Francis Ford Coppola e il Padrino: "Adesso posso chiudere i conti con i Corleone"
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Arianna Finos
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di Arianna Finos
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Il regista presenta la versione definitiva del terzo e ultimo capitolo della sua trilogia, che arriva il 10 dicembre su Blu Ray con un nuovo montaggio, inizio e finale diversi e il titolo pensato in origine: "Il Padrino Coda — La morte di Michael Corleone"
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Dopo 48 anni Francis Ford Coppola ha chiuso i conti con Il Padrino. Il regista consegna al mondo la sua versione definitiva del terzo capitolo, il più introspettivo e l'unico non premiato con l'Oscar, di quella che è forse la migliore trilogia della storia del cinema. Lo fa cambiando molte cose, a partire dal titolo: Il padrino Coda - La morte di Michael Corleone. Nel rimontaggio-restauro a trent'anni dall'uscita del film con protagonista Al Pacino - disponibile dal 10 dicembre in Blu Ray con Universal Pictures Home Entertaiment - ci sono molte scene riposizionate, un nuovo inizio e una fine diversa. "Sono orgoglioso, ora anche di questo film e quindi della trilogia", racconta dalla cucina rustica della sua grande casa californiana.
Questo è il titolo iniziale scelto con Mario Puzo.
"Sì. In termini musicali una coda è una sorta di epilogo e questo film lo è rispetto ai precedenti. L'idea di chiamarlo La mort…
Dopo 48 anni Francis Ford Coppola ha chiuso i conti con Il Padrino. Il regista consegna al mondo la sua versione definitiva del terzo capitolo, il più introspettivo e l'unico non premiato con l'Oscar, di quella che è forse la migliore trilogia della storia del cinema. Lo fa cambiando molte cose, a partire dal titolo: Il padrino Coda - La morte di Michael Corleone. Nel rimontaggio-restauro a trent'anni dall'uscita del film con protagonista Al Pacino - disponibile dal 10 dicembre in Blu Ray con Universal Pictures Home Entertaiment - ci sono molte scene riposizionate, un nuovo inizio e una fine diversa. "Sono orgoglioso, ora anche di questo film e quindi della trilogia", racconta dalla cucina rustica della sua grande casa californiana.
Questo è il titolo iniziale scelto con Mario Puzo.
"Sì. In termini musicali una coda è una sorta di epilogo e questo film lo è rispetto ai precedenti. L'idea di chiamarlo La morte di Michael Corleone è stata di Mario e mi è piaciuta, perché quando inizi a guardare un film con quel titolo non ti aspetti che invece il protagonista non morirà. Mi piace l'ironia e il fatto che ti fa riflettere su qual è il significato della morte per uno come Michael Corleone. Potrebbe trattarsi di quella della sua anima, forse ancor più terribile. Il nuovo inizio si concentra su Michael che tratta con la chiesa per uscire dal mondo criminale e diventare una persona normale, per suoi figli. Ma confessandosi all'arcivescovo che diventerà papa capisce che ci sono peccati che non si possono mondare. Posso capire, anche se non lo accetto, chi uccide per ideologia o vendetta. Ma farlo per soldi, come quei gangster che hanno guadagnato potere e ricchezze causando crepacuore e dolore, è inaccettabile. Michael Corleone forse deve pagare per i suoi peccati e volevo che nel film non si dimenticasse. I siciliani augurano di vivere cent'anni, ma per Michael e il suo dolore questa è una maledizione".
Perché non avete usato questo titolo all'epoca?
"C'era molta pressione per l'uscita del film, prevista a Natale. Era stato uno sforzo artistico e produttivo enorme e sapevo che i primi giorni sarebbero stati fondamentali per determinare il fallimento o il successo del film. Ho sempre rimpianto di non aver tenuto duro e sono partito da questo per tessere una nuova versione".
Nel sottofinale non c'è più la danza con le tre donne della vita di Michael, resta solo quella con Mary.
"Questo rapporto è il fulcro della storia. In questo nuovo film si capisce ancor di più che Michael vuole liberare i suoi figli dal crimine. Ma alla fine non ci riesce, perché i proiettili destinati a lui uccidono Mary. Michael vivrà cent'anni e non dimenticherà mai".
Questa saga è anche un album di ricordi familiari.
"Durante la carriera ho sempre portato la mia famiglia sul set. Noi Coppola siamo una famiglia di acrobati cinesi, facciamo la piramide umana e se serve un bimbo piccolo da piazzare in cima, ne abbiamo sempre uno a portata di mano. Sono molto orgoglioso di mia nipote Gia Coppola ce ha portato il suo film a Venezia. È dolce ma ha una determinazione ferrea".
Sua figlia Sofia nel ruolo di Mary fu stroncata dai critici. È diventata una ottima regista.
"Non ha mai voluto fare l'attrice. Veniva solo quando glielo chiedevo io. Avevamo ingaggiato Winona Ryder, che però era in ritardo su un altro set. Arrivò che mancavano ormai solo le sue scene. Il giorno prima disse che non si sentiva bene e non sarebbe venuta. Lo studio scalpitava e proponeva attrici famose ma trentenni. Come Annabella Sciorra, eccellente, ma il personaggio aveva diciotto anni, era la ragazzina che si prende la cotta per il cugino, doveva avere il viso paffuto di chi quattro anni prima giocava con i bimbi. Ho chiamato Sofia dalla scuola d'arte. Ma la Paramount si è spaventata, ha mandato sul set una giornalista di Vanity Fair che ha scritto un articolo terribile: 'La Paramount pensa che questa ragazza, non dovrebbe stare davanti allo schermo!'. Quando è uscito il film Sofia è stata attesa al varco. Questo nuovo montaggio del film le rende giustizia".
Andy Garcia e Al Pacino Perché volle raccontare l'assassinio di Papa Luciani?
"Era una figura affascinante, e mi piaceva l'ironia meravigliosa di Michael che tratta con il Vaticano per affrancarsi dal crimine ed entra in un meccanismo ancora più oscuro. Ai tempi del Padrino c'era davvero una società immobiliare che possedeva anche lo studio di proprietà della Paramount".
Cosa pensa di Papa Francesco?
"Penso che sia un meraviglioso papa nuovo, trovo giuste le sue politiche umanistiche e la sua chiesa inclusiva. Sono orgoglioso di portare il suo nome".
Riusciremo a vedere il suo film "Megalopolis" da anni annunciato?
"Sì. Siamo a buon punto. È la storia di due famiglie e due filosofie in una città come New York, il cui sindaco potrebbe essere afroamericano. Una famiglia è più conservatrice e punta a preservare il passato, l'altra invece vuole fare un salto in avanti, creare un nuovo mondo. Fare soldi non può essere l'unico obiettivo per la nazione, il metro di valutazione dell'uomo. Ci sono cose più importanti e dopo la pandemia il mondo intero dovrà ripensare le priorità. Solidarietà, libertà, giustizia, soprattutto istruzione per ragazzini e per anziani. Il momento è terribile, ma ho fede nello spirito umano, nella capacità di mettersi gli uni al servizio degli altri".