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The Voice Senior, la rivincita degli over 60: "Una canzone fa bene al cuore"

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Le storie dei concorrenti del programma-rivelazione di Rai 1. Prima dell'inizio era stat definito "lo show dei vecchi": campione d'ascolti, ha battuto il Grande Fratello
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Mai come nell’anno del covid la parola “vecchio” è stata usata con un sottile disprezzo «perché tanto muoiono solo i vecchi» (e così non è). Sarà pure vero che sono i più fragili ma non si può dare per scontato che un’intera generazione, nonni e genitori amati, debba sparire. E con loro la memoria, le radici, come se le vite improvvisamente perdessero valore. In controtendenza, la tv si è riscattata con un programma che ha fatto sentire protagonisti gli over 60.

A The Voice Senior con Antonella Clerici (stasera su Rai 1 la finale), le storie di vita si sono intrecciate alla musica; operai, falegnami, fornai, capotreni, ex manager, colf, insegnanti in pensione con la passione del canto si sono messi in gioco. Perché se è vero che non conta l’età per cantare, il pregiudizio era forte. Prima del debutto, lo show che col 20% di share ha battuto il Grande Fratello veniva …
Mai come nell’anno del covid la parola “vecchio” è stata usata con un sottile disprezzo «perché tanto muoiono solo i vecchi» (e così non è). Sarà pure vero che sono i più fragili ma non si può dare per scontato che un’intera generazione, nonni e genitori amati, debba sparire. E con loro la memoria, le radici, come se le vite improvvisamente perdessero valore. In controtendenza, la tv si è riscattata con un programma che ha fatto sentire protagonisti gli over 60.

A The Voice Senior con Antonella Clerici (stasera su Rai 1 la finale), le storie di vita si sono intrecciate alla musica; operai, falegnami, fornai, capotreni, ex manager, colf, insegnanti in pensione con la passione del canto si sono messi in gioco. Perché se è vero che non conta l’età per cantare, il pregiudizio era forte. Prima del debutto, lo show che col 20% di share ha battuto il Grande Fratello veniva definito “il programma dei vecchi”. Invece nessuna malinconia, solo voglia di riscatto e di giocare, di ritrovare l’autostima.

Antonella Clerici, al centro, tra i coach del programma: da sinistra Loredana Bertè, Clementino, Albano con jasmine Carrisi e Gigi D'Alessio 


Nello Buongiorno, 74 anni, una vita nei pianobar, abita a Positano e sorride. «La musica per me è vita, è importante quanto la famiglia. Canto e suono da sempre» racconta, «da quando in tv si facevano le primissime “prove tecniche di trasmissione”, ho partecipato a due o tre edizioni di Domenica in, avevo cantato pure con la Bertè. Ho cantato a The Voice per sfizio e rimettermi in discussione, una cosa personale, mia moglie e mio figlio sono stati contenti. Con la pandemia hanno parlato dei vecchi con inciviltà, mentre la tv ha fatto una cosa bella per chi ha una certa età, come me. Ci ha coccolato. Lo consiglio ai miei coetanei, fa bene al cuore».

Per Giovanna Marinuzzi, 71 anni, pioniera della musica brasiliana in Italia, il viaggio è stato breve. Non era stata scelta alle blind audition ma si è parlato tanto di lei perché è la Giovanna cantata da Francesco De Gregori in Niente da capire. «I giudici si sono pentiti, pazienza. Mi esibivo a Roma, al Folkstudio dove avevo fatto amicizia con Francesco» racconta, «ho letto un commento su Facebook per cui non c’è da essere fieri di stare in un verso che dice: “Però Giovanna io me la ricordo/ è un ricordo che vale 10 lire”. Varrà pure dieci lire, ma sono fiera di essere ricordata in una canzone che tutti conoscono». E l’arrivo a The Voice Senior? «È stata un’amica a dirmi di fare il provino ma ero reticente, suono da una vita. Pensavo di trovarmi tra dilettanti allo sbaraglio, temevo fosse “lo show dei babbioni”, una roba nostalgica, di gente che aveva perso il treno. E invece è stata un’esperienza bellissima, con altri cantanti: c’è stato uno scambio».

Giovanna Marinuzzi, 71 anni. In alto, Pietro Dall'Oglio 


I protagonisti, dai 60 anni agli 84, portano la loro verità. Il format prodotto da Fremantle in tredici Paesi — dall’Olanda al Brasile — non pone limiti, il concorrente più vecchio è stato un 94enne in Germania. Giudici divertiti e complici (Al Bano con la figlia Jasmine, Clementino, Gigi D’Alessio e Loredana Bertè), perché qui non conta tanto vincere, e la vita sorprende sempre.

Pietro Dall’Oglio, 63 anni, ex broker, conosciuto come Pietrosauro, si definisce «il trapper più vecchio del mondo». «Non sono in finale ma ha vinto lo stesso. Farò un disco con Clementino» spiega, «scrivo canzoni e nella trap sono più libero nei testi, la uso per parlare con i miei figli anche se ho un lato cantautorale, come un Fossati trap. Sono un avventuriero giramondo: mi sono avvicinato alla trap in Costarica e Panama dove vivo per metà dell’anno. Ho postato 130 video su YouTube, sono uno schiacciasassi, poi grazie ai soldi ho fatto il produttore. The Voice? Ho voluto provare. Avevo tentato due volte a X Factor, non avrei problemi con i ragazzi. Siamo andati in onda nel momento giusto, portando speranza». Pietro è il fratello di padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito in Siria nel 2013: «Un fratello non lo pensi come un personaggio pubblico, te lo porti dentro. È un tipo allegro, ha dato un senso alla mia vita. Quando è stato rapito stavo talmente male che mi sono sfogato scrivendo una canzone, Abuna Paolo, Abuna vuol dire padre. È un messaggio in bottiglia. Chissà se dov’è rinchiuso, un giorno la potrà ascoltare».