Serena Rossi tra i misteri: "Da Venezia a Diabolik è il mio momento noir"
Arianna Finos
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di ARIANNA FINOS
L'attrice e cantante è in sala con 'Lasciami andare' di Stefano Mordini, sarà 'Mina Settembre' su Rai 1 e girerà con i Manetti il film sul "re del terrore"
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
In sottofondo all’intervista a Serena Rossi il rumore di un phon. «Mi stanno aggiustando i capelli, ieri ho finito di girare alle tre di notte su una barca a vela nel golfo di Napoli con un’umidità fortissima, ora mi stanno rimettendo in steso, si va avanti fino a stasera». Gira Mina Settembre, la serie in onda l’anno prossimo su Rai 1 ispirata ai romanzi di Maurizio De Giovanni, regia di Tiziana Aristarco. «Ieri c’erano delle scene di un Capodanno in barca, immaginando i fuochi d’artificio. Aveva piovuto tutto il giorno. Stamattina siamo nel Rione Sanità, la serie è ambientata nella Napoli verace, colorata, con i panni stesi e nella scena una signora sgrulla la tovaglia dalla finestra sulla mia testa, briciole e spazzatura», ride.
Serena Rossi in 'Mina Settembre', su Rai 1 il prossimo anno
In sottofondo all’intervista a Serena Rossi il rumore di un phon. «Mi stanno aggiustando i capelli, ieri ho finito di girare alle tre di notte su una barca a vela nel golfo di Napoli con un’umidità fortissima, ora mi stanno rimettendo in steso, si va avanti fino a stasera». Gira Mina Settembre, la serie in onda l’anno prossimo su Rai 1 ispirata ai romanzi di Maurizio De Giovanni, regia di Tiziana Aristarco. «Ieri c’erano delle scene di un Capodanno in barca, immaginando i fuochi d’artificio. Aveva piovuto tutto il giorno. Stamattina siamo nel Rione Sanità, la serie è ambientata nella Napoli verace, colorata, con i panni stesi e nella scena una signora sgrulla la tovaglia dalla finestra sulla mia testa, briciole e spazzatura», ride.
Serena Rossi in 'Mina Settembre', su Rai 1 il prossimo anno
«Abbiamo iniziato a gennaio ma questo personaggio di assistente sociale alle prese con casi difficili e una vita personale disastrata ce l’ho nella testa e nel cuore da un anno. Poi ci siamo fermati per il Covid, abbiamo ripreso a luglio ed eccoci sul set, con tutte le precauzioni». È felice di vivere da quasi un anno a Napoli, «me ne ero andata a sedici anni e avevo dimenticato quanto fosse bello stare qui. Ci tornavo per trovare i miei, pochi giorni, pensavo che non ci avrei potuto più vivere. Poi ci ho fatto pace. È meravigliosa, piena di colore, cibo, energia, cultura. Anche il lockdown l’ho fatto qui. L’occasione per tornare alle radici».
Intanto è in sala Lasciami andare, il film di Stefano Mordini ambientato a Venezia in cui Serena è la giovane compagna di Stefano Accorsi, in attesa di un bimbo, ma l’uomo che ha perso il figlio del matrimonio precedente viene coinvolto con la sua ex moglie Maya Sansa in una storia di strane presenze. «Altro che umidità di Napoli. Abbiamo girato con l’acqua granda, quella di cui avete letto sui giornali. È stato logisticamente complicato, gli spostamenti, le giornate dilatate all’infinito, sotto la pioggia, lavoravamo con le galosce. Ma è stato magico: la nostra storia sospesa a galleggiare nel presente, tra un passato violento e un futuro che non decolla, non poteva che essere girata in questa città d’acqua. Presentare il film alla Mostra del cinema è stata una emozione, il primo treno dopo il lockdown».
Venezia 77, Serena Rossi e Stefano Accorsi: "Il nostro thriller dell'anima in una città da brividi"
Con Accorsi «avevamo girato anni fa Il clan dei camorristi, per Canale 5. Ci siamo ritrovati l’estate scorsa presentando il concerto di Andrea Bocelli. Il set lo abbiamo passato a guardare le foto dei figli». Quanto al rapporto con il sovrannaturale, «sono una persona concreta, piedi a terra, ma questi argomenti mi affascinano. Non ho la predisposizione a percepire. Molte amiche, anche attrici, hanno avuto esperienze. Una in particolare ha vissuto tante cose che le sono successe anche mentre era con me, cose che ti spaventano ma ti attirano, come quando sbirci tra le dita un film dell’orrore». In Lasciami andare è una cantante, e torna a doppiare e a cantare nel corto La storia di Olaf, il pupazzo di neve di Frozen, presentato ad Alice nella città e poi su Disney+: «Racconta di come era prima dell’incontro con Elsa. Si collega al primo film».
Quello che doveva essere il doppiaggio di un film è diventato un viaggio nella saga, «una gioia, perché sono fan dei classici Disney, li vedevo da bimba e sono gli unici che faccio vedere in tv a mio figlio. Mi sembra di far parte di una cosa che resterà per sempre. Come ascoltiamo oggi la voce della strega di Biancaneve, tra cent’anni i bimbi sentiranno la mia». Cosa dice il figlio della voce della mamma? «Non ama Frozen, preferisce Il libro della giungla, ma dorme con un peluche della renna Swen». Serena Rossi porta anche avanti il suo progetto di raccolta fondi “La spesa sospesa”, «abbiamo raccolto 500 mila euro, stiamo per distribuirli in varie città». Racconta ciò che la rende felice e quel che le mette ansia: «Mi mette ansia la gestione di famiglia e lavoro, ma avere queste due grandi passioni è ciò che mi rende felice».
Non si è fatta mancare neanche l’atteso Diabolik dei Manetti Bros. in sala il 31 dicembre. «Posso dire poco. Mi hanno chiamata per un ruolo, “non è la protagonista, vieni lo stesso?”. Sono corsa a Bologna, con loro mi sento a casa. E non mi vedevo nel ruolo di Eva Kant. È stata un’esperienza divertente e difficile, un film in costume tratto da un fumetto iconico, l’atmosfera surreale». Luca Marinelli Diabolik «è figo, misterioso con quegli occhi azzurri dietro la maschera. Valerio Mastandrea è un Ginko perfetto. Miriam Leone è nata per fare Eva Kant. Sul set sembravano veri».