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(ansa)

Riaperture, il teatro è prudente: a pieno regime solo a maggio

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La Scala resta chiusa, il Franco Parenti invita il pubblico a visitarlo. Ma da Nord a Sud la riorganizzazione è già partita
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C’è chi ha fatto e disfatto i programmi fino a ieri mattina, nell’incertezza di essere in zona gialla (si apre al pubblico) o zona arancione (si resta chiusi). Il mondo del teatro guarda con prudenza alla riapertura al pubblico del 26 che, infatti, sarà per pochi e rinviata, per i più, all’inizio di maggio, in modo da essere certi che sia una riapertura duratura e affrontare i problemi: capienze al 50 per cento (e non oltre i 500 al chiuso), misure sanitarie per il pubblico, coprifuoco alle 22.

A esprimerle cautela sono in particolare due teatri: la Scala di Milano che, aspettando l’8 il concerto di Gianandrea Noseda, non riapre e lunedì discuterà coi sindacati e cda sulla linea del sovrintendente Meyer di chiedere una campagna vaccinale per gli artisti; l’altra sala, sempre a Milano, è il Franco Parenti che il 26 farà un gesto simbolico: «Apriamo le porte del teatro, ma per invitare il pubblico a vi…
C’è chi ha fatto e disfatto i programmi fino a ieri mattina, nell’incertezza di essere in zona gialla (si apre al pubblico) o zona arancione (si resta chiusi). Il mondo del teatro guarda con prudenza alla riapertura al pubblico del 26 che, infatti, sarà per pochi e rinviata, per i più, all’inizio di maggio, in modo da essere certi che sia una riapertura duratura e affrontare i problemi: capienze al 50 per cento (e non oltre i 500 al chiuso), misure sanitarie per il pubblico, coprifuoco alle 22.

A esprimerle cautela sono in particolare due teatri: la Scala di Milano che, aspettando l’8 il concerto di Gianandrea Noseda, non riapre e lunedì discuterà coi sindacati e cda sulla linea del sovrintendente Meyer di chiedere una campagna vaccinale per gli artisti; l’altra sala, sempre a Milano, è il Franco Parenti che il 26 farà un gesto simbolico: «Apriamo le porte del teatro, ma per invitare il pubblico a visitarlo», dice la direttrice Andrée Ruth Shammah, mentre lo street artist Sedicente Moradi costruirà una giraffa-scultura sul tetto «perché dal teatro si guarda lontano». La vera apertura sarà fine maggio con Il filo di mezzogiorno di Ippolita di Majo e Mario Martone, che l’11 maggio sarà già stato al Mercadante di Napoli.

Il 26 aprirà il Carignano di Torino per Il piacere dell’onestà di Pirandello diretto da Valerio Binasco, regista anche di Le sedie dal 27 alle Fonderie Limone. Il Piccolo di Milano dal 27 invita alle prove dell’Abbecedario per il mondo nuovo, rinviando al 4 gli spettacoli: Ladies Football Club di Stefano Massini, regia di Giorgio Sangati e il 5 La vita davanti a sé con Silvio Orlando. Stessa data per l’Elfo Puccini di Milano con Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, regia di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni.

Al Teatro di Genova dal 30 c’è Solaris regia di Andrea De Rosa e Grounded di George Brant diretto da Davide Livermore con Linda Gennari. Il Teatro di Roma riapre l’Argentina dal 3 maggio con le Metamorfosi regia di Giorgio Barberio Corsetti e l’India con La classe di Fabiana Iacozzilli. Sempre a Roma dal 7 maggio Gabriele Lavia è con un recital al Vascello, e al Duse debutta La mafia, di Don Sturzo, regia di Piero Maccarinelli, che l’11 maggio è alla Pergola di Firenze. Dal 4 per gli spettatori del Morlacchi di Perugia ci sarà la maratona di Guerra e Pace, regia di Andrea Baracco, e non scherza lo Stabile di Bolzano che dal 4 dà il via a un’estate di 140 spettacoli all’aperto, da Paolo Rossi a Rocco Papaleo. Il Teatro del Veneto dal 5 maggio, a Padova al Teatro Maddalene, apre con la Commedia dantesca riscritta da tre drammaturghi e diretta da Fabrizio Arcuri. All’Arena di Bologna si riparte dal 12 con La dodicesima notte di Shakespeare.

Musica dal vivo, finalmente si riascolta: il 26 riaprono la Fenice di Venezia e l’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano che, con un bel gesto, dedica il concerto ai volontari della Croce Rossa. Il 28 è la volta dell’Opera di Roma con il concerto diretto da Michele Mariotti. Il 4 il Regio di Torino con Traviata chiede però sostegno per la messa in sicurezza di pubblico e maestranze. Non riapriranno invece le sale teatrali private che rinviano tutto all’autunno, quando, scrivono in una nota, potranno esserci “i parametri di sussistenza: capienze, libertà di accesso, libertà di esecuzione artistica”.