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Arriva ITsART, il palco ufficiale dello streaming

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Debutta il 31 maggio ITsART, la piattaforma di contenuti culturali voluta dal ministro Franceschini: dalla prosa alla lirica alla musica pop, un servizio che non si sostituisce all'esperienza dal vivo, ma si propone di affiancarla con le nuove modalità di fruizione
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Quello che più conta è che i teatri sono aperti e che musica, prosa, danza, opera sono nuovamente live. Ma indietro non si torna e con lo streaming si va avanti. Solo un anno fa le registrazioni di spettacoli erano poche e casuali, due lockdown hanno cambiato tutto: lo streaming è una galassia in pieno fermento e in crescente concorrenza, che in un anno ha aumentato del 28 per cento i suoi spettatori, il 73% dei quali confessa di considerare il consumo di video culturali, non un sostituto delle esperienze live, ma un nuovo modo di seguirle, una abitudine destinata a restare. In questo panorama, il 31 sbarcherà l’ultima nata, ITsART ( “Italy is Art”), prima piattaforma on demand di cultura e arte italiana, la prima semipubblica, lanciata un anno fa dal ministro Dario Franceschini, per il 51%  di Cassa Depositi e Prestiti, dunque dello Stato, che ci ha investito 10milioni di euro, e per il restante 49%  di Chili, società pri…
Quello che più conta è che i teatri sono aperti e che musica, prosa, danza, opera sono nuovamente live. Ma indietro non si torna e con lo streaming si va avanti. Solo un anno fa le registrazioni di spettacoli erano poche e casuali, due lockdown hanno cambiato tutto: lo streaming è una galassia in pieno fermento e in crescente concorrenza, che in un anno ha aumentato del 28 per cento i suoi spettatori, il 73% dei quali confessa di considerare il consumo di video culturali, non un sostituto delle esperienze live, ma un nuovo modo di seguirle, una abitudine destinata a restare. In questo panorama, il 31 sbarcherà l’ultima nata, ITsART ( “Italy is Art”), prima piattaforma on demand di cultura e arte italiana, la prima semipubblica, lanciata un anno fa dal ministro Dario Franceschini, per il 51%  di Cassa Depositi e Prestiti, dunque dello Stato, che ci ha investito 10milioni di euro, e per il restante 49%  di Chili, società privata su cui pesa un passato di non floridi bilanci. Dei 700 titoli in catalogo, molta arte con filmati offerti dal Museo Egizio di Torino, dal Museo Archeologico di Napoli o dagli Uffizi, poca prosa, una ricca scelta di titoli di opera e musica, avvantaggiate perché  il Mic per incentivare la collaborazione, garantirà  un bonus fino a 5 percento in più del contributo Fus, il finanziamento dello Stato allo Spettacolo ai teatri che incentivano lo streaming.
Il logo della piattaforma. Nella foto in alto, 'Giselle' alla Scala 

A parte le  esclusive già annunciate - Claudio Baglioni dal 2 giugno dall’Opera di Roma con In questa storia che è la mia con l’orchestra e il coro del teatro, La forza del destino del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta il 6 giugno, il maestro Muti in concerto e in prova), ITsART conta sulla collaborazione della Scala con il Così fan tutte diretto da Michael Hampe e sul podio Giovanni Antonini, i balletti Giselle e Serata Nureyev, ma anche il concerto schubertiano di Zubin Mehta. Il Regio di Torino darà il suo Elisir d’amore diretto da Stefano Montanari, i concerti di Noseda e Rustioni e molto altro  (“siamo entusiasti” dice il commissario Rosanna Purchia), il Ravenna Festival con registrazioni di quanto è passato nelle varie edizioni, la Fenice di Venezia ha destinato una serie di concerti, nonostante un proprio canale YouTube con ben 99 mila visitatori.

Più complicata la costruzione del catalogo per il teatro: su ITsART ci saranno alcuni spettacoli del Teatro di Genova, mentre sono ancora aperte le trattative con Pompeii Theatrum Mundi, col Piccolo di Milano (“attendiamo proposte” fanno sapere dal teatro), lo Stabile di Torino che già produce contenuti per il suo sito. Per moti teatri è ineludibile la questione dei diritti connessi. ITsART infatti non produce, ma chiede contenuti alle varie istituzioni già liberi da diritti, che in Italia è però una disciplina tutta ancora da regolamentare tanto che per ora i teatri stessi risolvono la questione con forfait per lo streaming nei contratti.
Claudio Baglioni sarà su ITsART il 2 giugno, dal Teatro dell'OPera di Roma, con 'In questa storia che è la mia' 


Ma c’è un altro tema delicato: le provvigioni sull’on demand. In media un contenuto video, se fatto bene, costa sui 25mila euro: per rientrare dai costi, non bastano i biglietti acquistati con ITsART (che si tiene una percentuale) e peraltro, a quindici giorni dall’apertura, non sono definiti  prezzi e modalità di acquisto, da quanto ci hanno risposto. Perché il fatto è che ITsART non ha ancora un managment, i vertici si stanno definendo e dunque anche i contatti con eventuali sponsor.

ITsART inoltre troverà filo da torcere dai diretti concorrenti che sono agguerriti e già ben organizzati. A parte RaiPlay e Rai 5 (in tanti si sono chiesti perché fare una piattaforma nuova e non contare sulla Rai), per la musica c'è Opera Vision, sito on demand della Commissione Europea, OperaStreaming da un’iniziativa della Regione Emilia-Romagna, Invitro della Lega delle cooperativa lombarde che sostiene anche le produzioni video e a cui si sono già legate molte sale tra cui l’Elfo Puccini di Milano, On Theatre, Facebook Live che gratuitamente offre il servizio streaming con un premio per le produzioni più meritevoli e la possibilità di far pagare anche un biglietto senza richiesta di commissioni a cui si sono rivolte molte piccole sale.

Ma soprattutto c’è Nexo+, cui stanno accedendo anche teatri grossi come il Franco Parenti di Milano che dividerà i suoi contenuti tra questa piattaforma e ITsART, per esempio. Nexo plus offre in abbonamento oltre mille titoli tra concerti, film d’autore, contenuti d’arte, documentari, teatro e approfondimenti culturali 1500 ore di programmazione con un’impronta editoriale forte. “Sul web c’è una fetta enorme di potenziali spettatori. Il nostro obiettivo è di creare incroci tra i pubblici diversi, spettatori culturali ma anche curiosi che poi magari si appassionano”, dice il direttore Guido Casali. Nexo+ per giugno annuncerà nuove acquisizioni: una nuova serie sulla Storia del 900, un serie di sei episodi sul caso caso Lewinski, un contenuto inedito sui sessant’anni di Boy George, leader dei Culture Club, il documentario italiano di Irene Dionisi Sponde - Nel sicuro sole del Nord, il festival Far East presenta nuovi contenuti ogni settimana, con particolare rilievo al Giappone e molti altri progetti, perché come dice Casali, “la saturazione dell’offerta è lontana”.  Vero, segno che il futuro dello streaming si misurerà sulla capacità dei diversi concorrenti di vincere la sfida dei contenuti: più originali, inediti e in esclusiva.