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Maurizio Costanzo: 'Non sono stanco di fare domande, ma di non avere risposte'

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Il giornalista torna su Canale 5 il 17 marzo con il suo Show, edizione numero 39: "Non mi ci vedo ai giardinetti o a controllare i lavori stradali. Però ogni volta che debutto spero in un terremoto o in un incendio, mi viene l'ansia"
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"La regola è semplice", dice Maurizio Costanzo, "chiedere tutto e rispondere a tutto". A 82 anni non si è stancato di fare domande, dal 17 marzo torna su Canale 5 con il Maurizio Costanzo Show, è il 39esimo anno. Dal Teatro Parioli ai Lumina studios, il suo mondo è un palcoscenico dove incontra gli ospiti.  Nel suo salotto - nato come appuntamento quotidiano, ora settimanale - si sono seduti politici, scrittori, attori, soubrette, registi e aspiranti famosi. 

Costanzo, nel 1976 inventava il talk show in Italia grazie a Angelo Guglielmi. Come ricorda il debutto? 
"Guglielmi mi convocò. Gli risposi: 'Chi fa le domande?'. Avevo paura, non avevo mai fatto tv, mai stato davanti a una telecamera. Ero un autore, avevo fatto la radio. Prima ci sono stati Bontà loro, Acquario, Grand'Italia. Anni favolosi. Nel 1982 è nato il Costanzo Show. C'erano le fiction, allora chiamati sceneggiati, e …
"La regola è semplice", dice Maurizio Costanzo, "chiedere tutto e rispondere a tutto". A 82 anni non si è stancato di fare domande, dal 17 marzo torna su Canale 5 con il Maurizio Costanzo Show, è il 39esimo anno. Dal Teatro Parioli ai Lumina studios, il suo mondo è un palcoscenico dove incontra gli ospiti.  Nel suo salotto - nato come appuntamento quotidiano, ora settimanale - si sono seduti politici, scrittori, attori, soubrette, registi e aspiranti famosi. 

Costanzo, nel 1976 inventava il talk show in Italia grazie a Angelo Guglielmi. Come ricorda il debutto? 
"Guglielmi mi convocò. Gli risposi: 'Chi fa le domande?'. Avevo paura, non avevo mai fatto tv, mai stato davanti a una telecamera. Ero un autore, avevo fatto la radio. Prima ci sono stati Bontà loro, Acquario, Grand'Italia. Anni favolosi. Nel 1982 è nato il Costanzo Show. C'erano le fiction, allora chiamati sceneggiati, e varietà. L'impatto del talk show sulla tv fu importante. Non c'era la concorrenza, la seconda puntata di Bontà loro fu vista da 11 milioni di spettatori". 

Né il Maurizio Costanzo Show con tanti ospiti, né Che tempo che fa hanno lo stile dei late show americani. 
"Il talk all'americana lo fanno gli americani, appunto. Noi lo facciamo all'italiana. Andai ospite da Letterman, era bravissimo. A Johnny Carson rubai l'orchestra, scattò la simpatia, io ho sempre risposto a tutto. Domandare è lecito, rispondere cortesia. Stavo calcolando che sono arrivato a 4455 puntate: se calcola ospiti e puntate vuol dire avere intervistato una bella cittadina". 

Non si è stufato di fare domande? 
"No, mi sono rotto le scatole di non avere risposte". 

Il Costanzo Show debutta nel 1982 in prima serata, poi cambia le abitudini degli italiani e va in seconda. Immaginava che sarebbe durato così tanto? 
"Mai. Berlusconi dovette insistere per farmelo fare quotidiano. Gli dissi: 'Silvio è un azzardo, andiamo a sbattere contro un muro'. Aveva ragione lui. Andavamo in onda la sera e la mattina veniva replicato, un incubo, diciamo la verità. Tutte le sere era un po' stancante però esaltante: avevo 40 anni di meno". 

Sente ancora Berlusconi? 
"Raramente. Lo chiamo per fargli gli auguri, gli devo molto". 

Con Licia Ronzulli e Simona Ventura al Maurizio Costanzo Show 


Le pesa l'età? 
"No. Mi pesa il Covid, meno male sono riuscito a vaccinarmi e mi sento più tranquillo. Ma è una sciagura".  

I momenti più belli del talk show? 
"Quelli col giudice Giovanni Falcone, ho la sua foto nel mio studio. Sono legatissimo alle serata antimafia con Michele Santoro. Ho intervistato tante volte Giulio Andreotti, era spiritoso. Ti rispondeva e intanto pensava a un'altra cosa. Mi disse: 'Lo sa che tre miei compagni di scuola sono diventati cardinali? Hanno fatto carriera, loro'. 'Perché, lei no?'". 

Che si fa con l'ospite antipatico? 
"Si evita. Se si rivela odioso lo lascio perdere e vado da un altro. Più complicato quando facevo il talk con tre ospiti. Però le confesso una cosa. I peggiori sono quelli che per problemi di digestione hanno l'alito pesante, allora mi alzavo". 

Capisce quando qualcuno mente? 
"Beh si vede. Ormai se ne accorge persino la sala, c'è una tale abitudine al talk show che le persone capiscono subito. Però da qualche anno diminuiscono i mentitori". 

Il personaggio di cui va più fiero? 
"Tanti: Iacchetti, Sgarbi, Mughini, Ricky Memphis, Vergassola, Riondino".

Si sarà pentito di qualcuno. 
"No. Quando è successo ho pensato che era stata colpa mia, perché non ero riuscito a farlo venire fuori. Amo gli ospiti. Non mi ci vedo ai giardinetti o a controllare i lavori stradali. Però ogni volta che debutto spero in un terremoto o in un incendio, mi viene l'ansia. Non comincio mai dando per scontato che venga bene". 

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È sempre affezionato alla formula dell'"Uno contro tutti"? 
"Sì. Vorrei cominciare con Rocco Casalino".
 
Cosa vede in tv? 
"Ho meno appuntamenti di prima. Guardo Dimartedì con Giovanni Floris, che considero un po' il mio erede. Poi Maria (De Filippi, la moglie, ndr) a C'è posta per te perché mi piacciono le storie, Chi l'ha visto?, Quelli che il calcio. Stimo più di tutti Piero Angela e il figlio Alberto, sono persone che studiano. Seguo meno le serie. Amo la televisione 'a pizzichetti'".  

"L'amica geniale" diretta da suo figlio Saverio l'avrà vista. 
"Quella sì. Mi ricorderò finché campo la telefonata di Christian De Sica: 'È nato il nuovo neorealismo'. Mi sono emozionato".

Come definirebbe lo stile di conduzione di sua moglie? 
"Algido passionale. Perché sembra algida e non lo è, dentro è passionale. Tiene le emozioni agli arresti domiciliari". 

Chi le piace tra i nuovi personaggi? 
"Vincenzo De Lucia, imitatore bravissimo. Mi piace il clima di Stasera tutto è possibile, stimo Gigi e Ross, li ho avuto ospiti e umanamente sono belle persone" 

Seguirà il Festival di Sanremo? 
"Sanremo è come le feste comandate. Ricordo quello alla radio con Nunzio Filogamo, posso non vedere Amadeus e Fiorello? Chissene importa se non ci sarà il pubblico all'Ariston. Puoi non stare con i parenti a Natale? Allo stesso modo, puoi non vedere il festival?".

Negli spot Fiorello ironizza col "Comitato ignora Sanremo".  
"Io sono schierato dall'altra parte, dico: 'Seguitelo'. O: 'Ignorate Sanremo e poi andatevi a confessare'".  

Le polemiche sulla presenza di Barbara Palombelli? 
"Barbara è bravissima, è la persona che fa più ore di televisione tra Forum e Stasera Italia. Si documenta. Ho molta simpatia per lei, basta polemiche". 

Cosa chiederebbe al neo premier Mario Draghi? 
"Lo sa che tra un po' si dovrà trasferire? Al Quirinale, naturalmente. Mi sembra uno sbocco naturale, è l'unico nome conosciuto all'estero. Dopo Cristoforo Colombo è un italiano che mette d'accordo tutti". 

Progetti per il futuro? 
"Finché ho la salute fare quello che faccio".