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Accademia di Santa Cecilia, al via la stagione più coraggiosa

Mahler e Bruckner per la serata inaugurale con 1200 persone e orchestrali a distanza. Antonio Pappano sul podio
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Avanza la musica nell’epoca del Covid, malgrado gli ostacoli e in un clima di condivisione speciale. Parte stasera, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, la stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e forse mai un’inaugurazione è stata così attesa e “sofferta”. Lunedì scorso, in un’intervista a Repubblica, Antonio Pappano, direttore musicale di Santa Cecilia, lanciava un appello contro le restrizioni che minacciavano di sfociare in un azzeramento degli eventi musicali. Poi il governo ha dato alle Regioni la possibilità di concedere deroghe riguardo al limite dei duecento posti, e il concerto ceciliano odierno (repliche domani e domenica) si prepara a ospitare 1200 persone, controllate e distanziate nella Sala Santa Cecilia (2800 posti).

«Tutto avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza», sottolinea Pappano, sul podio di una serata scandita da due monumenti alla spiritua…
Avanza la musica nell’epoca del Covid, malgrado gli ostacoli e in un clima di condivisione speciale. Parte stasera, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, la stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e forse mai un’inaugurazione è stata così attesa e “sofferta”. Lunedì scorso, in un’intervista a Repubblica, Antonio Pappano, direttore musicale di Santa Cecilia, lanciava un appello contro le restrizioni che minacciavano di sfociare in un azzeramento degli eventi musicali. Poi il governo ha dato alle Regioni la possibilità di concedere deroghe riguardo al limite dei duecento posti, e il concerto ceciliano odierno (repliche domani e domenica) si prepara a ospitare 1200 persone, controllate e distanziate nella Sala Santa Cecilia (2800 posti).

«Tutto avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza», sottolinea Pappano, sul podio di una serata scandita da due monumenti alla spiritualità. Il primo è il Te Deum di Bruckner, che solennizza il contenuto religioso del testo attingendo al patrimonio della tradizione sacra, dal gregoriano al barocco. Il secondo è Il canto della terra di Mahler, imponente “Sinfonia per contralto, tenore e orchestra” che rappresenta una sintesi tra forma sinfonica e Lieder, e che sa riflettere, con profonda poesia, la caducità del vivere e la forza autorigenerante della natura. «Prima avevo pensato al pezzo di Mahler cercando qualcosa di rarefatto e in volo fra le nuvole», spiega Pappano. «Ma dopo il lockdown ho sentito il desiderio di abbinare a Mahler uno sfogo in Do maggiore. E ho scelto la possenza di Bruckner».

Per il coro e l’orchestra ceciliani sarà una sfida: «I coristi sono posizionati dietro agli orchestrali nella parte elevata della galleria e tutti i musicisti si mantengono distanti. Ciò comporta un lavoro diverso per ottenere omogeneità. Esempio: Bruckner esige un’enorme potenza degli ottoni, però bisogna lasciare spiragli all’espressività del coro. Sono equilibri difficili da trovare, ma se l’esecuzione è giusta l’effetto è quello impressionante di una cattedrale. Come se ci fosse più spazio intorno alla musica». I solisti del Canto della terra sono il contralto tedesco Gerhild Romberger e il tenore americano Clay Hilley, e per quest’ultimo è stato arduo l’approdo a Roma: «L’ottenimento del visto ha avuto il senso di un’impresa», riferisce. «Inoltre abito in Georgia, da cui era impossibile decollare, e ho guidato fino a Miami per prendere un aereo. Poi, giunto a Roma, ho dovuto mettermi in quarantena dentro un appartamento».

Così è la musica al tempo del Covid: una battaglia. Intanto Francesco Giambrone, presidente dell’ANFOLS (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche), indica lo stato di grave emergenza del settore, dove la riduzione delle capienze porta a un collasso dei ricavi dal botteghino, e chiede interventi che mettano le istituzioni musicali in grado di proseguire le attività, «confermando la nostra importanza nell’ambito delle strategie di ripartenza del Paese».