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Da Clint Eastwood a Woody Allen, la regia non è un mestiere per giovani

La vecchia guardia continua a sfornare film a getto continuo. E oltre a Polanski e ai nostri Bellocchio e Taviani sta per debuttare anche Jane Fonda
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Non è un mestiere per giovani? A novant’anni suonati (li ha festeggiati in maggio), Clint Eastwood si prepara a dirigere un nuovo film dal titolo Cry Macho. E non solo: oltreché regista, ne sarà anche produttore con la sua Malpaso e protagonista, nella parte di un antico campione di rodeo, diventato allevatore di cavalli, che dal Texas deve andare in Messico a recuperare il figlio del suo ex-capo tenuto in ostaggio da una madre alcolista. Quello di ritorno sarà un viaggio iniziatico, sia per il ragazzo sia per l’anziano cowboy. A quanto pare Clint sta scegliendo le location del film che, conoscendo la rapidità dei suoi tempi di lavorazione, potrebbe arrivare sugli schermi il prossimo inverno. Ma dove troverà tutta quell’energia il vecchio leone, che negli anni più recenti è diventato uno stakanovista della cinepresa servendoci un film dopo l’altro (senza contare quelli interpretati per i colleghi): Sully, …
Non è un mestiere per giovani? A novant’anni suonati (li ha festeggiati in maggio), Clint Eastwood si prepara a dirigere un nuovo film dal titolo Cry Macho. E non solo: oltreché regista, ne sarà anche produttore con la sua Malpaso e protagonista, nella parte di un antico campione di rodeo, diventato allevatore di cavalli, che dal Texas deve andare in Messico a recuperare il figlio del suo ex-capo tenuto in ostaggio da una madre alcolista. Quello di ritorno sarà un viaggio iniziatico, sia per il ragazzo sia per l’anziano cowboy. A quanto pare Clint sta scegliendo le location del film che, conoscendo la rapidità dei suoi tempi di lavorazione, potrebbe arrivare sugli schermi il prossimo inverno. Ma dove troverà tutta quell’energia il vecchio leone, che negli anni più recenti è diventato uno stakanovista della cinepresa servendoci un film dopo l’altro (senza contare quelli interpretati per i colleghi): Sully, Ore 15:17 attacco al treno, Il corriere-The Mule, Richard Jewell.

Eppure nella storia del cinema c’è chi lo ha superato. È stato il grande regista portoghese Manoel de Oliveira, deceduto nel 2015 a 106 anni di età dopo avere diretto una quantità di capolavori, una dozzina dei quali nel corso degli anni 2000: da Ritorno a casa a Un film parlato, da Lo strano caso di Angelica a Gebo e l’ombra (l’ultimo, girato quando il regista aveva 104 anni). Qualcuno lo ricorda quando ultranovantenne, in visita nel nostro Paese, Oliveira tirava tardi proponendo quiz sul cinema alle sue interpreti e facendosi lo spaghettino di mezzanotte. Se superare in longevità il maestro lusitano sembra altamente improbabile, non mancano gli anziani cineasti tuttora in attività. Alcuni, anzi, hanno mostrato di vivere una seconda giovinezza regalandoci di recente film tra i migliori delle loro filmografie. Pensiamo a Roman Polanski, oggi ottantasettenne, che nel 2019 ha diretto l’eccellente L’ufficiale e la spia, seguìto a Carnage, Venere in pelliccia e al (meno interessante) mystery Quello che non so di lei.



Pare non abbia nessuna intenzione di ritirarsi neppure l’ottantacinquenne Woody Allen, che da tempo immemorabile ci ha abituati ad aspettarci da lui un film per stagione. Dieci ne ha diretti anche dal 2010 a ora, tra cui Blue Jasmine, Magic in the Moonlight e The Irrational Man, con la sua nuova musa Emma Stone, La ruota delle meraviglie e, la scorsa stagione, Un giorno di pioggia a New York. Dovrebbe uscire a novembre il nuovo film di Woody, Rifkin’s Festival, terminato pochi mesi prima della pandemia e presentato al Festival di San Sebastian. Tra i registi italiani ha segnato un colpo da maestro il quasi ottantunenne Marco Bellocchio, autore l’anno scorso del pluripremiato Il traditore; mentre Pupi Avati (82 anni a novembre), da sempre uno dei nostri autori più prolifici, nell’ultimo decennio ha un po’ rallentato la produzione; però è tornato sugli schermi, nel 2019, col l’orrorifico Il signor diavolo. E a proposito di horror, anche il neo-ottantenne Dario Argento annuncia il suo prossimo rientro dietro la macchina da presa con il thriller Occhiali neri, dove dirigerà la figlia Asia. E’ tornato sul set Paolo Taviani, 89 anni il mese prossimo, per il primo film da solista dopo la scomparsa del fratello Vittorio: Leonora addio, da una novella di Luigi Pirandello. E le registe? Le decane del nostro cinema, come Lina Wertmuller e Liliana Cavani, tacciono da parecchio tempo. Però ha espresso l’intenzione di debuttare nella regia una “new entry” al femminile: Jane Fonda, 83 anni.