Un Natale diverso a ritmo di jazz
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteInutile scappare, in questo periodo siamo circondati dalle cosiddette Christmas song. Che non rispondono a un determinato suono, ma solo a un tema. E allora perché non immergersi nello spirito delle feste affidandosi al genere che per primo ha codificato le canzoni natalizie come parte integrante del proprio repertorio? Ecco allora la playlist A wonderful jazz Christmas: 53 brani per oltre tre ore di musica, dai mostri sacri come Duke Ellington al crooner moderno per eccellenza: Michael Bublé
Le canzoni di Natale sono imbattibili, ammettiamolo. Fanno parte della nostra cultura, della nostra personalissima storia, sono mescolate alle gocce del nostro sangue, possono anche non piacerci, possiamo anche trovarle stucchevoli, ma persino il più rigoroso e restio appassionato di musica alla fine, qualche volta, ha ceduto e ha cantato. Sì, cantato, perché sono canti di Natale, in un modo o nell’altro, anche se vengono dal repertorio laico del pop, anche se sono interpretati e suonati da artisti che tutto sono tranne che santi e devoti, anche se chi li canta magari dello “spirito natalizio” si è sempre disinteressato. Quindi, di musica natalizia è piena la nostra vita, e le canzoni di Natale fanno parte, almeno per il mese di dicembre di ogni anno, della nostra colonna sonora, nel bene e nel male, anche se non volessimo ascoltarle, perché non c’è radio, tv, grande magazzino, ascensore, che non le trasmetta.
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Le canzoni di Natale sono imbattibili, ammettiamolo. Fanno parte della nostra cultura, della nostra personalissima storia, sono mescolate alle gocce del nostro sangue, possono anche non piacerci, possiamo anche trovarle stucchevoli, ma persino il più rigoroso e restio appassionato di musica alla fine, qualche volta, ha ceduto e ha cantato. Sì, cantato, perché sono canti di Natale, in un modo o nell’altro, anche se vengono dal repertorio laico del pop, anche se sono interpretati e suonati da artisti che tutto sono tranne che santi e devoti, anche se chi li canta magari dello “spirito natalizio” si è sempre disinteressato. Quindi, di musica natalizia è piena la nostra vita, e le canzoni di Natale fanno parte, almeno per il mese di dicembre di ogni anno, della nostra colonna sonora, nel bene e nel male, anche se non volessimo ascoltarle, perché non c’è radio, tv, grande magazzino, ascensore, che non le trasmetta.
C’è un antidoto? Se proprio ne avete bisogno potreste provare a combattere l’invasione delle canzoni di Natale con le sue stesse armi, ovvero altre canzoni di Natale. Sì, perché quello delle Christmas song alla fine è diventato un vero e proprio genere, un fenomeno musicale che ha regole proprie, diverse da quelle degli altri generi. Basti pensare solo al fatto che ha una sua inevitabile cadenza, in un periodo limitato dell’anno, un mese e poco più, a ridosso delle festività, più o meno dall’8 dicembre al 6 gennaio. E non risponde a un suono o a uno stile, ma a un tema. Ci sono canzoni natalizie reggae, rap, rock, blues, funk, pop, arrivando fino al cajun e all’heavy metal.
Ma la parte del leone lo fa il jazz, il primo mondo sonoro ad aver codificato le canzoni natalizie come parte integrante del proprio repertorio. Il motivo è semplice, quello delle radici religiose di molta musica afroamericana, nel gospel e nello spiritual, aggiornate però via via ai tempi, alle epoche, arrivano al paradosso di avere addirittura delle “canzoni” soltanto strumentali, in cui le parole, che sono il cuore di ogni canto di Natale, sono addirittura cancellate per lasciare l’evocazione natalizia solo ai suoni. E al Natale jazz è dedicata la playlist che Repubblica vi propone su Apple Music questa settimana, intitolata A wonderful jazz Christmas.
Difficile contenere il repertorio, visto che tutti, ma proprio tutti i jazzisti del mondo, si sono espressi sul tema, con singoli brani o con molti album, e infatti nella nostra playlist ci sono la bellezza di 53 brani per oltre tre ore e mezza di musica. C’è l’inevitabile Frank Sinatra, ma anche Billie Holiday, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Abbey Lincoln. Ci sono Duke Ellington, Glenn Miller, Count Basie e Gene Krupa. Ci sono John Coltrane e Charlie Parker, ma anche Herbie Hancock e Chet Baker. Troverete tutti i grandi del jazz di ieri e alcuni di quelli di oggi, in una lista per forza di cose incompleta ma sufficientemente ricca per godere, letteralmente, di grande, grandissima musica.
Molte canzoni note mancano, sicuramente, altre saranno invece sorprendenti all’ascolto, ma una sola è ripetuta due volte, White Christmas, che apre la playlist nella versione di Frank Sinatra e più avanti è riproposta da Charlie Parker. E’ un brano scritto da Irving Berlin e la leggenda narra che, dopo aver composto la melodia la sera precedente, al mattino Berlin sia andato nel suo ufficio gridando alla segretaria: “Prendi la penna e prendi appunti su questa canzone. Ho appena scritto la migliore canzone, diavolo, ho appena scritto la migliore canzone che chiunque abbia mai scritto!”. La prima versione, che colpevolmente non abbiamo messo nella playlist, è quella di Bing Crosby, del 1942. Da allora sono stati centinaia i cantanti e i musicisti che si sono esercitati a interpretarla, anche solo in maniera strumentale, come accade appunto a Charlie Parker, che la trasforma in una divertente esplorazione bop.
Ma tutto quello che è necessario c’è, le canzoni belle e importanti per lo “spirito del Natale” non mancano. State tranquilli, c’è anche il cantante che è diventato, negli ultimi anni, “Mr. Christmas”, quello senza le cui canzoni, per molti, Natale non è Natale, ovvero Michael Bublé.
C’è un antidoto? Se proprio ne avete bisogno potreste provare a combattere l’invasione delle canzoni di Natale con le sue stesse armi, ovvero altre canzoni di Natale. Sì, perché quello delle Christmas song alla fine è diventato un vero e proprio genere, un fenomeno musicale che ha regole proprie, diverse da quelle degli altri generi. Basti pensare solo al fatto che ha una sua inevitabile cadenza, in un periodo limitato dell’anno, un mese e poco più, a ridosso delle festività, più o meno dall’8 dicembre al 6 gennaio. E non risponde a un suono o a uno stile, ma a un tema. Ci sono canzoni natalizie reggae, rap, rock, blues, funk, pop, arrivando fino al cajun e all’heavy metal.
Ma la parte del leone lo fa il jazz, il primo mondo sonoro ad aver codificato le canzoni natalizie come parte integrante del proprio repertorio. Il motivo è semplice, quello delle radici religiose di molta musica afroamericana, nel gospel e nello spiritual, aggiornate però via via ai tempi, alle epoche, arrivano al paradosso di avere addirittura delle “canzoni” soltanto strumentali, in cui le parole, che sono il cuore di ogni canto di Natale, sono addirittura cancellate per lasciare l’evocazione natalizia solo ai suoni. E al Natale jazz è dedicata la playlist che Repubblica vi propone su Apple Music questa settimana, intitolata A wonderful jazz Christmas.
Difficile contenere il repertorio, visto che tutti, ma proprio tutti i jazzisti del mondo, si sono espressi sul tema, con singoli brani o con molti album, e infatti nella nostra playlist ci sono la bellezza di 53 brani per oltre tre ore e mezza di musica. C’è l’inevitabile Frank Sinatra, ma anche Billie Holiday, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Abbey Lincoln. Ci sono Duke Ellington, Glenn Miller, Count Basie e Gene Krupa. Ci sono John Coltrane e Charlie Parker, ma anche Herbie Hancock e Chet Baker. Troverete tutti i grandi del jazz di ieri e alcuni di quelli di oggi, in una lista per forza di cose incompleta ma sufficientemente ricca per godere, letteralmente, di grande, grandissima musica.
Molte canzoni note mancano, sicuramente, altre saranno invece sorprendenti all’ascolto, ma una sola è ripetuta due volte, White Christmas, che apre la playlist nella versione di Frank Sinatra e più avanti è riproposta da Charlie Parker. E’ un brano scritto da Irving Berlin e la leggenda narra che, dopo aver composto la melodia la sera precedente, al mattino Berlin sia andato nel suo ufficio gridando alla segretaria: “Prendi la penna e prendi appunti su questa canzone. Ho appena scritto la migliore canzone, diavolo, ho appena scritto la migliore canzone che chiunque abbia mai scritto!”. La prima versione, che colpevolmente non abbiamo messo nella playlist, è quella di Bing Crosby, del 1942. Da allora sono stati centinaia i cantanti e i musicisti che si sono esercitati a interpretarla, anche solo in maniera strumentale, come accade appunto a Charlie Parker, che la trasforma in una divertente esplorazione bop.
Ma tutto quello che è necessario c’è, le canzoni belle e importanti per lo “spirito del Natale” non mancano. State tranquilli, c’è anche il cantante che è diventato, negli ultimi anni, “Mr. Christmas”, quello senza le cui canzoni, per molti, Natale non è Natale, ovvero Michael Bublé.