Margaret Thatcher, una "musa" per il rock di protesta
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteSi può dire che l'eredità politica della Lady di Ferro sia stata surclassata da quella musicale. Non c'è artista britannico infatti che non abbia preso ispirazione dai suoi anni di governo per scrivere canzoni memorabili contro la sua politica. Ecco allora una playlist intitolata Margaret Thatcher: canzoni per la Lady di Ferro: pezzi rabbiosi o ironici, taglienti o impegnati firmati dai più grandi musicisti Uk, da Elton John a Morrissey, da Elvis Costello ai Pink Floyd
She Was Only a Grocer's Daughter, ovvero, “Era solo la figlia del droghiere”, era il delizioso titolo di un album dei Blow Monkeys del 1987, dedicato a Margaret Thatcher, che peraltro non conteneva altri riferimenti espliciti al Primo Ministro britannico, in carica per undici lunghi anni, dal maggio del 1979 al novembre del 1990. Su di lei, sulla sua politica, sul suo modo di essere e di governare, sui suoi atti da Primo Ministro, c’è stato, negli anni, un diluvio di canzoni. Pochi personaggi politici hanno riscosso tanto negativo successo nel mondo del rock, del pop, del reggae, del rap. Non c’è stato genere musicale che non abbia celebrato, con ferma ripulsa, la figura della Thatcher, forse soltanto Richard Nixon la supera. Quella che Repubblica vi propone questa settimana è una playlist, su Apple Music, intitolata Margaret Thatcher: canzoni per la Lady di Ferro, in cui vi presentiamo alcune delle più belle, o più intere…
She Was Only a Grocer's Daughter, ovvero, “Era solo la figlia del droghiere”, era il delizioso titolo di un album dei Blow Monkeys del 1987, dedicato a Margaret Thatcher, che peraltro non conteneva altri riferimenti espliciti al Primo Ministro britannico, in carica per undici lunghi anni, dal maggio del 1979 al novembre del 1990. Su di lei, sulla sua politica, sul suo modo di essere e di governare, sui suoi atti da Primo Ministro, c’è stato, negli anni, un diluvio di canzoni. Pochi personaggi politici hanno riscosso tanto negativo successo nel mondo del rock, del pop, del reggae, del rap. Non c’è stato genere musicale che non abbia celebrato, con ferma ripulsa, la figura della Thatcher, forse soltanto Richard Nixon la supera. Quella che Repubblica vi propone questa settimana è una playlist, su Apple Music, intitolata Margaret Thatcher: canzoni per la Lady di Ferro, in cui vi presentiamo alcune delle più belle, o più interessanti, o più rappresentative canzoni che hanno preso di mira Margaret Thatcher: una playlist che conta artisti importanti, da Elton John a Elvis Costello, da Morrissey agli Specials, dai Pink Floyd ai Public Enemy, tutti pronti a protestare contro la “Lady di ferro” con canzoni in alcuni casi memorabili.
Si potrebbe dire, esagerando, che l’eredità politica della Thatcher è stata surclassata da quella musicale. La sua presenza sulla scena britannica e i risultati della sua politica, hanno scatenato un’onda di creatività per tutti gli anni Ottanta che ha dato vita ad alcune delle canzoni più impegnate, taglienti, brucianti, dell’intera storia del pop britannico, in un’era di scontri culturali e politici fortissimi. Solo due anni prima della sua ascesa al potere, i Sex Pistols se l’erano presa con il giubileo della Regina, ricordando che non c’era futuro per il sogno inglese, ma non appena la Thatcher entrò al n.10 di Downing Street fu chiaro a tutti che sarebbe stata lei il tema giusto per ogni canzone di protesta. E anche di più, se si pensa a Billy Elliot nel campo del musical e a quanti film sono stati realizzati per raccontare, sempre in negativo, la sua era. Un’era segnata da una profondissima crisi economica, la disoccupazione alle stelle, la guerra delle Falkland, l’ascesa dei movimenti neonazisti, l’esplosione degli hooligans negli stadi, le fortissime tensioni razziali nelle città.
Alcune delle canzoni della playlist non sono direttamente riferibili alla Thatcher, ma al periodo del suo governo e alle tensioni che ne sono derivate, come The Guns of Brixton dei Clash o (We don’t need this) Fascist groove thang degli Heaven 17, ma servono a completare un quadro aperto da Elton John, con una canzone poi ripresa in Billy Elliot, Merry Christmas Maggie Thatcher. Molte delle canzoni sono rabbiose, violente, difficilmente troverete tanto astio contro un politico espresso con altrettanta durezza in altre canzoni, e moltissime sono state scritte quando è morta, nel 2013, non meno dure.
Se volete ripercorrere la storia di Margaret Thatcher imperdibile è The Iron Lady, film del 2012 di Phyllida Lloyd, interpretato da una magistrale Meryl Streep, visibile su Netflix. Se volete invece scoprire di più sul rapporto tra lei e la regina Elisabetta II, potete vedere, sempre su Netflix, quattro episodi di The Crown dedicati al tema: il primo in cui la Thatcher prende il ruolo di Primo Ministro britannico, il secondo in cui si delinea la difficoltà nei rapporti con la regina, l’ottavo con lo scontro diretto tra lei e la regina sulle sanzioni al Sudafrica e il decimo e conclusivo. Sono interessanti e ben costruiti, con una curiosa Gillian Anderson nei panni della Thatcher, forse un po’ troppo caricaturale ma di sicuro sufficientemente odiosa.
Su YouTube potete recuperare anche altro materiale musicale anti-Thatcher, in una playlist intitolata Anti-Margaret Thatcher protest music con ben 43 video, oppure ripercorrere le tappe della storia della Lady di Ferro in un lungo ma estremamente ricco e completo documentario come The life of the real Margaret Thatcher.
Si potrebbe dire, esagerando, che l’eredità politica della Thatcher è stata surclassata da quella musicale. La sua presenza sulla scena britannica e i risultati della sua politica, hanno scatenato un’onda di creatività per tutti gli anni Ottanta che ha dato vita ad alcune delle canzoni più impegnate, taglienti, brucianti, dell’intera storia del pop britannico, in un’era di scontri culturali e politici fortissimi. Solo due anni prima della sua ascesa al potere, i Sex Pistols se l’erano presa con il giubileo della Regina, ricordando che non c’era futuro per il sogno inglese, ma non appena la Thatcher entrò al n.10 di Downing Street fu chiaro a tutti che sarebbe stata lei il tema giusto per ogni canzone di protesta. E anche di più, se si pensa a Billy Elliot nel campo del musical e a quanti film sono stati realizzati per raccontare, sempre in negativo, la sua era. Un’era segnata da una profondissima crisi economica, la disoccupazione alle stelle, la guerra delle Falkland, l’ascesa dei movimenti neonazisti, l’esplosione degli hooligans negli stadi, le fortissime tensioni razziali nelle città.
Alcune delle canzoni della playlist non sono direttamente riferibili alla Thatcher, ma al periodo del suo governo e alle tensioni che ne sono derivate, come The Guns of Brixton dei Clash o (We don’t need this) Fascist groove thang degli Heaven 17, ma servono a completare un quadro aperto da Elton John, con una canzone poi ripresa in Billy Elliot, Merry Christmas Maggie Thatcher. Molte delle canzoni sono rabbiose, violente, difficilmente troverete tanto astio contro un politico espresso con altrettanta durezza in altre canzoni, e moltissime sono state scritte quando è morta, nel 2013, non meno dure.
Se volete ripercorrere la storia di Margaret Thatcher imperdibile è The Iron Lady, film del 2012 di Phyllida Lloyd, interpretato da una magistrale Meryl Streep, visibile su Netflix. Se volete invece scoprire di più sul rapporto tra lei e la regina Elisabetta II, potete vedere, sempre su Netflix, quattro episodi di The Crown dedicati al tema: il primo in cui la Thatcher prende il ruolo di Primo Ministro britannico, il secondo in cui si delinea la difficoltà nei rapporti con la regina, l’ottavo con lo scontro diretto tra lei e la regina sulle sanzioni al Sudafrica e il decimo e conclusivo. Sono interessanti e ben costruiti, con una curiosa Gillian Anderson nei panni della Thatcher, forse un po’ troppo caricaturale ma di sicuro sufficientemente odiosa.
Su YouTube potete recuperare anche altro materiale musicale anti-Thatcher, in una playlist intitolata Anti-Margaret Thatcher protest music con ben 43 video, oppure ripercorrere le tappe della storia della Lady di Ferro in un lungo ma estremamente ricco e completo documentario come The life of the real Margaret Thatcher.