A suon di musical: Meryl Streep travolgente rilancia il genere
di
Arianna Finos
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di Arianna Finos
Canti e balli non stancano mai: in attesa del 'West Side Story' di Spielberg e di 'Land of dreams' dell'italiano Abbatangelo, dall'11 l'attrice è su Netflix con la versione cinematografica dello show di Broadway. "Ero la più anziana del cast e sono quella che ha ballato di più"
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Dal peronismo argentino ai padri fondatori d’America. Dalle poesie di T. S. Eliot in versione felina alla storia di Barnum. Il musical non si è tirato mai indietro dall’affrontare cantando e ballando ogni argomento e tabù. Oscillando naturalmente tra sublime e ridicolo, rischiando dolorose stroncature a Broadway e milionari flop al cinema. Spesso rinascendo dalle ceneri per assurgere allo status di culto. Evita, Hamilton, Cats, The greatest showman. E ora, su Netflix dall’11 dicembre, The Prom. A firmare il passaggio dall’acclamato show da palco a quello sullo schermo è Ryan Murphy (American Horror Story), che ha chiamato Meryl Streep per poggiarle sulle spalle questo incrocio tra High School Musical e Glee, in un’apoteosi di paillette e con una coscienza sociale. La storia nel film parte proprio dal flop a Broadway del biopic Eleanor! sulla moglie di Roosevelt, colpa delle due star, in particolare Dee Dee Allen, interpretata dalla St…
Dal peronismo argentino ai padri fondatori d’America. Dalle poesie di T. S. Eliot in versione felina alla storia di Barnum. Il musical non si è tirato mai indietro dall’affrontare cantando e ballando ogni argomento e tabù. Oscillando naturalmente tra sublime e ridicolo, rischiando dolorose stroncature a Broadway e milionari flop al cinema. Spesso rinascendo dalle ceneri per assurgere allo status di culto. Evita, Hamilton, Cats, The greatest showman. E ora, su Netflix dall’11 dicembre, The Prom. A firmare il passaggio dall’acclamato show da palco a quello sullo schermo è Ryan Murphy (American Horror Story), che ha chiamato Meryl Streep per poggiarle sulle spalle questo incrocio tra High School Musical e Glee, in un’apoteosi di paillette e con una coscienza sociale. La storia nel film parte proprio dal flop a Broadway del biopic Eleanor! sulla moglie di Roosevelt, colpa delle due star, in particolare Dee Dee Allen, interpretata dalla Streep: «Personaggio straordinariamente pieno di sé convinto, sbagliando, di dominare la scena a ogni apparizione. Una fatica per un’antidiva come me», chiarisce Meryl, 71 anni, nella finestra Zoom dal salotto di casa.
L’attrice da tre Oscar e 22 candidature, vent’anni dopo il primo Mamma mia! e a sei anni dalla strega di Into the woods non ha resistito: «Avevo visto il musical a Broadway, un inno alla libertà, la gente urlava dall’entusiasmo. Ho notato che la protagonista sul palco non ballava molto, quindi ero molto incoraggiata. E invece sono la persona più anziana del cast e quella che balla di più, cosa che non mi pareva avesse senso. Si è scatenato l’inferno quando sono arrivata a Los Angeles, quattro mesi di prove, tutti i giorni, da settembre a dicembre. Non sono una ballerina, ma mi affascina la vitalità e la gioia di essere vivi che la danza porta con sé».
Meryl Streep in 'The Prom', dall'11 dicembre su Netflix. In alto, una scena del film
Al suo fianco in scena ci sono James Corden e Nicole Kidman, ballerina di fila e qui ancella della collega, che si fa notare per un numero alla Bob Fosse («mi sono allenata con un corpo di ballo vero»), ma siamo lontani dal fascino di Satine e dai fasti di Moulin Rouge! del 2001. Il trio, per darsi un tono sociale e respingere le accuse di narcisismo, parte per una cittadina dell’Indiana per sostenere una ragazza a cui è stato negato di partecipare al ballo della scuola (“the prom”) con la ragazza di cui è innamorata. «Grazie a Netflix il film si vedrà anche in posti dove veramente chi è gay non può godersi il ballo della scuola, in Paesi dove addirittura l’omosessualità è illegale — racconta il regista — Quando feci coming out mio padre mi prese a cinghiate. Magari avessi potuto mostrargli un musical. Girare questo film per me è anche una questione personale».
Sarà di certo voluto per veicolare il messaggio, ma l’impianto del film è fin troppo tradizionale. Lo vivacizzano la scatenata Streep, ottima anche nel rap, e le due giovani innamorate: Jo Ellen Pellman - è nata in Ohio: «Sono onoratissima per il mio orientamento sessuale e per aver preso parte al film» racconta - e Ariana DeBose, che vedremo tra poco nell’attesissimo West Side Story.
Proprio nell’anno in cui i riflettori a teatro sono spenti dalla pandemia, il musical torna ad abitare con convinzione il grande schermo a partire dalla rilettura del classico del 1961, West Side Story, firmata da Steven Spielberg: occhi puntati sui nuovi Tony e Maria, Ansel Elgort e Rachel Zegler. Guillermo Del Toro conferma che il suo Pinocchio in stop motion sarà un musical. Il francese Leo Carax firma Annette, un dramma musicale con Adam Driver e Marion Cotillard su un comico che deve fare i conti con la morte della moglie e prendersi cura della figlioletta, che si scoprirà avere un dono speciale. Vedremo una nuova versione di Cinderella firmata da Kay Cannon e un adattamento di Tutti parlano di Jamie, storia dell’adolescente inglese che vuole diventare una drag queen. L’Italia punta su Land of dreams del giovane Nicola Abbatangelo, favola d’amore tra una lavapiatti aspirante cantante e un pianista fantasioso, girato in inglese nella New York anni Venti. Nel cast Caterina Shulha, Edoardo Pesce, Stefano Fresi. Grande curiosità per Ballo Ballo, musical spagnolo che celebra la libertà di espressione con le canzoni di Raffaella Carrà.