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Eve Hewson: "Che imbarazzo papà che si vanta di me"

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L'attrice, figlia di Bono degli U2, è nella serie 'Dietro i suoi occhi', la più vista su Netflix in questi giorni. E ricorda il set con Paolo Sorrentino: "Ora che ho più esperienza darei qualsiasi cosa per tornare a lavorare con lui"
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La giacca di pelle rossa non tragga in inganno: "È pelle vegana", avvisa subito l'attrice Eve Hewson parlandoci da Londra, dove ha vissuto l'intero periodo della pandemia, alternandolo con spostamenti in Irlanda, che ha preferito rispetto alla sua abituale casa di New York. La giacca di pelle ricorda il suo celebre padre, Bono degli U2, il cui vero nome è Paul David Hewson - la madre è l'attivista umanitaria Ali Hewson.
Capelli neri e occhi verdi ipnotizzanti, Eve è tra i protagonisti di Dietro i suoi occhi, la serie tv più vista in questi giorni su Netflix. Nata a Dublino nel 1991, Hewson ha iniziato la sua carriera di attrice professionista a 17 anni ma il primo ruolo è stato in This must be the place di Paolo Sorrentino accanto a Sean Penn nel 2011, e di recente ha lavorato con Tom Hanks ne Il ponte delle spie di Steven Spielberg e nelle serie The Knick e The Luminaries. In Dietro i suoi occhi interpreta Adele, giovane…
La giacca di pelle rossa non tragga in inganno: "È pelle vegana", avvisa subito l'attrice Eve Hewson parlandoci da Londra, dove ha vissuto l'intero periodo della pandemia, alternandolo con spostamenti in Irlanda, che ha preferito rispetto alla sua abituale casa di New York. La giacca di pelle ricorda il suo celebre padre, Bono degli U2, il cui vero nome è Paul David Hewson - la madre è l'attivista umanitaria Ali Hewson.
Capelli neri e occhi verdi ipnotizzanti, Eve è tra i protagonisti di Dietro i suoi occhi, la serie tv più vista in questi giorni su Netflix. Nata a Dublino nel 1991, Hewson ha iniziato la sua carriera di attrice professionista a 17 anni ma il primo ruolo è stato in This must be the place di Paolo Sorrentino accanto a Sean Penn nel 2011, e di recente ha lavorato con Tom Hanks ne Il ponte delle spie di Steven Spielberg e nelle serie The Knick e The Luminaries. In Dietro i suoi occhi interpreta Adele, giovane moglie di uno psichiatra, David (Tom Bateman), una donna con un misterioso passato tra sostanze stupefacenti e problemi mentali. David inizia un storia con la sua assistente Louise (Simona Brown), una mamma single, che nel frattempo Adele ha scelto come amica e confidente. Un triangolo esplosivo.

Chi è Adele secondo lei?
"È un dilemma dentro un enigma dentro un mistero. Più vai a fondo e scopri strati meno ci capisci. Perfetto materiale psicoanalitico. È fatta in sostanza di incubi".

Nella serie la dimensione del sogno e degli incubi è dominante. A lei capita di farne?
"Certo, ho terribili incubi fin da ragazzina, i miei sonni sono perlopiù inquieti, e forse è questa la ragione per cui questo progetto mi aveva affascinato quando mi è stato presentato. Ma i brutti sogni hanno anche acceso la mia immaginazione, diciamo che devo agli incubi il fatto di essere diventata attrice, di avere un lato creativo molto spiccato. A volte la mattina al risveglio vado su internet per fare ricerca sul significato di un certo sogno".

Foto di Mark Mainz. Una scena di Dietro i suoi occhi 


Adele arriva a iniettarsi droga tra le dita dei piedi...
"È strano, l'eroina è un elemento ricorrente nella mia carriera d'attrice finora, e ho perfino fatto esperienza con siringhe, anche se finte, in The Knick. I vari consulenti ci hanno spiegato che gli eroinami iniettano ovunque trovino una vena ancora sana nel loro corpo, non importa dove. Ma nel caso di Adele c'è anche il fatto che non vuole che David, il marito, veda buchi sulla sua pelle".

Lei fa amicizia facilmente come il suo personaggio?
"Credo di sì, ho molti amici, sono sempre aperta a nuove amicizie, anche se è stato difficile nell'ultimo anno, ma a Londra ho tanti amici, anche dell'Irlanda, la mia patria. È importante avere amici irlandesi ovunque tu sia, perché sono pazzi come te".

Con un padre come il suo, quant'è importante la musica nella sua vita e nel suo lavoro di attrice?
"È buffo, conosco alcuni attori che seguono molto il 'metodo' e ascoltano solo musica che il loro personaggio ascolterebbe, per entrare in quello stato d'animo. Io no, non mi aiuta, mi piace sentire musica pop a tutto volume andando al lavoro, sul set ascolto sempre Kelly Clarkson e Drake e canzoni che non c'entrano con un personaggio come Adele. Ma io ho capito che se mi diverto mi rilasso e recito meglio. Se dipendesse da me farei feste sul set tra un ciak e l'altro".

I suoi genitori sono una rockstar e una famosa attivista: è stato difficile essere la loro figlia?
"Che devo dire? Non riuscirei a immaginare un'infanzia diversa, quindi mi sento completamente a mio agio con quello che sono. Sono due genitori estremamente incoraggianti. Dico sempre che mio papà è come una pazza 'stage mother', di quelle che spingono i figli nel mondo dello spettacolo, nel senso che ogni volta che siamo fuori insieme recita il mio curriculum a tutti quelli cui mi presenta, film dopo film, ovunque siamo. Quasi imbarazzante".

Con papà Bono, cantante degli U2, agli Oscar 2013 


Pensa suo padre l'abbia facilitata in questo mestiere?
"Indubbiamente avere un padre famoso mi ha aiutata a 'entrare dalla porta principale', e mentre i miei amici della scuola di dramma facevano fatica a trovare un agente o un provino io no. Ma più tardi è stato quasi un peso, a volte registi o altri attori non separano me da mio padre e hanno basse aspettative, non pensano che io abbia talento!".

Quanto ha preso dell'attivismo di sua madre?
"Tutto. Sono molto coinvolta dalla politica attuale. Mi sveglio ogni giorno, bevo il caffè e urlo contro la tv! (ride). Per fortuna alla fine dello scorso anno c'è stato un cambiamento importante, magari incoraggiato dalla pandemia. Credo che la gente si sia davvero stufata e vedere tanti giovani impegnati mi ha dato un grande senso di speranza".

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Ha lavorato con Sorrentino in "This must be the place". Ricordi?
" Mamma mia! Il mio primo film, avevo 18 o 19 anni e non avevo idea di quello che stavo facendo, vagavo nel buio. Ora che ho più esperienza e mi sento più a mio agio come attrice darei qualsiasi cosa per tornare a lavorare con lui perché era un regista incredibile! E ha sempre fatto lavori interessanti e inusuali. Se mi volesse sarei lì in un minuto".