Il Tenente Sheridan indaga i nostri sentimenti
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaRichiamato in servizio da RaiPlay negli anni Ottanta, Ubaldo Lay poliziotto con impermeabile e sigarette della televisione che fu, è protagonista di un'indagine fuori dagli schemi su amore e passioni tra gli umani della contemporaneità
Erano gli ultimi anni – la metà degli 80 – nei quali in Rai si potevano realizzare idee strane, anche le più bizzarre. Dopo, sarebbe diventata una questione di ascolti e tutto sarebbe cambiato. A quel punto, era il 1984, un autore e regista che si chiama Claudio Sestieri decise di richiamare in servizio il Tenente Sheridan.
Ovvero Ubaldo Lay, protagonista di una serie tv molti anni prima, impermeabile e sigarette, di enorme e ovvio successo (non c’era altro da guardare), diventata quasi proverbiale e modellata sull’esempio dei detective americani: ma di ideazione completamente italiana (autori la coppia Casacci-Ciambricco). Appunto il Tenente Ezechiele Sheridan, che si muoveva da par suo dentro una collezione di gialli-tv (La Dama di Picche, etc.) che da anni fanno felici gli archeologi del genere.
Tutto era finito però con Sheridan colpito a morte dalla pallottola di un bandito. Anni dopo, appunto nell’84, l’idea di riportarl…
Ovvero Ubaldo Lay, protagonista di una serie tv molti anni prima, impermeabile e sigarette, di enorme e ovvio successo (non c’era altro da guardare), diventata quasi proverbiale e modellata sull’esempio dei detective americani: ma di ideazione completamente italiana (autori la coppia Casacci-Ciambricco). Appunto il Tenente Ezechiele Sheridan, che si muoveva da par suo dentro una collezione di gialli-tv (La Dama di Picche, etc.) che da anni fanno felici gli archeologi del genere.
Tutto era finito però con Sheridan colpito a morte dalla pallottola di un bandito. Anni dopo, appunto nell’84, l’idea di riportarl…
Erano gli ultimi anni – la metà degli 80 – nei quali in Rai si potevano realizzare idee strane, anche le più bizzarre. Dopo, sarebbe diventata una questione di ascolti e tutto sarebbe cambiato. A quel punto, era il 1984, un autore e regista che si chiama Claudio Sestieri decise di richiamare in servizio il Tenente Sheridan.
Ovvero Ubaldo Lay, protagonista di una serie tv molti anni prima, impermeabile e sigarette, di enorme e ovvio successo (non c’era altro da guardare), diventata quasi proverbiale e modellata sull’esempio dei detective americani: ma di ideazione completamente italiana (autori la coppia Casacci-Ciambricco). Appunto il Tenente Ezechiele Sheridan, che si muoveva da par suo dentro una collezione di gialli-tv (La Dama di Picche, etc.) che da anni fanno felici gli archeologi del genere.
Tutto era finito però con Sheridan colpito a morte dalla pallottola di un bandito. Anni dopo, appunto nell’84, l’idea di riportarlo in vita e affidargli, questo è il bello, una “Indagine sui sentimenti”. Sbalorditivo, ma è così: ovvero prima di tutto toccava ricreare il personaggio e si partiva così da Ubaldo-Ezechiele: che racconta come sia sopravvissuto a quell’agguato e poi spiega di essere diventato un private-eye, un investigatore a gettone per chi avesse qualcosa da risolvere. Finché arriva una telefonata ed è la televisione (una soltanto ce n’era) che intende affidargli un'indagine sui sentimenti, su amore e passioni tra gli umani della contemporaneità, siano rivolte ad altri umani che a manifestazioni dello spirito, l’arte, la musica, lo sport, etc.
Sheridan rimette l’impermeabile e – realizzando una perfetta, quanto antesignana forma di docufiction – si mette a indagare. E incontra personaggi vari: nelle quattro puntate compaiono Dario Argento, o il mitico corrispondente Rai da New York Ruggero Orlando, nonché il sociologo Alberto Abruzzese. E in una scena girata a Cinecittà, dove viene ripreso un set d’epoca, appare in una scena romantica un giovane Sergio Castellitto…
Quella sui sentimenti viene oggi definita “L’ultima indagine del tenente Sheridan” ed è stata rimessa in circolo da RaiPlay nei giorni scorsi (in concomitanza con San Valentino, per dire delle buone intenzioni dell’operazione). L’effetto di visione è davvero straniante, o qualcosa del genere: la chicca, in quanto tale, c’è tutta. Straniante, ma mai quanto la visione effettiva, provare per credere, dei gialli di qualche anno prima, dove si notano eccentricità e bizzarrie nelle riprese e nella produzione da sbalordire davvero chi è abituato solo alla tv ordinata di oggi.
Ovvero Ubaldo Lay, protagonista di una serie tv molti anni prima, impermeabile e sigarette, di enorme e ovvio successo (non c’era altro da guardare), diventata quasi proverbiale e modellata sull’esempio dei detective americani: ma di ideazione completamente italiana (autori la coppia Casacci-Ciambricco). Appunto il Tenente Ezechiele Sheridan, che si muoveva da par suo dentro una collezione di gialli-tv (La Dama di Picche, etc.) che da anni fanno felici gli archeologi del genere.
Tutto era finito però con Sheridan colpito a morte dalla pallottola di un bandito. Anni dopo, appunto nell’84, l’idea di riportarlo in vita e affidargli, questo è il bello, una “Indagine sui sentimenti”. Sbalorditivo, ma è così: ovvero prima di tutto toccava ricreare il personaggio e si partiva così da Ubaldo-Ezechiele: che racconta come sia sopravvissuto a quell’agguato e poi spiega di essere diventato un private-eye, un investigatore a gettone per chi avesse qualcosa da risolvere. Finché arriva una telefonata ed è la televisione (una soltanto ce n’era) che intende affidargli un'indagine sui sentimenti, su amore e passioni tra gli umani della contemporaneità, siano rivolte ad altri umani che a manifestazioni dello spirito, l’arte, la musica, lo sport, etc.
Sheridan rimette l’impermeabile e – realizzando una perfetta, quanto antesignana forma di docufiction – si mette a indagare. E incontra personaggi vari: nelle quattro puntate compaiono Dario Argento, o il mitico corrispondente Rai da New York Ruggero Orlando, nonché il sociologo Alberto Abruzzese. E in una scena girata a Cinecittà, dove viene ripreso un set d’epoca, appare in una scena romantica un giovane Sergio Castellitto…
Quella sui sentimenti viene oggi definita “L’ultima indagine del tenente Sheridan” ed è stata rimessa in circolo da RaiPlay nei giorni scorsi (in concomitanza con San Valentino, per dire delle buone intenzioni dell’operazione). L’effetto di visione è davvero straniante, o qualcosa del genere: la chicca, in quanto tale, c’è tutta. Straniante, ma mai quanto la visione effettiva, provare per credere, dei gialli di qualche anno prima, dove si notano eccentricità e bizzarrie nelle riprese e nella produzione da sbalordire davvero chi è abituato solo alla tv ordinata di oggi.