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Stefano Fresi: "Guadagno meno, ma quanto amo il teatro"

In attesa di tornare sul palco, 'Guerra e pace' sarà un fumetto sui social
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Si farà vedere sotto forma di fumetti, oltre che di backstage, il Guerra e pace di Tolstoj, spettacolo/romanzo che non ha potuto debuttare al Teatro Morlacchi di Perugia per la chiusura nazionale delle sale. L’evento prodotto dallo Stabile dell’Umbria col contributo della Fondazione Cucinelli, un lavoro con riscrittura di Letizia Russo e regia di Andrea Baracco, con Stefano Fresi nel cast, metterà sui social le immagini delle prove catturate dai disegni del fumettista franco-belga François Olislaeger e questo Diario di uno spettatore clandestino verrà anche pubblicato.

Guerra e pace reagisce all’emergenza con un’opera universale, 14 interpreti e cimeli di quotati allestimenti teatrali. A calarsi in palcoscenico nel meditativo, primitivo Pierre Bezuchov di Tolstoj è ora un compositore cantante con voce da tenore, il Secco di Romanzo criminale, il brevettatore di droghe in Smetto quando voglio, il benedettino Salvatore della mi…
Si farà vedere sotto forma di fumetti, oltre che di backstage, il Guerra e pace di Tolstoj, spettacolo/romanzo che non ha potuto debuttare al Teatro Morlacchi di Perugia per la chiusura nazionale delle sale. L’evento prodotto dallo Stabile dell’Umbria col contributo della Fondazione Cucinelli, un lavoro con riscrittura di Letizia Russo e regia di Andrea Baracco, con Stefano Fresi nel cast, metterà sui social le immagini delle prove catturate dai disegni del fumettista franco-belga François Olislaeger e questo Diario di uno spettatore clandestino verrà anche pubblicato.

Guerra e pace reagisce all’emergenza con un’opera universale, 14 interpreti e cimeli di quotati allestimenti teatrali. A calarsi in palcoscenico nel meditativo, primitivo Pierre Bezuchov di Tolstoj è ora un compositore cantante con voce da tenore, il Secco di Romanzo criminale, il brevettatore di droghe in Smetto quando voglio, il benedettino Salvatore della miniserie Il nome della rosa, per citarne solo alcuni.

Fresi, lei, la compagnia e il regista avete fatto del Teatro Morlacchi la vostra abitazione.
«In un momento obiettivamente duro siamo fragili e sacrificabili agli occhi di chi ci governa, considerati una categoria di lavoratori che alimentano rischi, senza considerare che la cultura produce terapia, e che tanti addetti del mondo dello spettacolo non hanno ammortizzatori sociali. Abbiamo la fortuna di replicare le prove, anziché le rappresentazioni».


Stefano Fresi, 46 anni. In alto, una delle tavole di 'Guerra e pace' 


Che personaggio sarà il suo Bezuchov?
«È uno che non ha la vita nelle proprie mani e si fa pilotare dagli incontri. Una mina vagante, un fan di Napoleone per poi credersi destinato a ucciderlo, è velleitario, sposa una donna che non ama, gli parte un colpo in un duello senza aver mai impugnato una pistola. Al Morlacchi mi piacciono molto gli sfondamenti dello spazio decisi dalla regia di Andrea Baracco, le discese in platea, la forte intesa della compagnia. Ho collezionato molto cinema ma l’amore viscerale resta quello degli esordi».

A che amore si riferisce?
«Lo spettacolo dal vivo. A teatro fatichi di più e guadagni di meno ma questo ti fa stare coi piedi per terra, e se vuoi fare qualcosa devi caricare lo zaino. È stato importante il tirocinio col pubblico al Teatro India ne La guerra grande dal libro di Antonio Gibelli, e poi il Sogno di Shakespeare formato commedia di Massimiliano Bruno. Negli ultimi due anni sono maturato recitando con Alessandro Benvenuti in Donchisci@tte, imparando ogni sera dal suo lavoro sulle battute».

Al di fuori del lavoro, in che dimensione vive?
«Avevo un progetto familiare che è stato interrotto dal Covid. Ho comprato un anello e mi sono messo in ginocchio davanti alla mia compagna, con cui formo una coppia navigata da sedici anni, con un figlio di dieci, concordando un matrimonio per l’estate. Ma visti i protocolli attuali, ci torneremo sopra nel 2021».