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Le attrici dell'associazione Amleta che hanno raccolto le denunce degli abusi sui set e in scena 

Cinzia Spanò: "Barbareschi è ignobile, le denunce sono reali"

La presidente del collettivo Amleta replica alle parole del regista e attore che ha definito le denunce di molestie "buone per farsi pubblicità": "Nessuna di noi ha fatto carriera dopo aver raccontato cosa accade nel mondo del cinema italiano"
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"Duecentoventitré denunce non le abbiamo inventate. E chi si è esposta ha sempre corso un grande rischio, altro che pubblicità. Dica questo a Barbareschi: che le sue parole sono gravissime, offensive, ignobili". È un fiume in piena e al tempo stesso sceglie con cura ogni parola, dopo aver letto l'intervista di Repubblica al regista, Cinzia Spanò, attrice e presidente del collettivo Amleta che da mesi raccoglie i racconti di chi è stata palpeggiata, molestata, abusata, corteggiata senza consenso sopra e dietro il palco.

Ha visto? Barbareschi sostiene che le vostre siano "molestie finte".
"E su cosa si…

"Duecentoventitré denunce non le abbiamo inventate. E chi si è esposta ha sempre corso un grande rischio, altro che pubblicità. Dica questo a Barbareschi: che le sue parole sono gravissime, offensive, ignobili". È un fiume in piena e al tempo stesso sceglie con cura ogni parola, dopo aver letto l'intervista di Repubblica al regista, Cinzia Spanò, attrice e presidente del collettivo Amleta che da mesi raccoglie i racconti di chi è stata palpeggiata, molestata, abusata, corteggiata senza consenso sopra e dietro il palco.

Ha visto? Barbareschi sostiene che le vostre siano "molestie finte".
"E su cosa si basa? Come fa a dirlo? È una forma di vittimizzazione secondaria gravissima con cui si invalidano ancora una volta le parole delle donne. E con cui si fa un danno enorme non solo a chi si è esposto. Ma anche a chi sta pensando di denunciare. Qualcuno dovrebbe ricordare a Barbareschi che non è Dio e che il suo percepito non è la realtà. Mi viene da pensare che false siano le sue parole".

Racconta che con alcune ha lavorato e per questo ne sarebbe certo.
"Non è un ragionamento logico. Se anche una di loro mentisse non significa che tutte le donne mentano. È uno stereotipo molto radicato che fa parte di un sistema che chiamiamo cultura dello stupro e che ha come obiettivo manternere intatte le architetture di potere basate sull'oppressione e sulla violenza. Bisognerebbe piuttosto dare parola a queste attrici e capire cosa hanno loro da dire sull'esperienza vissuta in quelle occassioni. Le donne che abbiamo incontrato disposte a denunciare hanno elementi, prove, testimonianza che confermano quel che dicono".

Perché non fare i nomi?
"Col tempo li faremo. Più i signori Barbareschi andranno avanti a parlare, più noi non solo continueremo a raccontare ma la nostra voce diventerà sempre più grande".

Cinzia Spanò, attrice e presidente del collettivo femminista Amleta 

Voi parlate di molestie, Barbareschi sostiene che alcune "sono state approcciate malamente ma in maniera blanda, non cose brutte".
"Che cosa sia una violenza e quanto grave lo decide chi l'ha subita e non certo chi, da esterno, fa una gerarchia di cosa sia più o meno duro".

Vi accusa pure di denunciare solo per farvi pubblicità.
"Non esiste una sola attrice che dopo aver denunciato una violenza abbia visto la sua carriera decollare. Semmai è il contrario. Le attrici che si espongono lo fanno come atto di coraggio e generosità perché non accada ad altre. Queste persone vanno ringraziate, non denigrate".

Ma dal vostro MeToo qualcosa è cambiato?
"Stiamo andando avanti in tribunale con le denunce, lavoriamo all'introduzione del reato di molestie sui luoghi di lavoro affinché tutte le donne siano tutelate, abbiamo stilato delle linee guida assieme all'Unione casting director italiani per rendere i provini sicuri, stiamo lavorando con l'associazione delle produzioni cinematografiche perché vengano applicati i protocolli anti violenza e anti molesia sui luoghi di lavoro. Al contrario di quel che dice Barbareschi laddove ci sono regole si libera la creatività, si lavora meglio, tutti, tranne gli abuser. Il MeToo non è un momento, è un movimento".