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Maria Giovanna Elmi: "Tony Curtis si prese una cotta per me. Andai al galoppo con Sylvester Stallone. Le foto senza veli? Ho pianto per giorni"

Uno dei volti più amati della tv italiana, storica annunciatrice e presentatrice, si racconta: dagli inizi come fotomodella al festival di Sanremo. Dall'incontro quasi casuale con il piccolo schermo alla corte dei divi di Hollywood. Oggi "la fatina" vive in un paesino di montagna tra Austria e Slovenia e dice: "Nella vita non mi sono fatta mancare nulla"
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Maria Giovanna Elmi, classe 1940, si divide tra Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, e Roma dove è nata. Volto simbolo della televisione italiana, sia come presentatrice sia come annunciatrice. È stata la prima donna a presentare il Festival di Sanremo. 

Elmi, ricorda il suo primo annuncio in tv?

La prima volta mi pare sia stata su Rai 2 alla sera. Doveva essere il 1968. Su Rai 1 contemporaneamente c’era la Vaudetti. Eravamo dentro a delle stanze molto piccole e tutte vicine. A un certo momento ho sentito un gran botto e mi sono spaventata. Alla collega era caduto un orecchino, di quelli giganti, che andavano di moda allora. Insomma ricordo che ho perso il filo del discorso mentre raccontavo il classico riassunto delle puntate precedenti.

Niente gobbo?

No, figuriamoci. Il gobbo non esisteva. Imparavamo tutto a memoria. Però dopo il primo momento, ho ripreso il controllo e via. Ho finito il mio primo annuncio.

Quando ha capito che voleva lavorare in …

Maria Giovanna Elmi, classe 1940, si divide tra Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, e Roma dove è nata. Volto simbolo della televisione italiana, sia come presentatrice sia come annunciatrice. È stata la prima donna a presentare il Festival di Sanremo. 

Elmi, ricorda il suo primo annuncio in tv?

La prima volta mi pare sia stata su Rai 2 alla sera. Doveva essere il 1968. Su Rai 1 contemporaneamente c’era la Vaudetti. Eravamo dentro a delle stanze molto piccole e tutte vicine. A un certo momento ho sentito un gran botto e mi sono spaventata. Alla collega era caduto un orecchino, di quelli giganti, che andavano di moda allora. Insomma ricordo che ho perso il filo del discorso mentre raccontavo il classico riassunto delle puntate precedenti.

Niente gobbo?

No, figuriamoci. Il gobbo non esisteva. Imparavamo tutto a memoria. Però dopo il primo momento, ho ripreso il controllo e via. Ho finito il mio primo annuncio.

Quando ha capito che voleva lavorare in tv?

È stata una casualità. Io volevo fare la hostess, anche se mi spaventava un po’ la mia statura di 1.60. Credo fosse richiesto come requisito un’altezza maggiore. 

Come mai la hostess?

Sono sempre stata molto curiosa di scoprire posti nuovi. Ancora oggi sto più in aria che a terra. Fin da piccola mi piaceva molto viaggiare, anche con la mia famiglia prima eravamo stati a Milano per poi tornare a Roma.

In che famiglia cresce?

Mio padre Luigi era un giornalista dell’agenzia di stampa, prima della guerra ma anche dopo c’era solo quella. Mia madre Italia invece era una violinista che però poi si è dovuta dedicare alla famiglia. Io sono la più piccola, prima di me ci sono tre fratelli maschi.

Quando arriva il gancio con il mondo dello spettacolo?

Mentre facevo il liceo classico a Roma, il settimanale Grazia cercava tra le lettrici 22 fotomodelle. Io compilai il questionario e mi presero. Ricordo ancora mio padre arrabbiato quando arrivò la lettera a casa mentre io ero a Parigi a studiare francese: “Cosa hai combinato?!”. 

Con Rosanna Vaudetti, 1996 
Dopo cosa succede?

Erano gli anni 60. Stavo andando al mare a Ostia. Avevo dato un passaggio a una signora che aveva la cabina vicino alla nostra e mi disse che avevo un bel faccino e dovevo fare l’annunciatrice in tv. Io dissi “perché no?”. Così lei mi promise di parlarne a suo marito che faceva l’avvocato e mi avrebbe fatto sapere. È stata di parola, pochi giorni dopo sono andata alla sede Rai di via Teulada. Eravamo 500, siamo rimaste 5. 

Subito dentro allo schermo?

Macché. Ho dovuto fare un corso di dizione per tre mesi. Poi il corso di trucco. Infine sono stata messa a cachet perché le assunzioni erano chiuse. 

Nella sua carriera da "signorina buonasera" c'è un clamoroso fuori onda rimasto impresso in tanti telespettatori.

Era il Capodanno del 1979, io ero spesso di turno per le feste anche perché non avendo figli lasciavo libere le mie colleghe. Avevo indossato un abito elegante con le pailettes e mi stavo controllando la scollatura per non sembrare troppo sexy, perché per entrare nelle case degli italiani non bisognava esagerare. Succede però che mentre mi aggiustavo un po' il vestito e i capelli ero in diretta da più di un minuto. Ma ci tengo a dire che non è stata colpa mia.

E di chi?

Mi spiego. Davanti a me c’erano due monitor, quello di Rai 1 e quello di Rai 2. Mancava quello di Rai 3, forse perché la terza rete era nata da pochissimo. Nei primi due canali non c'ero più, mentre nel terzo ero ancora in diretta. Quando ho finito mi è arrivata una telefonata, credevo fosse qualcuno per farmi gli auguri.

E invece?

Alzo la cornetta: “Maria Giovanna, siamo gli avieri di Caserta, ma tu ce voi fa morì!".

La grande notorietà arriva con “Il dirigibile”.

Era un programma magnifico, una sorta di Sereno variabile per bambini. Io ero Azzurrina. Prima con me c'era Tony Santagata, poi Mal che era bello come il sole con tutte le ragazzine che gli andavano dietro. Una volta aveva la fronte lucida e gli prestai un mio piumino dalla borsa. Un mucchio di fan mi chiesero impazzite quanto volevo per quel piumino.

Maria Giovanna Elmi ai tempi del programma "Il dirigibile", 1975-1980 

In quel momento arriva il soprannome che si porta dietro ancora oggi.

Per tutti divento la fatina. Ed è un soprannome che mi tengo stretto perché me lo han dato i bambini. Quando entri nel loro mondo non ne esci più. E ne ho avuto la prova poco tempo fa.

Racconti.

Avevo fatto una manovra un po’ spericolata in auto. A un certo momento un uomo sulla cinquantina dietro di me esce tutto infuriato, poi quando mi vede sorride e dice “Azzurrina, fatina, finalmente ti ho trovato”.

Lei è stata la prima donna a presentare Sanremo.

Sì, da sola nel ‘78. La prima volta, nel ‘77, con Mike Bongiorno. Mi aveva voluto ordinando un sondaggio su chi fosse il volto televisivo più amato. E sono venuta fuori io. Oltretutto mi dissero dal giorno alla notte che dovevo essere sul palco per l'ultima serata di Sanremo che era l'unica che andava in tv. Tutto compreso nel contratto che avevo. Non come oggi, che per il Festival girano cifre da capogiro.

Com’era Mike?

Educato, gentile, fantastico. Anni prima con lui avevo partecipato allo stesso fotoromanzo su Grand Hotel, “Un nido di tenebre”. Nel racconto, Mike era stato l’amante di mia madre e non sapendo che ero la figlia voleva fidanzarsi con me.

Con Mike Bongiorno, 1988 

L’anno dopo è al Festival come unica presentatrice.

C'era anche Beppe Grillo che raccontava le barzellette. La politica era ancora lontana. Però con lui non scambiai quasi una parola.

In quel momento di grande successo, Playboy le chiede di fare un servizio.

Mi fece una di quelle offerte irrinunciabili che però io rifiutai.

Poi però posa senza veli per Playman.

Assolutamente no, quello è stato un furto. Ho pianto per giorni pensando che la Rai mi volesse licenziare.

Cosa è accaduto?

Ero in barca con un amico al largo, e questi sono riusciti a farmi degli scatti in cui ero in costume e si vedeva il seno. Incredibile. Non so come possa essere successo.

Poi è arrivato Sereno variabile con Osvaldo Bevilacqua.

Eh sì. Ero sempre in giro per l’Italia e non solo.

Con Sylvester Stallone, 1987 

In tanti ricordano l’intervista a Sylvester Stallone.

Arriviamo a Tel Aviv dove stava girando Rambo 3. Mi dicono che avrei incontrato un buzzurro. Invece è stato gentile e disponibile. Dopo lo sketch con Bevilacqua dovevamo fare l’intervista insieme. Ci domandiamo cosa fare nel deserto e a un certo punto mi carica su un cavallo nero e parte al galoppo. Alla fine nella sua roulotte ha aperto il frigo pieno di carne e pesce, una puzza esagerata. Lui mangiava solo proteine per il fisico, Mi ha offerto il pranzo ma ho declinato. Ma di personaggi famosi ne ho incontrati tanti. Tony Curtis si era preso una cotta per me.

Davvero?

Eravamo al Festival del cinema di Taormina. Lui si siede vicino a me e comincia a farmi mille complimenti. Addirittura mi dice che gli ricordo Marilyn Monroe. Il giorno dopo, non trovandomi, si era messo a girare per l’hotel con il mio nome scritto sulle mani.

È vero che Audrey Hepburn le chiese un autografo?

Eravamo in un ristorante a Roma. Lei era seduta da sola a un tavolo. Arriva un cameriere e mi dice: “La signora Hepburn le vuole parlare”. Nel mentre vedo che ha alzato un braccio verso di me. Io mi avvicino tutta emozionata e lei mi spiega: “Vorrei un autografo per il mio bambino che si chiama Luca ed è innamorato di Azzurrina”. Poco tempo fa attraverso un amico giornalista ho parlato al telefono proprio con Luca e si ricordava della madre che gli aveva portato l'autografo.

Con Tony Curtis, 1985 

Sul più bello, dopo 10 anni, smette di fare Sereno variabile.

Dovevano far lavorare la pinco palla del momento. Ci sono rimasta male. Feci causa alla Rai ma poi si è sistemato tutto.

Durante i vari viaggi per la trasmissione però ha incontrato il suo attuale marito.

Stavamo facendo un servizio nel Triveneto e il van della Rai si ferma. Il sindaco, troppo gentile, chiede a degli amici di darci un passaggio. Sono salita su un auto e alla guida c’era lui. Il matrimonio è arrivato nel 1993. Ora viviamo a Tarvisio, un paesino al confine con Austria e Slovenia. Sono solo 5 mila abitanti. Passeggiate lunghissime, clima bucolico. Ma non stiamo mai fermi, viaggiamo tantissimo. E poi torno spessissimo a Roma, la mia città.

Nel 2005 ha fatto anche l’Isola dei Famosi.

Non mi sono fatta mancare nulla. È stata una bella esperienza, poi a me piace nuotare... Sono un delfino mancato. Mi dispiace solo di essere arrivata terza. Meritavo il secondo posto dietro a Lory Del Santo. Invece la medaglia d’argento è andata alla Signora Coriandoli, che però è arrivata sull’isola dopo di noi.

Da pochissimo ha ritrovato uno spazio in tv. Nella sua Rai.

All’inizio dell’anno vado ospite nella trasmissione BellaMa' di Pierluigi Diaco. Gli racconto che insieme alla mia ex collega annunciatrice Rosanna Vaudetti avevo proposto due piccoli format alla Rai. Magari da introdurre in un programma che già c’era. Lui non ha voluto sentire storie: "Lo fate con me". Così è partita la Posta del cuore, un momento scherzoso in cui con Rosanna ci stiamo divertendo tantissimo.