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Francesco Bianconi è 'Forever': "Un disco ridotto all'osso in cui non censuro niente"

La voce dei Baustelle esce con il suo primo album solista
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Francesco cerca il bene. Così canta Francesco Bianconi, voce e molto altro dei Baustelle che domani esce con il suo primo album solista, Forever. Era previsto a marzo ma tutto si è fermato e fa una certa impressione ascoltare la canzone con cui si apre: “Non è tempo di cantare/ Alterare la realtà (…)/ I paraggi della morte/ mi hanno spinto a disprezzare/ Troppe cose intorno a me”. Si intitola Il bene, appunto: «Non credo nella preveggenza. Però queste parole erano state scritte molto tempo prima della pandemia. Forse il tuo sentire a volte può intercettare l’andamento del mondo. Oppure è solo un caso». Un’altra preveggenza è la forma dei brani che «sono canzoni riportate ai minimi termini, pianoforte, voce e poco altro. Una struttura davvero all’osso che può reggere un concerto con solo con due persone. Anche questo sembrerebbe studiato apposta». 

Forever n…
Francesco cerca il bene. Così canta Francesco Bianconi, voce e molto altro dei Baustelle che domani esce con il suo primo album solista, Forever. Era previsto a marzo ma tutto si è fermato e fa una certa impressione ascoltare la canzone con cui si apre: “Non è tempo di cantare/ Alterare la realtà (…)/ I paraggi della morte/ mi hanno spinto a disprezzare/ Troppe cose intorno a me”. Si intitola Il bene, appunto: «Non credo nella preveggenza. Però queste parole erano state scritte molto tempo prima della pandemia. Forse il tuo sentire a volte può intercettare l’andamento del mondo. Oppure è solo un caso». Un’altra preveggenza è la forma dei brani che «sono canzoni riportate ai minimi termini, pianoforte, voce e poco altro. Una struttura davvero all’osso che può reggere un concerto con solo con due persone. Anche questo sembrerebbe studiato apposta». 

Forever non guarda alle classifiche (e forse è un peccato che dentro non ci sia la bellissima cover spettrale del tormentone estivo Playa di Baby K che ha realizzato per sua figlia): «Volevo essere completamente nudo, senza alcuna censura. Non c’è un concept e non c’era nemmeno un titolo, volevo chiamare l’album solo con il mio nome poi mi hanno detto che con le moderne tecnologie era un suicidio perché sarebbe stato complicato cercarlo su Internet. Allora per reazione volevo un titolo che non significasse nulla. Per un po’ è stato “Persona” perché richiamava il film di Bergman e perché è sia italiano che latino ma viene usato anche dagli inglesi e perché significa “maschera”, il che è il contrario del disco che invece è crudo, senza nessun infingimento» .

E invece… «Invece è uscito prima il disco di Marracash con lo stesso titolo. Ma un giorno ho trovato una foto fatta dalla mia compagna in cui indosso una sua maglietta con sopra scritto “Fun Forever”. “Forever” era la parola perfetta: di buon auspicio e con un’idea di eternità». Anche la foto di copertina è fatta di opposti: una palma, la luce del sole ma è in bianco e nero, il che la rende inquietante. «Nel 2018 a Natale sono stato in vacanza a Los Angeles ed ero un po’ fissato con quell’idea di America dark, oscura» . Non a caso il disco suona diverso: è prodotto da Amedeo Pace, italiano che da tempo vive e suona in Usa con una indie band molto apprezzata, i Blonde Redhead. Ci sono due pezzi cantati in inglese, uno, Go!, con Kazu Makino (che di quel gruppo è la cantante) e l’altro, The Strenght, con Eleanor Friedberger mentre Rufus Wainwright canta in Andante. Un altro pezzo è cantato in arabo da Francesco con la cantante e attrice marocchina Hindi Zahra. E poi c’è Zuma Beach, pieno di reminiscenze, dai Rolling Stones a Neil Young: «Un giorno sono andato a fare il bagno in quella spiaggia e a momenti annegavo. Un ranger mi fa “Questo è un posto per nuotatori esperti”. Eppure è stato uno di quei momenti di perfetta felicità in cui ami così tanto la vita che non ti importa più nulla».

E poi c’è Questi uomini, l’ultimo singolo: un testo con un ritornello che farà scalpore. Dice “Io so che son venuto dalla fica/ e so che lì voglio tornare/ Per avere l’illusione e l’impressione di inventare/ Un tempo buono, un fiore rosso, una preghiera contro il male”. I discografici un tempo l’avrebbero impedito. «Qualcuno mi ha detto “Attento, c’è tutto il discorso del maschilismo”. Ma io credo che sia inequivocabile che sia tutto il contrario di una canzone machista! Da quando è uscita mi sono arrivati tanti messaggi di persone che fanno complimenti, che si sono commosse e questo è davvero confortante». Francesco cerca il bene. E sa che la strada è piena di difficoltà.