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Gino & Michele, 35 anni di 'Zelig': "Siamo rimasti quelli di viale Monza"

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Giancarlo Bozzo, Luigi Vignali e Michele Mozzati raccontano la loro avventura teatrale e televisiva
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Quando a Milano chiuse il Derby Club, storico cabaret meneghino dove sono cresciute almeno un paio di generazioni di artisti, comici, cantanti, intrattenitori, in molti pensarono che fosse finita un'epoca, e forse avevano ragione. Ma di lì a poco ne cominciò un'altra, quella dello Zelig, in un locale in viale Monza, al numero 140 che il 12 maggio del 1986 iniziò la sua grande avventura. Oggi, 35 anni dopo, Giancarlo Bozzo, Luigi Vignali e Michele Mozzati (meglio noti come Gino & Michele) sono ancora, lockdown permettendo, il cuore pulsante di Zelig, che nel frattempo è cresciuto, è diventato un programma televisivo di enorme successo e un "brand" che promuove la comicità in molte forme diverse, via internet o nel rapporto consolidato con un canale tematico come Comedy Central.

Trentacinque anni fa eravate controcultura, adesso lo siete ancora?
Michele: "Beh, diciamo che il timbro che ti sei dato in quegli anni te lo…
Quando a Milano chiuse il Derby Club, storico cabaret meneghino dove sono cresciute almeno un paio di generazioni di artisti, comici, cantanti, intrattenitori, in molti pensarono che fosse finita un'epoca, e forse avevano ragione. Ma di lì a poco ne cominciò un'altra, quella dello Zelig, in un locale in viale Monza, al numero 140 che il 12 maggio del 1986 iniziò la sua grande avventura. Oggi, 35 anni dopo, Giancarlo Bozzo, Luigi Vignali e Michele Mozzati (meglio noti come Gino & Michele) sono ancora, lockdown permettendo, il cuore pulsante di Zelig, che nel frattempo è cresciuto, è diventato un programma televisivo di enorme successo e un "brand" che promuove la comicità in molte forme diverse, via internet o nel rapporto consolidato con un canale tematico come Comedy Central.

Trentacinque anni fa eravate controcultura, adesso lo siete ancora?
Michele: "Beh, diciamo che il timbro che ti sei dato in quegli anni te lo porti dietro, nel tuo gusto come nel modo di essere. Di certo quella controcultura è diventata per un certo periodo di tempo, nel nord o quantomeno a Milano, è diventata dominante".
Gino: "Per molti versi siamo rimasti quelli di viale Monza 140 e non siamo quelli della trasmissione televisiva, episodio fortunatissimo della nostra vita, ma nato più per pagare le bollette del locale che per fare televisione. Quello che è successo in tv davvero non era previsto, ci è esploso tra le mani e noi siamo stati ben felici di farlo".

Il segreto del successo del programma?
Michele: "Non avere segreti, ecco tutto. La trasmissione televisiva nasceva dal riprendere quello che accadeva in una serata normale di viale Monza 140".
Giancarlo Bozzo: "Lavoravamo in una situazione da locale newyorkese di quelli off off off, e il lavoro è sostanzialmente rimasto lo stesso, non è cambiato perché abbiamo fatto la tv, ma nel frattempo è cambiato il mondo. La cosa che ci distingue, credo, sia l'attenzione e il rispetto del lavoro dei comici".
Gino: "In tanti anni non abbiamo mai speculato, non ci siamo approfittati di nessuno, il loro successo era il loro e non il nostro, questo ci ha fatto guadagnare rispetto e stima da tutti".

Nel periodo di massimo successo non avete perso la testa.
Gino: "È il vantaggio di essere in tre, appena uno cerca di camminare tra le nuvole gli altri lo riportano con i piedi per terra".

Siete stati dei grandi talent scout. Adesso vi vengono a cercare?
Giancarlo Bozzo: "In realtà questo lo facciamo ancora. Io adesso, ad esempio, ho lanciato il censimento dei comici italiani, sono arrivato a più di mille schede e alcuni, anzi almeno un terzo, sono ancora da mettere in evidenza. È che ci piace dare spazio a un ventunenne al quale vedi il fuoco negli occhi".
Michele: "Alcuni li trovi, altri ti chiamano, qualcuno ti viene segnatalo, magari da uno degli autori. Arriva uno, ti segnala un certo Checco Zalone, lo chiami per fargli fare un provino, gli fai credere l'hai messo ultimo nei provìni perché lo boccerai, ma ti sei accorto subito, guardandolo negli occhi, che è un fenomeno".

Okay, voi siete cambiati poco, mentre è cambiata la televisione.
Gino "È scomparsa ogni forma di sperimentazione. Cominciare come abbiamo fatto noi con una trasmissionicina a tarda serata senza nessuna pretesa o aspettativa, oggi è impossibile".

Ma ci sono le piattaforme.
Giancarlo Bozzo "Abbiamo già due programmi su Amazon. E ci sono altre piattaforme che cercano queste soluzioni. In tv abbiamo un rapporto privilegiato con Comedy Central. Ci stiamo muovendo per portare avanti tutti i progetti che abbiamo nel cassetto non solo per lavoro e guadagno, ma anche per sostenere il fatto che la comicità è cultura"

E Il locale?
Gino: "Speriamo di poterlo riaprire tra non molto, ma con la capienza ridotta andiamo ancora incontro a gravi difficoltà, non possiamo fare pagare un biglietto cento euro. Nonostante tutto i comici ci danno grandissima disponibilità, tutto quello che può aiutare a ripartire".