Ruggero Cappuccio: "Il mio festival di teatro tra i tesori dei Borbone"
di
Rodolfo di Giammarco
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di Rodolfo di Giammarco
Il direttore annuncia gli spettacoli del Campania Teatro Festival che saranno allestiti tra giugno e luglio nella Reggia di Capodimonte
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Fu memorabile, al Giardino di Boboli di Firenze, il Troilo e Cressida di Visconti del 1949. Farà parlare molto, il teatro che in giugno-luglio avrà luogo a Napoli nel cortile e nel Real Bosco della Reggia di Capodimonte, nel giardino paesaggistico pastorale, nelle praterie della Capraia, nella manifattura della porcellana, e nel Casino della Regina, una mappa scelta dal Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio. E all'85 per cento di drammaturgie di autori viventi contribuisce un progetto ideato dal direttore, Il sogno reale. I Borbone di Napoli.
Un festival di oggi, Cappuccio, che rapporti ha col passato?
"Doppia è la lettura. 'Reale' può riferirsi alla monarchia, ma conta la parola 'sogno'. I visitatori di Napoli si recano a piazza del Plebiscito, a Capodimonte, al San Carlo, o a San Leucio e alla Reggia di Caserta, senza attribuire all'Austria queste cose, frutto invece d'un unico pensiero".
Fu memorabile, al Giardino di Boboli di Firenze, il Troilo e Cressida di Visconti del 1949. Farà parlare molto, il teatro che in giugno-luglio avrà luogo a Napoli nel cortile e nel Real Bosco della Reggia di Capodimonte, nel giardino paesaggistico pastorale, nelle praterie della Capraia, nella manifattura della porcellana, e nel Casino della Regina, una mappa scelta dal Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio. E all'85 per cento di drammaturgie di autori viventi contribuisce un progetto ideato dal direttore, Il sogno reale. I Borbone di Napoli.
Un festival di oggi, Cappuccio, che rapporti ha col passato?
"Doppia è la lettura. 'Reale' può riferirsi alla monarchia, ma conta la parola 'sogno'. I visitatori di Napoli si recano a piazza del Plebiscito, a Capodimonte, al San Carlo, o a San Leucio e alla Reggia di Caserta, senza attribuire all'Austria queste cose, frutto invece d'un unico pensiero".
Spettacolarizzerete un'appartenenza artistica dei luoghi?
"Qualcosa del genere. Ogni potere si autorappresenta. Alla stagione dei Borbone a Napoli ci si può accostare senza i manierismi in favore d'una dinastia o contro tutti i suoi prodotti sociali. I beni paesaggistici sono un regalo del Padreterno o della loro presenza. Ecco perché si può scrivere su quella cultura, in un festival odierno. Distribuendo guide sui siti". Ruggero Cappuccio Come si strutturerà, al Festival, questo capitolo speciale?
"Sette autori creeranno testi sul tema, con narrazioni in terza persona, e ho coinvolto altrettanti interpreti, alla Reggia di Capodimonte. Poi saranno fatti gli abbinamenti, tranne che per Emanuele Trevi già vincolato a Iaia Forte (1/7). Ci saranno materiali di Wanda Marasco su Ferdinando II, del curatore Marco Perillo su Emanuele Maurizio di Lorena, di Silvio Perrella su San Leucio, di Pier Luigi Razzano su Maria Cristina di Savoia, e pezzi di Elisabetta Rasy, di Viola Ardone. Nel cast figurano Sonia Bergamasco (13/6), Alessandro Preziosi (18/6), Lina Sastri (20/6), Euridice Axen (3/7), Claudio Di Palma (4/7) e Alessio Boni (11/7)".
Nel Festival troviamo storie di Ariel Dorfman, Roberto De Simone, Enzo Moscato, e di Massimo Recalcati, Concita De Gregorio, Philip Roth, Marina Confalone, Vinicio Marchioni, Daniel Pennac. E una mostra su Emma Dante. Cos'è per lei la storia?
"In genere pensiamo sia un processo di conoscenza per raggiungere la verità, ma io credo che la storia sia turbamento. Letteratura e teatro della storia non sono cose certe e consolatorie".
Lei si è espresso a volte con perplessità su politica e arte.
"La classe politica non ha sempre educazione sentimentale, a rischio di insensibilità. L'Italia ha tre quarti del patrimonio musicale del mondo ma cancella l'educazione. Noi abbiamo il sostegno della Regione Campania, e collaboriamo molto con lo Stabile di Napoli e il festival di Pompei. Io ho proposto a Rai Cultura un film-teatro su Il sorriso di san Giovanni girato nel Cilento".