quando quest’ultimo gli chiede di parlargli di sua nonna, Julia, la madre di Lennon scomparsa quando John era giovanissimo: “Era una bambola. L’avresti amata tantissimo anche tu”, dice McCartney.
“Mi capita di pensare quanto io sia stato fortunato a incontrare questo strano teddy boy che suonava come facevo io. E insieme ci completavamo l’un l’altro”. Sean gli chiede se c’erano canzoni che lui e John non amavano o se invece ogni volta che scrivevano “trovavano l’oro”: “No, c’erano delle canzoni che non erano granché, i giovani autori non sempre sanno cosa fare”, dice McCartney, poi prende la chitarra e accenna qualche nota di Just Fun, una canzone scritta con John e mai pubblicata. “Alla fine abbiamo cominciato a scrivere cose migliori”. Sean cerca di capire da Paul qualcosa in più del padre, gli chiede delle sue insicurezze e McCartney risponde che l’atteggiamento spavaldo di Lennon era solo uno scudo, che “in realtà era un modo di difendersi dalle sue molte insicurezze. Ma come, dice la gente, Lennon era un genio, intelligente, spiritoso, perché doveva avere delle insicurezze? Perché siamo tutti degli esseri fragili”.
Anche Elton John condivide con Sean momenti di emozione: “Ricordo la prima volta che ho incontrato tuo padre”, dice, “ho avuto la sensazione di conoscerlo da sempre, ed è il più grande complimento che posso fargli. Sir Elton e Lennon suonarono insieme al Madison Square Garden nel 1974, l’ultima apparizione live dell’ex Beatle, ma anche la sera in cui John e Yoko tornarono insieme dopo un periodo di separazione, il celebre “Lost weekend”. Yoko restò incinta di Sean ed è per questo che Lennon chiese a Elton di fare da padrino a suo figlio.
Le sei puntate, che possono essere ascoltate sul sito della BBC 2, sono clamorose, ricchissime, a tratti commoventi e ricche di musica, sia di Lennon che di artisti che hanno voluto rendere omaggio al musicista, come Katie Melua, Roachford, Aloe Blacc e Jack Savoretti. Gran parte della musica è quella che compone la nuova raccolta prodotta da Yoko Ono e Sean Lennon, Gimme some thruth – The ultimate remixes, che esce il 9 ottobre, con trentasei tracce restaurate e remixate, per ripercorrere la carriera di Lennon e i temi che gli sono stati più cari, ogni pezzo è infatti legato a idee, pensieri e convinzioni, che spaziano dalla pace (Imagine, Give Peace A Chance,Happy Xmas (War Is Over)), alla religione (God), dalla politica (Power To The People, Working Class Hero), ai politici bugiardi (Gimme Some Truth), dal razzismo (Angela), all’uguaglianza (Woman), dall’amore e matrimonio (Love, Oh Yoko!, Dear Yoko, Mind Games, Out The Blue,Every Man Has A Woman Who Loves Him, Grow Old With Me), alla paternità (Beautiful Boy (Darling Boy)), e molto altro. E ovviamente c’è anche il duetto con Elton John, per Whatever Gets You Thru The Night.