Carlo Verdone: "Lavorare con le donne è sempre un sacco bello"
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Carlo Verdone
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L'attore in esclusiva per Repubblica ricorda tutte le partner con cui ha lavorato nei suoi quarant'anni di carriera. "Le ho scelte bene, e ho cercato di esaltarle più che potevo"
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Le donne per me sono molto importanti. Ho una profonda stima per il mondo femminile, essendo cresciuto in un matriarcato: ho avuto una grande madre, una grande zia e una grande nonna che con le loro storie hanno stimolato la mia fantasia e la mia sensibilità. In più le donne hanno un’ironia spiccata e un particolare buonsenso. Lo so perché ho più amiche che amici. Sul set ho sempre dato il massimo quando venivo messo all’angolo e nessuno mi mette più in difficolta di una donna.
Eleonora Giorgi in Borotalco interpretava perfettamente con la sua verve, il dinamismo, l’elettricità e l’allegria luminosa quelli che erano gli Ottanta. Vinse il David di Donatello, fu premiata al Festival di Montreal. La Giorgi è stata importante perché è stata una partner perfetta in un film per me fondamentale, in cui dovevo dimostrare che non sapevo fare solo i personaggi, ma anche interpretare un protagonista unico, di…
Le donne per me sono molto importanti. Ho una profonda stima per il mondo femminile, essendo cresciuto in un matriarcato: ho avuto una grande madre, una grande zia e una grande nonna che con le loro storie hanno stimolato la mia fantasia e la mia sensibilità. In più le donne hanno un’ironia spiccata e un particolare buonsenso. Lo so perché ho più amiche che amici. Sul set ho sempre dato il massimo quando venivo messo all’angolo e nessuno mi mette più in difficolta di una donna.
Eleonora Giorgi in Borotalco interpretava perfettamente con la sua verve, il dinamismo, l’elettricità e l’allegria luminosa quelli che erano gli Ottanta. Vinse il David di Donatello, fu premiata al Festival di Montreal. La Giorgi è stata importante perché è stata una partner perfetta in un film per me fondamentale, in cui dovevo dimostrare che non sapevo fare solo i personaggi, ma anche interpretare un protagonista unico, dirigere una storia unica. Ornella Muti è stata una sorpresa, in Io e mia sorella l’ho fatta recitare come la ragazza della porta accanto. Ebbe un grande successo che spiazzò molti: la Silvia del film era davvero lei. Fu sincera, vera, mise da parte l’immagine di ragazza fatale, irragiungibile dei film precedenti.
Con Eleronora Giorgi in 'Borotalco'
Tutte le attrici di Compagni di scuola recitarono con assoluta verità ed entusiasmo, dando gran spessore al film. Margherita Buy mi ha regalato una stellina nel ruolo di Billa, la nevrotica che s’innamorerà dell’ansioso Bernardo in Maledetto il giorno che t’ho incontrato. Senza di lei quel film avrebbe perso un po’ della sua classe ed eleganza, perché Margherita è un’attrice non mediterranea nei colori, non è dialettale e mi aiutò a recitare in modo diverso. Francesca Neri è stata meravigliosa: malinconica, tormentata ma piena di lieve ironia. Asia Argento fu una sorpresa assoluta in Perdiamoci di vista, una delle attrici più disciplinate e professionali che abbia avuto, a diciott’anni era più che matura.
Con Margherita Buy in 'Maledetto il giorno che t'ho incontrato'
Poi è arrivata Claudia Gerini, che è stata il mio alter ego: stessa ironia, stesse osservazioni nei dettagli delle persone, grande complicità artistica. Anche in Sono pazzo di Iris Blond dimostrò gran talento: chi poteva fare quel ruolo là? Solo lei. È brava a recitare, sa cantare, ballare ed è sensibilissima anche nei toni drammatici. E poi Laura Morante, gran presenza, ironica, amabile, autorevole dai tempi perfetti e Stefania Rocca, vivace e piena di vita in L’amore è bello finché dura… Laura Chiatti fu amabile in Io, Loro e Lara: una ragazza umile, bella, luminosa e professionale.
Con Claudia Gerini in 'Viaggi di nozze'
Micaela Ramazzotti, gran talento nel trasferire parte dei suoi lati caratteriali nel film con anima e coraggio. Paola Cortellesi un’attrice completa, brava nel comico, nel drammatico, nel sentimentale. Ilenia Pastorelli intelligente, verace e assai spiritosa. Anna Foglietta in Si vive una volta sola incarna un personaggio fragile e forte e nella vita è un’amica vera. Ogni settimana chiama o manda un messaggio affettuoso: “Carle’come stai?”. Le ho scelte bene, le mie compagne di set e ho cercato di esaltarle più che potevo. Ognuna di loro ha dato una luce particolare al mio lavoro. E le avrò sempre nel mio cuore. (testo raccolto da Arianna Finos)