Streaming o sala: il dilemma dei film in cerca d'uscita
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Arianna Finos
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di Arianna Finos
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Tra chiusure e rinvii, c'è chi aspetta dicembre per andare in sala e chi sceglie subito le piattaforme. I nuovi lavori di Carlo Verdone e Massimiliano Bruno potrebbero uscire a Natale, ma altri preferiscono migrare per il pubblico da salotto
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Il rito è a rischio: «Salviamo il Natale al cinema». Il tono di Mario Lorini, presidente degli esercenti dell’Anec è accorato, le sale sono state chiuse lo scorso 26 ottobre e non riapriranno prima del 4 dicembre. Secondo i dati Anec, da marzo a oggi la perdita è stata di oltre 60 milioni di spettatori, un calo di fatturato che supera il 91 per cento. «Abbiamo incontrato qualche giorno fa il premier Conte ed è stato chiaro, il suo tentativo è condivisibile: chiudere ora per poter riaprire nel periodo più importante». Dopo le (almeno) cinque settimane di chiusure e limitazioni, sarebbe importante ritrovare un’occasione di festa e tornare in sala in un periodo che vale il 25 per cento degli incassi di tutto l’anno.
Quello che non s’aspettava, Lorini, è stata la decisione del ministro Franceschini di firmare un decreto che proroga al 15 luglio la durata della deroga alla Legge Cinema del 201…
Il rito è a rischio: «Salviamo il Natale al cinema». Il tono di Mario Lorini, presidente degli esercenti dell’Anec è accorato, le sale sono state chiuse lo scorso 26 ottobre e non riapriranno prima del 4 dicembre. Secondo i dati Anec, da marzo a oggi la perdita è stata di oltre 60 milioni di spettatori, un calo di fatturato che supera il 91 per cento. «Abbiamo incontrato qualche giorno fa il premier Conte ed è stato chiaro, il suo tentativo è condivisibile: chiudere ora per poter riaprire nel periodo più importante». Dopo le (almeno) cinque settimane di chiusure e limitazioni, sarebbe importante ritrovare un’occasione di festa e tornare in sala in un periodo che vale il 25 per cento degli incassi di tutto l’anno.
Quello che non s’aspettava, Lorini, è stata la decisione del ministro Franceschini di firmare un decreto che proroga al 15 luglio la durata della deroga alla Legge Cinema del 2016 che prevede, per i film che ricevono contributi dallo Stato (tax credit, contributi automatici e selettivi), l’obbligo ad uscire in sala prima che sulle piattaforme. «Quello che finora ha funzionato è che il sistema sta tenendo, le decisioni sono prese insieme. Avremmo voluto essere informati», osserva ancora Lorini.
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La paura, grande, è di una fuga verso lo streaming, il rito consumato tra le mura del salotto. Distributori e produttori italiani nelle scorse settimane erano scesi in campo, con attori e registi, per aiutare gli esercenti: avevano riempito i cartelloni lasciati sguarniti dalle produzioni hollywoodiane rinviate al 2021 (da Dune a No time to die, il blockbuster bondiano invano corteggiato da Amazon). E così erano riapparsi nella programmazione Si vive una volta solae Ritorno al crimine, Il cattivo poeta con Sergio Castellitto e Cosa sarà di Francesco Bruni. Ora questi titoli, insieme ad altri internazionali, si sono trovati sospesi, con le campagne di comunicazione già fatte in tutto o in parte. Anche se le sale dovessero riaprire prima di Natale — il 4 dicembre è possibile ma non probabile — i film programmati per novembre dovrebbero spostarsi a dicembre e conquistare un posto nel periodo più affollato dell’anno. Per alcuni la soluzione quasi obbligata è andare sulle piattaforme: Cosa sarà ha chiuso la Festa di Roma ed è stato in sala un giorno. Il produttore Carlo Degli Esposti durante la prima clausura non aveva fatto uscire in streaming Volevo solo nascondermi, fresco di premio berlinese a Elio Germano e anche Cosa sarà era stato sospeso. Ma stavolta ha dovuto cedere. Bruni è dispiaciuto: «Il film è pensato per la sala, ha bisogno del pubblico. Magari torneremo nelle arene in estate. Ho chiesto sui social di vederlo sulle piattaforme degli esercenti», come MioCinema o il circuito di #iorestoinSALA.
Nell’incertezza produttori e distributori sono in fibrillazione. Non vogliono entrare in conflitto con gli esercenti, finora la filiera si è mossa in sintonia. Ma ci sono decisioni da prendere. Alcuni titoli passati in sala come eventi, Il caso Pantani e Mi chiamo Francesco Totti, o in programma per un’uscita limitata come Io sono Greta (e probabilmente Shadows) vanno in streaming, come pure The specials — Fuori dal comune, il francese campione d’incassi con Vincent Cassel e Il talento del calabrone con Sergio Castellitto.
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Per le commedie c’è più incertezza, l’idea è slittare a dicembre, del resto sia Carlo Verdone (Si vive una volta sola) che Massimiliano Bruno (Ritorno al crimine) hanno atteso per nove mesi, fin dalla prima clausura, perché ci tenevano (come i produttori De Laurentiis e Lucisano) a far vedere i film in sala. Questo però potrebbe significare, per evitare ingorghi, la migrazione di alcune delle uscite previste tra dicembre e i primi di gennaio: Come un gatto in tangenziale 2, Diabolik, Freaks out e Supereroi, che potrebbero giovarsi, nel 2021 inoltrato, di sale con una capienza tornata a regime.
«Cercheremo di preservare con tutte le forze l’uscita in sala», dice l’Ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco. Per altri la strada non è percorribile: 10 giorni con Babbo Natale della squadra Genovesi-De Luigi-Lodovini-Abatantuono, Natale su Marte con il duo Boldi-De Sica e Io sono Babbo Natale, l’ultimo girato da Gigi Proietti in coppia con Marco Giallini, ruolo che il regista Edoardo Falcone definisce “strepitoso”; Medusa fa sapere che «segue con attenzione, e preoccupazione, la situazione, vuole tenere la barra sulla sala ma un film con Babbo Natale non può uscire a Pasqua». Non resta che attendere, sapendo che se si virerà sulle piattaforme, gli investimenti promozionali non rientreranno nei benefici fiscali. Sul fronte internazionale Rifkin’s Festival di Woody Allen e Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh sono rinviati. Ma pesa l’arrivo su Disney Plus di Soul di Pete Docter, senza pagamento supplementare, una spinta per gli abbonamenti alla piattaforma della major in difficoltà. On demand anche Tenet di Christopher Nolan, scottato dall’uscita in sala a fine agosto, gli incassi falcidiati dal Covid.