'Genius: Aretha', Cynthia Erivo: “La voce che ha cantato per ogni donna”
di
Silvia Bizio
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di Silvia Bizio
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Dal 4 giugno su Disney+ la serie in otto puntate sulla vita dell’artista di 'National Geographic'. Nel ruolo del padre della superstar del soul, Courtney Vance
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Bambina prodigio del gospel, combattente per i diritti civili, da molti considerata la più grande cantante degli ultimi cinquant’anni. In due parole: Aretha Franklin. La sua vita e la sua straordinaria carriera sono raccontate in Genius: Aretha, terza stagione della serie antologica di National Geographic dedicata ai geni del Novecento che hanno avuto un impatto speciale sulla società e sulla cultura di massa.
Nel ruolo della regina del soul c’è Cynthia Erivo, attrice e cantante inglese di origine nigeriana, 34 anni, premiata interprete di The outsider, Harriet, The color purple a Broadway. Nel biopic televisivo di otto puntate (dal 4 giugno su Disney+) Erivo incarna lo spirito e l’incomparabile talento della leggendaria cantante afroamericana, voce di brani iconici come Respect, Border song e Never grow old, che l’attrice interpreta rigorosamente dal vivo. A Courtney Vance è affidato il ruolo del padre di Aretha, il reverendo C. L.…
Bambina prodigio del gospel, combattente per i diritti civili, da molti considerata la più grande cantante degli ultimi cinquant’anni. In due parole: Aretha Franklin. La sua vita e la sua straordinaria carriera sono raccontate in Genius: Aretha, terza stagione della serie antologica di National Geographic dedicata ai geni del Novecento che hanno avuto un impatto speciale sulla società e sulla cultura di massa.
Nel ruolo della regina del soul c’è Cynthia Erivo, attrice e cantante inglese di origine nigeriana, 34 anni, premiata interprete di The outsider, Harriet, The color purple a Broadway. Nel biopic televisivo di otto puntate (dal 4 giugno su Disney+) Erivo incarna lo spirito e l’incomparabile talento della leggendaria cantante afroamericana, voce di brani iconici come Respect, Border song e Never grow old, che l’attrice interpreta rigorosamente dal vivo. A Courtney Vance è affidato il ruolo del padre di Aretha, il reverendo C. L. Franklin, l’uomo che ha avuto maggiore influenza (non sempre positiva) sulla carriera dell’artista.
Cynthia, è una grande responsabilità portare sullo schermo la figura di Aretha.
"Ho sempre ascoltato la sua musica ma stavolta l’ho veramente sentita, cercando di afferrarne dettagli e sfumature. La sua voce aveva un timbro particolare, non conosco nessuno che sia riuscito a riprodurlo. Non solo: aveva un’attitudine speciale di passare da una nota all’altra, le pause, il respiro naturale, lo spazio che lasciava tra ogni nota era molto più lungo del normale. Era come se si fermasse fino a non poter più respirare. A volte estremamente rilassata, altre più asciutta. Ecco, per prepararmi al ruolo ho prestato attenzione soprattutto a questi aspetti. Anche ascoltando il modo in cui parlava durante le interviste, a differenza di quello con cui si intratteneva con amici e parenti. C’è un video che la ritrae a una festa: è piena di vita, parla a voce alta, mentre nelle interviste è più trattenuta. Tutti dettagli per me fondamentali".
C’è qualcosa che ha scoperto, che non conosceva, che l’ha sorpresa della sua vita?
"Non sapevo quanto a lungo si fosse occupata del padre, C. L. Franklin, quando il reverendo si ammalò ed entrò in coma; non sapevo quanto forte fosse il desiderio di rimanere attaccata a lui. Mi ha fatto capire quanto gli volesse bene, quanto fosse devastata dopo la sua morte. Mi è sembrato un aspetto molto intimo e speciale, che rivela la sua grande umanità".
La serie mostra le difficoltà della sua infanzia, quando diventò madre a 12 anni, ed ebbe poi un altro figlio due anni dopo con un uomo diverso, aspetti molto dolorosi della sua vita.
"È dovuta crescere molto in fretta, non è mai stata davvero una bambina. All’inizio era una ragazzina con un talento straordinario, è stata costretta a diventare subito adulta, eppure non ha mai perso la grazia. Nonostante le disavventure, ha avuto la forza di andare avanti e costruire una carriera incredibile. Purtroppo tante giovani madri non hanno la possibilità di diventare quello che sognavano di essere: Aretha ci è riuscita, credo in gran parte perché tenace e pronta a lottare per se stessa".
Cos’è, secondo lei, che fa di Aretha un genio?
"Era un genio non solo per la musica che cantava ma per come la creava. Non leggeva la musica ma riusciva a comporre senza scrivere, il suo era un talento straordinario. E attraverso la musica sapeva trasmettere storie ed emozioni. Riuscì a tenere in piedi, insieme, carriera e maternità. E poi, la sua abilità di adattarsi ai tempi, di riuscire sempre a coinvolgere chi la ascoltava, che cantasse Jump o Sisters are doing it for themselves o Think o Until you come back to me o Respect".
È stata anche un modello di riferimento per molte donne, in un’epoca in cui la figura femminile era relegata al ruolo di madre e moglie.
"È quello che l’ha resa così all’avanguardia è il fatto che fosse anche una donna d’affari. È riuscita a diventare proprietaria della musica che componeva, il che era rarissimo, soprattutto a quei tempi. Penso che il suo esempio abbia aiutato molte donne ad avere uno sguardo diverso su ciò che possiamo riuscire a fare".