Imitazioni, nonsense e poche partite: tutto il bello di "Quelli che il calcio"
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaLe squadre in campo sono ormai diventate un accessorio della trasmissione della domenica di Rai2 condotta da Luca e Paolo insieme a Mia Ceran. In compenso si sono fatti sempre più notare bravissimi artisti della risata, da Ubaldo Pantani a Toni Bonji. Che, insieme agli ospiti fissi e non, riescono a far dimenticare gli stadi tristemente vuoti
L’inviato di Report tallona l’intervistato per strada insidiandolo con il microfono e la scritta sotto mostra il nome del malcapitato e poi la qualifica. Che è “Imprenditore corrotto”. Ovviamente, più o meno, è una parodia. E tra le decine di gag, trovate, invenzioni forse è la migliore per questa edizione di Quelli che il calcio, l’appuntamento domenicale con Luca e Paolo più Mia Ceran, trasmissione storica come poche altre, che resiste in una sorta di ridotta d’autore – ramo satira, parodie, affini, intrattenimento leggero ma mai buttato via – sempre meno affollata in tv.
Sul più bello poi Luca e Paolo sfoderano il loro “Centone”, ovvero, nel solco di una tradizione che risale alla notte dei tempi (Il Quartetto Cetra!), la canzone famosa con testo modificato: l’ultima volta era particolarmente azzeccata, i due si facevano portavoce gorgheggianti del presidente Mattarella e, s…
Sul più bello poi Luca e Paolo sfoderano il loro “Centone”, ovvero, nel solco di una tradizione che risale alla notte dei tempi (Il Quartetto Cetra!), la canzone famosa con testo modificato: l’ultima volta era particolarmente azzeccata, i due si facevano portavoce gorgheggianti del presidente Mattarella e, s…
L’inviato di Report tallona l’intervistato per strada insidiandolo con il microfono e la scritta sotto mostra il nome del malcapitato e poi la qualifica. Che è “Imprenditore corrotto”. Ovviamente, più o meno, è una parodia. E tra le decine di gag, trovate, invenzioni forse è la migliore per questa edizione di Quelli che il calcio, l’appuntamento domenicale con Luca e Paolo più Mia Ceran, trasmissione storica come poche altre, che resiste in una sorta di ridotta d’autore – ramo satira, parodie, affini, intrattenimento leggero ma mai buttato via – sempre meno affollata in tv.
Sul più bello poi Luca e Paolo sfoderano il loro “Centone”, ovvero, nel solco di una tradizione che risale alla notte dei tempi (Il Quartetto Cetra!), la canzone famosa con testo modificato: l’ultima volta era particolarmente azzeccata, i due si facevano portavoce gorgheggianti del presidente Mattarella e, sulle note dell’Avvelenata di Francesco Guccini, offrivano un quadro esilarante dell’attuale momento politico.
Poi arriva il punto di forza rinsaldato negli anni da Ubaldo Pantani: imitatore ai limiti della puntigliosità nel rendere i suoi personaggi – dall’allenatore della Juventus Pirlo a quello del Milan Pioli a mille altri – e con l’aggiunta di testi comici di livello, fermo restando che Pantani sa anche improvvisare altrettanti testi comici di livello nei dialoghi che si innescano con i tre conduttori.
Per veri appassionati del genere, intanto, sale sempre più alta la stella di Toni Bonji, nuovo rappresentante della beneamata categoria dell’assurdo e del nonsense, piegando il vocabolario e ogni frase fatta che passa a tiro con conseguente risata liberatoria – i conduttori in studio esplodono spesso e volentieri in risate irrefrenabili e in effetti resistere è difficile (tipo: “Ieri sono stato a un convegno sui disturbi dell’apprendimento ma non ci ho capito granché”).
Più ospiti fissi, o più o meno variabili, Adriano Panatta su tutti, ormai adeguata spalla comica in molte occasioni, più Enrico Lucci inviato sempre più stralunato alle prese con personaggi e situazioni al limite della presentabilità. Cosa manca? Ecco sì, in effetti il calcio. Che è sempre poco. Nel senso che da anni ormai il programma deve vivere anche e soprattutto su altro, visto che le partite di serie A sono sempre pochissime e ormai danno scampoli della polpa che offrivano una volta: in ogni caso gli inviati allo stadio (anche se ormai solitari in tribuna, con mascherina e uno sfondo piuttosto triste ogni volta) ci sono sempre: e quando gioca il Parma la domenica pomeriggio c’è sempre lo scrittore – e molto altro – Paolo Nori a nobilitare la scena.
Sul più bello poi Luca e Paolo sfoderano il loro “Centone”, ovvero, nel solco di una tradizione che risale alla notte dei tempi (Il Quartetto Cetra!), la canzone famosa con testo modificato: l’ultima volta era particolarmente azzeccata, i due si facevano portavoce gorgheggianti del presidente Mattarella e, sulle note dell’Avvelenata di Francesco Guccini, offrivano un quadro esilarante dell’attuale momento politico.
Poi arriva il punto di forza rinsaldato negli anni da Ubaldo Pantani: imitatore ai limiti della puntigliosità nel rendere i suoi personaggi – dall’allenatore della Juventus Pirlo a quello del Milan Pioli a mille altri – e con l’aggiunta di testi comici di livello, fermo restando che Pantani sa anche improvvisare altrettanti testi comici di livello nei dialoghi che si innescano con i tre conduttori.
Per veri appassionati del genere, intanto, sale sempre più alta la stella di Toni Bonji, nuovo rappresentante della beneamata categoria dell’assurdo e del nonsense, piegando il vocabolario e ogni frase fatta che passa a tiro con conseguente risata liberatoria – i conduttori in studio esplodono spesso e volentieri in risate irrefrenabili e in effetti resistere è difficile (tipo: “Ieri sono stato a un convegno sui disturbi dell’apprendimento ma non ci ho capito granché”).
Più ospiti fissi, o più o meno variabili, Adriano Panatta su tutti, ormai adeguata spalla comica in molte occasioni, più Enrico Lucci inviato sempre più stralunato alle prese con personaggi e situazioni al limite della presentabilità. Cosa manca? Ecco sì, in effetti il calcio. Che è sempre poco. Nel senso che da anni ormai il programma deve vivere anche e soprattutto su altro, visto che le partite di serie A sono sempre pochissime e ormai danno scampoli della polpa che offrivano una volta: in ogni caso gli inviati allo stadio (anche se ormai solitari in tribuna, con mascherina e uno sfondo piuttosto triste ogni volta) ci sono sempre: e quando gioca il Parma la domenica pomeriggio c’è sempre lo scrittore – e molto altro – Paolo Nori a nobilitare la scena.