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Arisa, il ritorno a Sanremo: "Finalmente qualcuno ha creduto in me"

Sette volte al Festival, due volte vincitrice, quest'anno sarà in gara con il brano 'Potevi fare di più'. "Nella vita servono delle priorità, ma prima di trovarle devi perderti un po'"
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E’ una veterana. Partecipa per la settima volta al Festival di Sanremo: ha vinto nel 2009 nelle Nuove Proposte con Sincerità e nel 2014 nella categoria Campioni con Controvento; nel 2015 è stata co-conduttrice, quest’anno Arisa è in gara con Potevi fare di più, scritta per lei da Gigi D’Alessio (e contenuta nel prossimo album). Un anno di svolta, in cui Rosalba Pippa, 38 anni, tira le somme. Inquieta, sensibile, curiosa, dice che ha fatto pace con se stessa. «Oggi sono fiera di me» racconta, «voglio esserlo sempre di più e sentire di meritare quello che ho». 

La canzone si intitola “Potevi fare di più”. Lo dice a se stessa o rimprovera qualcuno? 
«In realtà non è un rimprovero, la canzone parla di un momento di liberazione, di un amore che si è spento e dei tentativi per tenerlo in piedi. Noi donne ci mettiamo al servizio degli umori della coppia, abbia…
E’ una veterana. Partecipa per la settima volta al Festival di Sanremo: ha vinto nel 2009 nelle Nuove Proposte con Sincerità e nel 2014 nella categoria Campioni con Controvento; nel 2015 è stata co-conduttrice, quest’anno Arisa è in gara con Potevi fare di più, scritta per lei da Gigi D’Alessio (e contenuta nel prossimo album). Un anno di svolta, in cui Rosalba Pippa, 38 anni, tira le somme. Inquieta, sensibile, curiosa, dice che ha fatto pace con se stessa. «Oggi sono fiera di me» racconta, «voglio esserlo sempre di più e sentire di meritare quello che ho». 

La canzone si intitola “Potevi fare di più”. Lo dice a se stessa o rimprovera qualcuno? 
«In realtà non è un rimprovero, la canzone parla di un momento di liberazione, di un amore che si è spento e dei tentativi per tenerlo in piedi. Noi donne ci mettiamo al servizio degli umori della coppia, abbiamo un istinto materno che ci porta a considerare i nostri uomini come se fossero le nostre creature».

Com’è andata con Gigi D’Alessio? 
«L’ho sempre stimato, nel 2010 mi invitò a una sua trasmissione, da lì ho scoperto che ce la potevo fare. Gli piaceva la mia pronuncia in napoletano, mi sono appassionata ho fatto tanta ricerca, avevo inciso dei provini fino a quando è arrivato Ferzan Ozpetek che mi ha fatto cantare Vasame in Napoli velata, capolavoro scritto da Gragnaniello. Noi in Basilicata sentiamo molto l’influenza della Campania, mia madre è di Avigliano in provincia di Potenza, dialetti simili. Durante la pandemia ho cominciato a scrivere in napoletano, cose da sviluppare ma ho avuto questo istinto: è una lingua perfetta, esaustiva». 

Si specchia nella canzone? 
«Sì, racconta di me e di tante persone che hanno vissuto la stessa situazione, e questo è bellissimo: vedo quello che canto. Gigi mi ricorda tanto mio padre per la sensibilità. Ha una semplicità nel dire le cose ma anche una grande saggezza».  

Arisa commossa quando, nel 2009, vinse a Sanremo nella categoria Nuove proposte con 'Sincerità' 


Che significa tornare a Sanremo? 
«Quest’anno è un Festival molto speciale, perché al di là di come andrà, mi sento vicina a Amadeus, allo spirito con cui lo affronta. Io ho i miei momenti di follia, ogni due tre anni mi concedo un colpo di testa, ma sono molto grata. Il coronamento è avere avuto accanto un grande come Gigi». 

Lo dice come se avesse avuto dubbi su se stessa. 
«Quando pensi che non frega niente a nessuno di te, e invece capisci che qualcuno ci crede, devi farcela. Gigi ha creduto in me». 

Non la spaventa un Festival blindato, in piena pandemia? 
«La vita non si può fermare, non possiamo smettere e non possiamo far sentire alle persone a casa la mancanza del Festival di Sanremo: sarà un segno di ripartenza. L’idea che comunque andranno le cose noi ci saremo, siamo intrattenitori. Adesso più che mai bisogna esserci non solo per gli altri ma anche per noi. Considerate le gioie e i dolori, voglio tornare a cantare, non ce la faccio più». 

Nel 2014 la seconda vittoria al Festival, questa volta tra i Big, con 'Controvento' 


Ha postato la sua foto in bikini: pensa che sia stato utile o si è pentita? 
«Sono dalla parte delle donne, sempre, e dalla parte dell’essere umano. Ho un grande pubblico femminile ma sono abbastanza trasversale. Dopo quel post molti uomini mi hanno scritto che si sentono giudicati per l’aspetto fisico. Ci sono stereotipi anche per loro, a loro si chiede posizione economica, una bella macchina, di essere ben dotati. La nostra cellulite equivale alla loro calvizie. L’imperfezione riguarda l’essere umano: il corpo è un involucro, la bellezza è negli occhi. Pensi a come amiamo gli animali». 

In che senso? 
«Li amiamo immensamente. Ma non per forza sono belli: sono dolci, affettuosi, gentili. Forse abbiamo paura che stando con una persona imperfetta anche noi siamo classificati? L’apparenza ci frega, ma se non c’è sostanza conta poco». 

Ora fa la giudice ad “Amici”, come si trova? 
«Sono veramente contenta anche se ho qualche battibecco con i miei colleghi, ma Maria è stata bravissima a mettere sul banco punti di vista diversi. Sicuramente quelli di Rudy Zerbi e di Anna Pettinelli sono più simili».

Cosa ha imparato da Maria De Filippi? 
«La mia passione per lei nasce in tempi non sospetti. Vedevo Amici quando era il talk show con i ragazzi. Parlavano di tutto, quella trasmissione mi ha aiutato a capire tante cose. Quando ha cambiato il registro diventando Saranno famosi, ho fatto anche un paio di volte i provini. Adesso che ho la fortuna di girare intorno a Maria ho visto come lavora, non lascia nulla al caso: è una vera star».  

Arisa ad 'Amici' 


Da giudice ripete ai ragazzi di essere se stessi, ma lei è la prova che al strada è lunga. 
«Sì, è così. Ci metti tanto e alla fine penso di non essere arrivata da nessuna parte. Amo la solitudine che mi dà la possibilità di pensare molto, forse nella vita cresci un po’ quando cominci a avere delle priorità ma per capirlo devi perdere il filo e ritrovarlo, chiederti: ho sbagliato qualcosa? La priorità, come dico sempre alla mia allieva Arianna, è onorare il dono, rispettare il talento, impegnarsi al massimo. Se la vita mi ha dato la possibilità di salire sul palco, devo essere grata». 

Come definirebbe il suo percorso? 
«Momenti in cui perdo e mi ritrovo. Sbagliare ogni tanto per tornare sulla via giusta penso che dia un senso alla vita».