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Alla Festa di Roma c'è 'Soul': l'animazione è roba da grandi

La recensione / Il lungometraggio animato della Pixar inaugura la rassegna. Un film "adulto" con una morale filosofica
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A causa dell’epidemia, e tra le proteste degli esercenti, la Pixar ha destinato il suo ultimo film Soul direttamente al canale streaming della Disney. Gli spettatori della Festa del cinema di Roma sono stati dunque tra i pochi fortunati a vederlo sul grande schermo. In effetti, l’elemento visivo è uno dei punti di forza del film, che è però meno abbagliante di altri film della casa. Pixar è infatti da un quarto di secolo forse la più straordinaria fucina di idee del cinema americano, quella che ha saputo unire emozione e sperimentazione, vastissimo pubblico e originalità.




Qui la novità è che lo spettatore ideale sembra sempre meno quello dei bambini: Soul è un film singolarmente “adulto” (e questo lo rende a tratti narrativamente meno fluido), ma è anche un riepilogo dei temi della casa di produzione, da Monsters&co. a I…
A causa dell’epidemia, e tra le proteste degli esercenti, la Pixar ha destinato il suo ultimo film Soul direttamente al canale streaming della Disney. Gli spettatori della Festa del cinema di Roma sono stati dunque tra i pochi fortunati a vederlo sul grande schermo. In effetti, l’elemento visivo è uno dei punti di forza del film, che è però meno abbagliante di altri film della casa. Pixar è infatti da un quarto di secolo forse la più straordinaria fucina di idee del cinema americano, quella che ha saputo unire emozione e sperimentazione, vastissimo pubblico e originalità.




Qui la novità è che lo spettatore ideale sembra sempre meno quello dei bambini: Soul è un film singolarmente “adulto” (e questo lo rende a tratti narrativamente meno fluido), ma è anche un riepilogo dei temi della casa di produzione, da Monsters&co. a Inside Out, con una “morale” filosofica molto evidente. Protagonista è un musicista jazz che per vivere insegna a scuola, e che, finalmente scritturato da una celebre sassofonista, si mette a vagare per strada emozionato e finisce in un tombino. Si ritrova in un aldilà che è anche un non-ancora; un deposito di anime defunte o trapassanti, ma anche di anime che devono venire al mondo e per questo vengono sottoposte a un training. L’anima del musicista dovrà dunque addestrarne un’altra, particolarmente riottosa, e per errore finirà di nuovo con lei sulla terra, ma con una sorpresa.

L’altrove immaginario è in realtà meno affascinante della resa del mondo ordinario (il film è anche un inno a New York), anche se le “essenze” metafisiche rese con un segno alla Saul Steinberg hanno una grande eleganza.

Voto: stelle 3 su 5