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'La scuola cattolica', con Albinati sul set del film: l'anima nera della gioventù sbagliata

Stefano Mordini sta girando un lungometraggio dal libro Premio Strega. Nel cast Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Jasmine Trinca, Valentina Cervi, Fabrizio Gifuni
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La scuola cattolica di Edoardo Albinati diventa un film. Il romanzo da 1.294 pagine, vincitore del Premio Strega nel 2016, ricorda la strage del Circeo nel racconto più ampio di quella generazione diventata adulta nei Settanta, tra crisi dei valori borghesi e l'esplosione di una violenza non solo politica. E così fa la trasposizione omonima, diretta da Stefano Mordini, in cui i protagonisti - anche quelli tristemente famosi come i ventenni Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira che violentarono e massacrarono Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, quest'ultima si salvò fingendosi morta - sono incarnati in un gruppo di giovani attori che incontriamo in Piazza Caprera, cuore del Quartiere Trieste e ritrovo storico degli adolescenti benestanti di allora.

Sullo sfondo, un bar e una teoria di motorini vintage parcheggiati. Molti "Ciao" smarmittati. Mordini dà le indicazioni per preparare la scena, spiega alla troupe: "Salvatore Izzo salut…
La scuola cattolica di Edoardo Albinati diventa un film. Il romanzo da 1.294 pagine, vincitore del Premio Strega nel 2016, ricorda la strage del Circeo nel racconto più ampio di quella generazione diventata adulta nei Settanta, tra crisi dei valori borghesi e l'esplosione di una violenza non solo politica. E così fa la trasposizione omonima, diretta da Stefano Mordini, in cui i protagonisti - anche quelli tristemente famosi come i ventenni Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira che violentarono e massacrarono Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, quest'ultima si salvò fingendosi morta - sono incarnati in un gruppo di giovani attori che incontriamo in Piazza Caprera, cuore del Quartiere Trieste e ritrovo storico degli adolescenti benestanti di allora.

Sullo sfondo, un bar e una teoria di motorini vintage parcheggiati. Molti "Ciao" smarmittati. Mordini dà le indicazioni per preparare la scena, spiega alla troupe: "Salvatore Izzo saluta una ragazzina che gli piace, lei non ricambia, interviene il fratello maggiore di lui, Angelo, con una violenza fuori luogo rispetto al mondo che lo circonda". Prima del ciak lo scrittore Edoardo Albinati incontra con un po' di emozione la fila di giovanissimi attori che, a distanza, si sfilano la mascherina e lo riportano indietro alla giovinezza sublimata nel romanzo. Lo scrittore è molto colpito dalla somiglianza dell'interprete di Gianni Guido. Spiega Mordini: "Noi ci focalizziamo sull'educazione nella scuola cattolica maschile, scelta dalle famiglie per crescere figli protetti dai tumulti che attraversano la società in quegli anni, da quell'educazione si arriverà a un'idea di mondo e al delitto. Come nel libro il fatto di cronaca è conseguenza di questa idea, la storia d'Italia la raccontiamo attraverso le famiglie e, come nel libro, c'è un io narrante: noi teniamo lo sguardo del protagonista che racconta il percorso e gli incontri".

Nel cast ci sono  attori famosi, Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Valentina Cervi, Fabrizio Gifuni. Ma i protagonisti sono un gruppo di giovani alle prime esperienze. "Ai provini la maggior parte dei diciottenni sapeva poco o niente della strage, la violenza e il contesto politico che allora dominava alcune dinamiche del conflitto oggi i ragazzi la vedono piuttosto come allargata al bullismo. Ma nelle camere loro sono connessi al mondo e questo li abitua a capire e anche a difendersi. Con gli attori abbiamo fatto un laboratorio, ho insegnato loro il punto di vergogna, il senso della corporalità sul set. Ho chiesto di scrivere cosa amano e ho fatto portare alcune di queste caratteristiche nei personaggi, prima tra tutte la timidezza".


In questa foto e in alto due scene del film 'La scuola cattolica' 


Nel film non ci sono immagini di repertorio, né ci sono stati contatti con i protagonisti reali: "Noi seguiamo lo sguardo di Albinati. Il nostro non è un cinema neorealistico. Il film è una storia nera, cattiva, pervasa da uno sguardo ballardiano. C'è l'idea che siamo osservati, che tutti vedono e nessuno interviene. Noi speriamo che chi conosce la storia partecipi al racconto di formazione fino all'omicidio, mentre i giovani assisteranno alla rivelazione di una forma di voglia di possesso sbagliata, un'espressione di violenza e senso di impunità. Mi sembrano concetti attuali". La scuola cattolica si chiude insieme all'anno che racconta, il 1975: finisce con la riapertura della scuola a ottobre. Dal primo ottobre al primo ottobre.

Il caso del Circeo provoca ancora in chi lo ha conosciuto un senso di rifiuto, non si vuole vederlo al cinema. Edoardo Albinati spiega: "Quando Matteo Garrone mi parlò di Dogman gli dissi che quella storia lì non si poteva mostrare al cinema, troppo cruda, invece lui ci è riuscito. Un film ha altre risorse, la principale è il suo sguardo e la capacità di far vedere persino le cose che a priori penseresti impossibili da sopportare, come lo stupro, o come le violenze della storia vera del Canaro". Albinati, che pure ha scritto opere con Garrone e Bellocchio, non partecipa stavolta alla sceneggiatura, firmata Massimo Gaudioso, Luca Infascelli e Stefano Mordini. "Dopo dieci anni spesi sul libro, avevo detto e scritto tutto quel che dovevo", spiega. "Ma sono contento che qualcuno provi a dare una vita nuova e diversa a ciò che per me è concluso. Tra i pochi tratti positivi del mio carattere c'è la capacità di lasciarmi le cose alle spalle. E la fedeltà non è sempre una garanzia, anzi, un film potrà essere bello anche se non è proprio il tuo romanzo, oppure brutto anche se ha riportato il tuo libro riga per riga. Sono curioso di capire cosa succederà".

Il motore del progetto è il produttore Roberto Sessa. "Ho letto La scuola cattolica e, da milanese trapiantato, mi è sembrato che si potesse raccontare qualcosa che è l'altra faccia della medaglia di questi anni di romanzi criminali, dietro le case sontuose e le famiglie perfette, andarci dentro". La prima idea è stata una serie televisiva: "Gli interlocutori non reagivano come speravo, passava il tempo e così abbiamo provato a fare un film sul cuore pruriginoso della storia, il delitto del Circeo. Se poi il film avrà successo andremo a raccontare non solo il fatto specifico, ma tutto il collaterale che nel film viene accennato, un materiale potente, un mondo per cui non bastano cento minuti, ce ne vogliono ottocento. A questo punto del progetto abbiamo capito che la serie tv si farà".

La Warner co-produce il film, a cui Barbara Salabè, presidente e ad di Warner Bros Italia, tiene moltissimo: "Con le sue 1.294 pagine quello di Albinati è il racconto di come e dove nasce la violenza maschile in quel momento storico in Italia: una forma di repressione, di assenza di relazioni di questi ragazzi molto giovani, la mancanza di un'educazione sentimentale. Per me è un tema fortemente contemporaneo". Il progetto intorno al film è raccontare "come nasce questa violenza nei ragazzi che hanno quindici anni e che tendenzialmente sono innocenti". Tiene a sottolineare, Salabè: "Volevamo una Donatella Colasanti che non fosse la vittima. Non volevamo raccontare la ragazza di periferia che finisce nelle mani del branco perché non ha capito la situazione. Ricordo all'epoca le considerazioni sul fatto che se lei fosse stata a casa a fare la calzetta non sarebbe accaduto... Per questo abbiamo voluto una donna importante per i giovani, Benedetta Porcaroli, l'attrice di Baby, bella in tutti i sensi e carismatica".