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Incantesimo Taylor Swift

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Fenomenologia dell’ultima star, tra marketing, moda, musica e soprattutto politica
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Chiedi chi era Taylor Swift: tra qualche anno potrebbe essere il titolo di una canzone. Perché un simile fenomeno ha pochissimi precedenti: come i Beatles citati nel celebre brano degli Stadio, Swift ha spostato gli equilibri e portato tutto un po’ più avanti. Non solo in senso musicale: come i Fab Four ha creato marketing, economia, moda, finendo addirittura per diventare una bilancia politica capace di spostare consensi e voti elettorali e di diventare un bersaglio per i suoi antagonisti (i repubblicani) che vedono in lei un pericolo costante, una minaccia da contrastare a tutti i costi.

"The Eras Tour" allo Stadio Letzigrund di Zurigo. 09 luglio 2024 

Nel suo infinito e colossale show, a Milano per due sere, è facile individuare i tanti motivi del suo successo: la sua capacità di creare comunità con il suo pubblico, il suo modello estetico tutto al femminile ma mai volgare, la sua immagin…

Chiedi chi era Taylor Swift: tra qualche anno potrebbe essere il titolo di una canzone. Perché un simile fenomeno ha pochissimi precedenti: come i Beatles citati nel celebre brano degli Stadio, Swift ha spostato gli equilibri e portato tutto un po’ più avanti. Non solo in senso musicale: come i Fab Four ha creato marketing, economia, moda, finendo addirittura per diventare una bilancia politica capace di spostare consensi e voti elettorali e di diventare un bersaglio per i suoi antagonisti (i repubblicani) che vedono in lei un pericolo costante, una minaccia da contrastare a tutti i costi.

"The Eras Tour" allo Stadio Letzigrund di Zurigo. 09 luglio 2024 

Nel suo infinito e colossale show, a Milano per due sere, è facile individuare i tanti motivi del suo successo: la sua capacità di creare comunità con il suo pubblico, il suo modello estetico tutto al femminile ma mai volgare, la sua immagine da ‘next door girl’ onesta ma non sprovveduta, anzi pienamente consapevole e pronta a rivendicare il suo ruolo da protagonista. E la sua potenza di cantautrice capace di scrivere melodie versi diretti e per niente banali, che descrivono la parabola di un’artista che ha frantumato ogni record possibile mentre in molti non la vedevano arrivare. Taylor Swift regala ai suoi milioni di fan la sensazione di essere davvero una di loro: è pop, un po’ malinconica e un po’ arrabbiata, sempre pronta a condividere, a includere, a regalare messaggi di speranza. Quando in concerto sfila sulla passerella lunga decine e decine di metri, con l’immagine sparata sui megaschermi alle sue spalle, sembra davvero giocare con ognuno dei presenti. ? un’illusionista dell’immagine, ma è anche capace raccontare l’oggi quasi come nessun altro. Culto dell’immagine, gusto in bilico tra vintage e futuro, vita social praticamente perfetta, messaggi trasversali e consapevoli, marketing e strategie in grado di spostare il Pil del gigante americano: il mondo, per ora, è tutto ai suoi piedi. (andrea silenzi)

"The Eras Tour" alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam. 04 luglio 2024 

Miss Americana. L’ultima star tra pop e politica

di Anna Lombardi

Miss Americana (dal titolo del documentario a lei dedicato presentato al Sundance Festival 2020) alla conquista d’Europa. Sì, la reginetta del Pop Taylor Swift, la superstar già vincitrice di 12 Grammy, che nel 2023 la rivista Time ha nominato persona dell’anno, ha conquistato anche il Vecchio Continente col suo Eras Tour, che ha già battuto ogni record. Vera Signora degli Incassi, col tour americano dell’anno scorso aveva addirittura dato una “spintarella” da 4,6 miliardi di dollari al Pil statunitense. E il film-concerto dallo stesso titolo ha sbancato i botteghini globali. Gli effetti economici del suo passaggio sempre e ovunque palpabili: negli Stati Uniti, le città interessate dalle sue date hanno registrato immediatamente il tutto esaurito in hotel e ristoranti, oltre che un incremento del commercio in generale. Anche se poi non sono mancati gli effetti negativi, quelli che gli economisti già chiamano Swiftlation: l'arrivo dello show, coincide con un generale aumento dei prezzi.

"Effetto Swift"

Con 200 milioni di copie vendute nel mondo è ormai campionessa assoluta d’incassi. Unica artista – al pari dei soli Beatles – ad aver piazzato 11 brani contemporaneamente nella Billboard 200, la hit parade statunitense. Capace di scatenare talmente tanto i suoi fan – è accaduto a Seattle un anno fa – da provocare una scossa di terremoto di magnitudo 2.3, poi entrata a far parte di quello che gli esperti già definiscono “Effetto Swift”. Oggi si dice che avrà perfino il potere di influenzare le presidenziali 2024: di sicuro gli analisti politici già provano a misurare quanti voti sposterà con le sue posizioni progressiste e pro-lgbtq+. Con la formula “fenomeno Taylor Swift”, il suo impatto è d’altronde già oggetto di studi accademici: la prestigiosa Università di Harvard le ha dedicato un corso a cui si sono iscritti 300 studenti.

The Eras Tour" al Johan Cruijff Arena di Amsterdam. 5 luglio 2024 

La sua persona è perfino la missione unica del giornalista Bryan West, assunto dal gruppo editoriale Gannett col compito esclusivo di occuparsi di lei. «Come popstar, siede con Elvis Presley, Michael Jackson e Madonna; come cantautrice è paragonata a Bob Dylan, Paul McCartney e Joni Mitchell. Come donna d’affari, ha costruito un impero da oltre un miliardo di dollari», ha d’altronde scritto della cantautrice il giornalista Sam Lansky nell’articolo d’accompagno della copertina di Time con tripla foto: unica artista a ottenere cotanto onore in quasi un secolo di cover. «Come celebrità – che in quanto donna è costantemente sotto esame – ha imparato a usare l’attenzione che attira. E nel 2023 qualcosa è cambiato. Discutere di ciò che fa è diventato come parlare di politica o del tempo: una lingua talmente nota da non avere bisogno di contesto. È la protagonista del mondo». Alla base di tanto successo, sostiene il New York Times, c’è l’incredibile rapporto di fiducia che ha saputo costruire coi suoi fan - gli “Swifties” come loro stessi si definiscono - con tutta la sapienza di una nativa digitale capace di intrigare la sua corte seminando indizi e messaggi nascosti in tutti i suoi progetti musicali.

Fan "swifties" alla Paris La Defense Arena di Nanterre, prima del concerto. 10 maggio 2024 

Non solo: si è guadagnata il rispetto dei colleghi musicisti sfidando il modo in cui le major musicali ricompensano gli artisti sulle piattaforme di streaming. Senza dimenticare che è stata pure una pioniera del #MeToo denunciando e trascinando in tribunale il DJ David Mueller, tanto da finire, nel 2017, sulla copertina di Time fra le “Silence Breakers” affianco alle grandi accusatrici di Harvey Weinstein. Artista dal cuore d’oro, in ogni città dove si esibisce fa migliaia di donazioni al banco alimentare per aiutare le persone in difficoltà. Una generosità che come tutte le sue azioni è stata subito emulata: le offerte al Banco alimentare sono infatti schizzate.

La reginetta del country

Classe 1989, è nata a Reading, Pennsylvania. Della musica country s’innamora già da bambina, ad appena 6 anni. A 12 riceve la prima chitarra e scrive il suo primo brano. Fa il suo esordio di cantante agli Us Open di Tennis dove viene notata da un esperto di starlette in erba, Dan Dymtrow ex manager di Britnety Spears. Avendone compreso il precocissimo talento nel 2004 i genitori decidono dunque di trasferirsi a Hendersonville, in Tennessee, sobborghi di quella Nashville dove sperano di dare una spinta alla sua carriera. Come effettivamente accade. Nella capitale del country si esibisce infatti al Bluebird Cafe: e qui catturare l'attenzione di Scott Borchetta, ex pilota di auto da corsa riconvertitosi in discografico che della 14enne Tylor fa – è il 2006 - la prima artista dell’etichetta da lui appena fondata, la Big Machine Records. Inizia così un’era di successi che avrà però un epilogo drammatico (ma, come vedremo, altamente formativo per Swift). L’album d’esodio che porta il suo nome viene registrato tutti i giorni all’uscita della scuola: trascura talmente il programma da finire per lasciare gli studi (si diplomerà privatamente qualche anno dopo).

È il primo successo: raggiunge il 19esimo posto della Billboard ottenendo moltecritiche positive. La Nashville Songwriters Association International la premia addirittura come “Compositrice ed artista dell’anno”: ha appena 16 anni e i boccoli biondissimi. A novembre 2008 pubblica il suo secondo album: l’iconico Fearless, mezzo milione di copie vendute nei primi sette giorni, che fa di lei la prima artista donna nella storia del country a mantenere il primo posto in classifica per 11 settimane consecutive grazie al singolo Love Story: trasformandola in una star globale.

41st Annual Academy of Country Music Awards - Arrivals, 40th Annual CMA Awards, Taylor Swift si esibisce al Miami Dolphins vs Detroit Lions - 23 novembre 2006 

A 18anni è dunque già famosissima: vince il Video Music Award di Mtv ma mentre ringrazia sul palco, in diretta tv, accade un episodio che ne influenzerà il futuro. Sul palco sale il rapper Kanye West. La interrompe aggressivamente: “Non meriti il premio, il video di Beyoncé era più bello”. Taylor è basita, umiliata. Pensa che i booo del pubblico siano diretti a lei: «Ci ho messo anni a capire che erano per lui». Quell’ episodio avrà poi uno strascico ancor più difficile da gestire. Sei anni dopo – siamo ormai nel 2015, l’anno in cui Swift è la più nominata agli Mtv Awards con 13 candidature e anche la più premiata, visto che si porta a casa quattro statuette - West le dedica un verso del brano “Famous”: “I feel like me and Taylor might still have sex. Why? I made that bitch famous”. Che tradotto significa letteralmente “Ho reso quella troia famosa”. Taylor reagisce sdegnata ma in difesa del rapper corre sua moglie, la regina dei reality show Kim Karadashian: diffondendo la registrazione di una conversazione telefonica tra West e Swift dove sembra che la cantante approvi quel testo. Su di lei si scatena uno “shit storm” mediatico (la parola più gentile è “Liar”, bugiarda) che la sconvolge al punto da restare un anno in silenzio. Nel frattempo West inserisce pure una statua di Taylor, nuda in un suo video musicale dove giace a letto con la moglie. Solo molto tempo dopo verrà diffusa la registrazione integrale della conversazione fra i due artisti: dove si scopre che il verso sottopostole dal rapper era molto più edulcorato.

52nd Annual GRAMMY Awards. Los Angeles, 31 gennaio 2010 

Nel frattempo ci sono stati altri album, altri successi: il 2010 è l’anno di Speak Now e la prestigiosa rivista musicale Rolling Stone la battezza ufficialmente “Queen of Pop”, regina del pop. Entra per la prima volta nella lista dei “Paperoni globali” di Forbes: al quarto posto con 45 milioni di dollari guadagnati, al pari della super model Gisele Bundchen e della conduttrice tv Ellen DeGerenes. Seguono ancora album: Red, poi 1989, e pure la colonna sonora di Hunger Games.

Le molestie

Nel frattempo succede un altro fattaccio: durante un concerto a Denver nel 2013, il dj David Mueller le palpa il sedere. Una foto (dal davanti) immortala abbastanza chiaramente il momento. Lei lo denuncia. Va a processo e viene interrogata («Lo ha provocato?»). Vince, ma amaramente. È un’esperienza che la segna. Praticamente pioniera del #MeToo, nel 2017 finisce dunque per la prima volta sulla copertina di Time, ma non da sola: al suo fianco l’attrice Ashley Judd che per prima denunciò a viso aperto il produttore cinematografico Harvey Weinstein.

Tree Paine, responsabile delle pubbliche relazioni di Swift, al tribunale di Denver per la causa civile contro David Mueller. 10 agosto 2017 

Quello stesso anno esce Reputation: l’ultimo album che registra per Big Machine. Risposta, fin dal titolo, alle provocazioni di West, ma anche al dj che l’aveva molestata. Arriva in vetta alle classifiche di 14 paesi e l’omonimo tour incassa 370 milioni di dollari, uno dei maggior incassi al femminile di tutti i tempi. In uno dei video, Look What You Made Me Do, le canta – letteralmente – a tutti i suoi nemici. La clip è infarcita di rimandi simbolici. Dalla frase che si legge su una sorta di pietra tombale "qui giace la reputazione di Taylor", chiaro riferimento ai tanti, media compresi, che ne avevano infangato il nome, ai serpenti, riferimento alle accuse di Kim Karadashian. Appaiono poi gioielli a indicare l’avidità di cui era stata accusata. La gabbia dorata, quella in cui – secondo la stampa – sarebbe tenuta distante dalla realtà, dal suo staff. E infine lei stessa che si sbarazza della sua immagine passata. Un anticipazione di quel che sta in effetti per accadere.

La rottura con Big Machine Records e la faida per i suoi diritti

Il rapporto col discografico Scott Borchetta si è infatti rotto. Lo spiega proprio lei in una lunga lettera postata sul social Tumblr nel 2018: «Per anni gli ho chiesto, implorato, di poter essere la proprietaria dei miei contenuti. Invece, mi è stata solo continuamente offerta solo la possibilità di firmare per un nuovo disco con la Big Machine Records». Così lei se ne va: passa a Universal. «Sapevo che una volta firmato, Borchetta avrebbe venduto l’etichetta, insieme al mio futuro. Ho dovuto prendere la durissima decisione di lasciarmi il passato alle spalle». È proprio quello che succede. Senza nemmeno avvertirla, Borchetta vende. A un nemico di Taylor, Scooter Braun, già manager di Kayne West, Justin Bibier e Ariana Grande, che in passato l’ha più volte screditata e bullizzata: «Mi viene da pensare a quando Kim Kardashian ha orchestrato la diffusione di parte della telefonata, registrata illegalmente, e Scooter ha permesso ai suoi clienti di bullizzarmi su Internet» scrive ancora lei. «O quando Kanye West, ha organizzato un video musicale di revenge porn, in cui un manichino dalle mie fattezze appare nudo. Adesso, Scooter mi ha spogliata dei lavori di una vita, di cui non mi è stata data la possibilità di comprarli. Essenzialmente, la mia eredità musicale giace nelle mani di qualcuno che per anni ha provato a distruggerla».

Taylor Swift e Scott Borchetta nel backstage del Taylor Swift Reputation Stadium Tour al MetLife Stadium. East Rutherford, New Jersey 21 luglio 2018 

A lui vanno infatti i diritti di tutta la musica da lei scritta, «accompagnata da video che avevo prodotto con i soldi guadagnati suonando nei locali, poi nei club, poi nelle arene e, infine, negli stadi». La lettera si chiude con un monito: «Grazie a Dio, lascio solo il mio passato nelle mani di Scott, non il mio futuro. Spero che i giovani artisti che hanno la musica come sogno leggano tutto questo e imparino meglio a proteggere i loro diritti in sede di trattativa. Vi meritate di essere proprietari dell’arte che create». E un’ultima stilettata: «Ora controlleranno per sempre una donna che non voleva essere associata a loro». Il messaggio diventa rapidamente virale, tanto che l’hashtag #WeStandWithTaylor viene rilanciato da Lady Gaga e Rihanna, Selenza Gomez, Adele, Cara Delevigne e Miley Cyrus fra le tante. Si apre così una faida che dura a lungo e che ispira altre canzoni: parla infatti di “my stolen lullabies”, le mie ninnananne rubate, in My Tears Ricochet (nell’album Folklore rilasciato a luglio 2020). Mentre “He’s got my past, frozen behind glass, but I’ve got me” – “lui ha il mio passato, congelato dietro a un vetro, ma io ho me stessa” è un verso di It’s Time To Go (nell’album Evermore rilasciato a dicembre 2020).

Si riprende presto. Ha sì, perso le registrazioni originali, ma la vicenda la spinge a re-incidere, uno dopo l’altro, i suoi primi sei album Taylor Swift, Fearless, Speak Now, Red, 1989, Reputation nei due anni successivi. Rivisitandole con collaborazioni importanti e arricchendole con brani inediti.

L’impegno politico

Proprio le tante brutte esperienze passate, gli uomini che hanno approfittato di lei e l’hanno usata o tradita, la spinge a fare il suo primo passo politico. Si sente in colpa per non essersi pronunciata contro Trump, come spiega lei stessa sempre nel documentario Miss Americana: «Mi dicevano tutti: non puoi parlare di politica se sei una cantante country». Ovvero, un genere associato all’America più conservatrice. Ma intanto siamo alle elezioni di MidTerm del 2018, che arrivano poco dopo la battaglia per la conferma del controverso giudice Brett Kavanaugh – accusato di molestie - alla Corte Suprema. La carriera di Taylor va a gonfie vele e lei di tacere non vuol più sapere. Dopo aver discusso – e litigato – col suo staff e col padre (“Avrai la metà del pubblico ai tuoi concerti”, le dicono), appoggia via social i candidati democratici nelle elezioni del suo stato: Phil Bredesen al Senato e Jim Cooper alla Camera. Si espone, rivolgendosi direttamente ai suoi 112 milioni di follower via Instagram, spiegando che, se in passato era stata “riluttante” all'idea di condividere le sue opinioni politiche, ora ha cambiato idea. “Alla luce degli eventi nella mia vita e nel mondo negli ultimi due anni la penso ora diversamente”, spiega.

Ho sempre dato e sempre darò il mio voto al candidato che protegge e si batte per i diritti umani.

"Credo nella battaglia per i diritti Lgbtq e credo che ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sul genere sia sbagliata. Credo che il razzismo che vediamo in questo Paese nei confronti della gente di colore sia terrificante. Non posso votare per qualcuno che non sarà disposto a combattere per la dignità di tutti gli americani, a prescindere dal colore della pelle, dal genere e da chi ama".

A farle davvero orrore è la repubblicana Marsha Blackburn. Una, spiega, “che vuole eliminare la legge che protegge le donne dalle violenze domestiche e dallo stalking”. Il suo impegno pubblic, però non basta: Blackburn viene eletta. Ma Swift, intanto, ha rotto un nuovo tabù. Così a settembre 2023 le basta una storia su Instagram a spingere 35mila giovanissimi a registrarsi in un solo giorno a quel voto che in America non è un diritto automatico: capace di generare con quell’unico post un traffico record sulla piattaforma indipendente Vote.org, su addirittura del 1226 per cento. Quanti voti possa ancora effettivamente spostare è tutto da dimostrare. Ma di sicuro, a potenziare “l’Effetto Swift” sulla politica c’è anche la frequentazione con Travis Kelce, e a dispetto di qualunque loro dichiarazione. Il capitano degli Chiefs – lo ricorda Politico - è infatti uno degli atleti che in passato si inginocchiarono durante l’inno in sostegno ai compagni di squadra afroamericani che denunciavano la brutalità della polizia. Ha poi fatto pubblicità per il vaccino Pfizer ed è pure apparso in uno spot della birra Bud Light, invisa ai conservatori per aver collaborato con la tiktoker transgender Dylan Mulvaney. Influencer riluttanti, forse. Ma dotati di abbastanza soft power da poter quanto meno spingere i giovanissimi al voto.

Travis Kelce n. 87 dei Kansas City Chiefs e Taylor Swift durante il Super Bowl LVIII all'Allegiant Stadium di Las Vegas. 11 febbraio 2024 

La cantante “re Mida” e le teorie del complotto

Di sicuro, lo spettro della sua forza terrorizza gli strateghi repubblicani. Perché come accennavamo all’inizio, nell’ultimo anno, il “Fattore Swift” si è fatto sentire su tutto ciò su cui ha posato gli occhi. La musica, certo, ma anche il cinema e perfino lo sport. Con Hollywood messa duramente alla prova dallo sciopero degli sceneggiatori che nel 2023 è durato quasi cinque mesi le uscite autunnali sembravano infatti destinate a languire, col rischio di dare il colpo di grazia alle sale, già messe in crisi dal Covid. Poi a settembre dell’anno scorso ha annunciato a sorpresa la distribuzione del film diretto da Sam Wrench sull’Eras Tour: dopo aver negoziato direttamente con la catena di cinema Amc, bypassando i tradizionali intermediari degli studios. Nelle sale mondiali è arrivato il 13 ottobre scorso: ed è stato subito boom al botteghino.

All’inizio della sua relazione con Kelce, poi, le è bastato andare una prima domenica allo stadio a tifare per i Chiefs di Kansas City nelle cui file gioca, con la fascia di capitano, il fidanzato: per far volare pure la Nfl, la lega del football americano che infatti sull’account TikTok dedica ben 10 storie all’evento, cambiando brevemente pure la bio con la scritta “9/24/23. Taylor was here” è stata con noi. Perfino la rete Fox che trasmetteva il match ha dato quasi più clamore alla sua presenza che alla partita, “distraendo” in diretta per ben nove volte le telecamere dal match per focalizzarle su di lei: attirando 24,3 milioni di persone, trasmissione tv più vista della settimana con un aumento del pubblico femminile nella fascia 18-49 anni su del 63 per cento.

Taylor Swift e Gracie Abrams si esibiscono sul palco durante il "Taylor Swift | The Eras Tour" allo stadio di Wembley a Londra. 23 giugno 2024 

Non basta: l’ “Effetto Swift” – che allo stadio sedeva affianco a Donna Kelce, mamma di Travis, si è fatto sentire pure su di lui: che nelle ore successive alla partita ha guadagnato 300mila followers sui social, ha visto le vendite del suo merchandising aumentare del 400 per cento. Naturalmente, pure le azioni dei Chiefs sono salite. Un’influenza tale da scatenare la paranoia dei conservatori che, manco a dirlo, hanno subito gridato al complotto: sostenendo che la sua partecipazione al Super Bowl di febbraio era stata concordata addirittura col presidente Joe Biden e che ora le basterà dichiarare solo il suo sostegno a Biden per mandare alle urne i giovani stregati da lei. Una versione assurda: rilanciata però da influencer pro Trump, talk show di destra, populisti d’ogni sorta. E pensare che, se davvero vorrà dare una spintarella ai dem, le basterà molto meno.

La più amata dagli americani (la sua musica piace al 59 per cento) non dovrà far altro che mettere a disposizione della campagna i dati raccolti sui fan: le profilazioni di chi la segue, acquista i suoi dischi e il suo merchandising. Con 279 milioni di follower su Instagram e 4,3 milioni di acquirenti, ha più dati lei di una multinazionale. L’odio politico nei suoi confronti ha fatto sì che proprio sui siti più complottisti sono circolati pure diversi deepfake, sì, insomma le foto a luci rosse generate con l’intelligenza artificiale. Lo scorso gennaio ne è stata infatti la vittima più celebre. Colpita, ancora una volta, nella sua femminilità. E infatti lei si era detta immediatamente sconvolta dalle immagini pornografiche diffuse via X col suo volto impresso. I fan si sono però subito mobilitati per proteggerla: lanciando su quella stessa piattaforma l’hashtag #ProtectTaylorSwift, che ha letteralmente affogato le immagini incriminate rendendole difficile da trovare.

Taylor Swift durante il Super Bowl LVIII tra i Kansas City Chiefs e il San Francisco 49ers all'Allegiant Stadium di Las Vegas. 11 febbraio 2024 

L’ultimo album

Intanto, lo scorso 19 aprile, è uscito il suo ultimo album The Tortured Poets Department, come i precedenti pieni di messaggi nascosti nelle tante breakup song, le canzoni sulle rotture amorose, che sono le sue specialità: e tanti riferimenti letterari a Emily Dickinson, la celebre poetessa di cui, si è scoperta, è remota discendente. Undicesimo album di studio, con sorpresa: poche ore dopo averlo messo in circolazione, ha aggiunto un secondo album a sorpresa, The Angology, con 14 brani extra: «Sono le 2 di notte e posso svelarlo: The Tortured Poets Department è un doppio album segreto. Ho scritto così tanta ‘poesia tormentata’ negli ultimi due anni e volevo condividerla con voi, quindi ecco il secondo capitolo».

La rabbia di quanto subito in passato, è anche in questo disco: soprattutto nel brano Who's Afraid of Little Old Me? “L’ho scritta da sola, seduta al pianoforte in uno di quei momenti in cui mi sentivo amareggiata per tutte le cose che facciamo ai nostri artisti come società e cultura. C’è molto su questo tema nell’album. Cosa facciamo ai nostri scrittori, artisti e creativi? Gli facciamo attraversare l’inferno. Guardiamo cosa creano e poi li giudichiamo. Amiamo guardare gli artisti soffrire”. Naturalmente, l’album si è subito piazzato in cima alla Top Ten di Billboard e non solo grazie alle copie scaricate in streaming ma con ben 2 milioni di copie fisiche vendute: già il più venduto del 2024.

È anche il suo quattordicesimo podio in hit parade: record che la porta a superare i primati di numerosi artisti, pareggiando i conti pure con i 14 primi posti di Jay-Z. Insomma, le restano davanti solo i Beatles, con 19 album al primo posto. Intanto con un patrimonio di 1,1 miliardi, è entrata anche in una ben più esclusiva classifica: quella dei miliardari redatta annualmente da Forbes. Merito, appunto, dell’estate indimenticabile dove ha intascato 190 milioni di dollari al netto delle tasse dalla prima tappa del tour, 35 milioni di dollari dalle prime due settimane di proiezioni del film dedicato all’Eras Tour e 500 dalle royalties musicali. Altri 500, provengono dal valore crescente del suo catalogo musicale e ha 125 milioni di dollari in beni immobili, tra cui sei case e un aereo privato da 10 milioni di dollari.

La sua rinnovata potenza le ha permesso d’ingaggiare pure un ulteriore battaglia. A febbraio Universal Music ha infatti deciso di negare la licenza dei video dei suoi artisti a TikTok, il social cinese. Lei però ha preteso che le canzoni di The Tortured Poets Department, fossero disponibili sulla app più amata dai giovanissimi. È ha potuto farlo proprio perché ora possiede l’intero copyright del suo lavoro post 2018 mentre Universal è solo il suo distributore. Così facendo è riuscita a spingere l’Universal a stringere un nuovo accordo con TikTok: che va a sostituire ed implementare il precedente: dando anche maggiori opportunità economiche agli artisti

Swiftonomics: la donna che fa oscillare i mercati

di Massimo Basile

Più grande delle Olimpiadi, più seguita del Super Bowl. E più popolare, perdonaci Louise, di Madonna. L’ordine di importanza potete sceglierlo voi, ma il risultato non cambia: a 34 anni, Taylor Swift è l’evento pop più trascinante al mondo, un prodotto interno lordo ambulante, l’unico essere sul pianeta che può incidere sull’inflazione di un continente. Per il suo concerto parigino previsto all’Arena Défense ha attirato un numero di americani cinque volte superiore a quello delle Olimpiadi. I prezzi degli alberghi sono schizzati del 36 per cento. E’ così ovunque lei vada. C’è un fenomeno chiamato Swiftynomics o Swiftonomics, riassumibile così: i media parlano di migliaia di donne millennial delle periferie urbane americane come le più grandi fan di Swift, ma se andate a un concerto del suo Eras Tour noterete uomini e donne, giovani e anziane, genitori, figli, nonni, nipoti, gente che arriva dalle città e gente dalle zone rurali. Le sue canzoni vanno oltre la demografia, al punto da parlare a una base potenziale di 137 milioni di americani. Lo studio di una compagnia di ricerche, QuestinPro, ha rilevato come l’Eras Tour, con i suoi cinque miliardi di dollari di ricavi, abbia un impatto pari al prodotto interno lordo di cinquanta Paesi messi insieme. Ogni persona che va a sentire la popstar spende in media 1300 dollari in tre giorni. Il 71 per cento dice che ne è valsa la pena, il 91 lo rifarebbe.

"The Eras Tour" allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid. 29 maggio 2024 

Il tour, cominciato a marzo dell’anno scorso in Arizona e che si concluderà a dicembre in Canada, prevede 152 tappe. Tutti i biglietti sono stati venduti. La gente è felice e molti fanno affari d’oro. Dopo che la cantante aveva tenuto tre concerti a Chicago, nel giugno di un anno fa, il governatore dell’Illinois J. B. Pritzker annunciò il record in prenotazioni di camere d’albergo. I sei concerti a Los Angeles hanno fatto crescere il prodotto interno lordo della contea di 320 milioni di dollari. Quello del Colorado è cresciuto di 140 milioni. Lo stesso a Cincinnati, Ohio, e a Kansas City, nel Missouri. La visita a Tokyo ha portato 228 milioni di dollari all’economia giapponese, 59 milioni a quella di Città del Messico, così come a Edimburgo, Liverpool e Cardiff. A Milano, dove Taylor si esibirà a San Siro il 13 e 14 luglio, si preparino. Il suo potere economico è riconosciuto da tutti. La Federal Reserve, la banca centrale americana, l'ha menzionata con gratitudine nel giugno 2023, sottolineando come “maggio sia stato il mese più forte per i ricavi alberghieri a Philadelphia dai tempi prima della pandemia, in larga parte dovuto all’afflusso di presenze per i concerti di Taylor Swift”. L’impatto è considerato simile a un Super Bowl, l’evento sportivo più popolare d’America, in cui le due migliori squadre di football si sfidano per il titolo. Ecco, la tournée di Taylor è un Super Bowl ospitato in cento città. Secondo la Travel Association, i fans della popostar hanno smosso, solo di trasporti, un fatturato pari a dieci miliardi di dollari. E gli analisti del Mastercard Economics Institute prevedono, quest’estate, un forte impatto sull’inflazione europea. Taylor sarà ovunque, da Amburgo a Madrid, da Londra a Dublino, Amsterdam, Varsavia e Vienna.

In concerto al Groupama Stadium di Lione. 02 giugno 2024 

L’anno scorso per l’arrivo di Beyoncé a Stoccolma i prezzi si erano impennati. Quest’anno non c’è partita. E lei è una star instancabile, capace di passare da un concerto in Australia a, venti ore dopo, una cena su un roof di New York. E in mezzo a questa centrifuga, lei riesce a controllare tutta la sua azienda: ha in mano l’85 per cento dei ricavi dalla vendita deii biglietti, e ne reinveste una parte in progetti sociali legati alle comunità inserite nel tour. Il giro d’affari è determinato anche da un aspetto sociale non marginale: a differenza di mezzo secolo fa, i genitori ascoltano i figli, a volte provano a sentire la loro stessa musica. Così se le figlie in America guardano le partite di football con i papà, le mamme sentono la stessa musica delle figlie. Il concerto diventa un affare di famiglia e quello di Swift è un affare di milioni di famiglie: il 20 per cento degli intervistati ha dichiarato di esserci andato con i genitori. Il 31 per cento con i figli e quasi il 20 con fratelli o sorelle, o entrambi.

Il 71 per cento è andato per la prima volta a sentire Swift cantare dal vivo. Il 25 lo ha fatto da due a dieci volte. Un tre per cento di groupies ha seguito Taylor anche più di dieci. Non pensate solo a frotte di ragazzine urlanti: il 58 per cento degli spettatori ha tra i 35 e i 64 anni, il 37 per cento tra i 18 e i 34. E sotto i diciotto, è meno del 5 per cento. I concerti in media attirano ogni sera 54 mila fan. E quando si accendono le luci e lei sale sul palco, nessuno nel pubblico pensa di trovarsi di fronte a una donna appena entrata nella lista dei miliardari stilata da Forbes.

Il paradosso del Taylor-Style: l’irraggiungibile a portata di mano

di Serena Tibaldi

Per decodificare lo stile di Taylor Swift, bisogna partire dalla consapevolezza che, per lei, l’abbigliamento è più di una scelta estetica. La star ha fatto un’arte del lanciare messaggi subliminali ed easter eggs sulla sua vita privata e professionale attraverso la sua musica, le sue interviste, le sue apparizioni pubbliche; quindi, dicono gli esperti in materia, non può che fare lo stesso col suo guardaroba. E infatti, il suo modo di vestirsi è perfettamente in linea con le aspettative del suo pubblico. Taylor Swift è la principessa del pop, e come tale si abbiglia. E la chiave del suo successo universale è il fatto che tanti, tantissimi, si ritrovino nei suoi brani, nelle sue storie, nelle sue delusioni d’amore. E, di conseguenza, anche nei suoi vestiti. Messa così, il suo guardaroba diventa perciò un fondamentale punto di contatto con il suo pubblico. Taylor ha sempre giocato molto e bene sull’essere un libro aperto per i fan, e sul vivere esperienze simili alle loro in tutto e per tutto; con simili premesse, non potrebbe mai presentarsi ai Grammy Awards con un abito fatto di carne alla Lady Gaga, e nemmeno con un look tipo Billie Eilish, che è arrivata agli Oscar con una specie di divisa da tata inglese firmata Chanel. E non potrebbe neanche vestirsi a tema come fa Zendaya, che è passata dalla couture fantascientifica per promuovere Dune 2 ai look ispirati alle tenute da tennis per Challengers senza fare una piega. In un certo senso, Taylor è oltre la moda. Ha gli occhi azzurri e i boccoli biondi, è alta e magra, ha fidanzati famosi e amiche belle e popolari: è il prototipo della “ragazza perfetta”, femminile e mai sfacciata.

Miglior album vocale pop e album dell'anno per "Midnights", con Julien Baker, Phoebe Bridgers e Lucy Dacus del gruppo indie americano boygenius. 66esima edizione dei Grammy Awards. Los Angeles 4 febbraio 

E si veste letteralmente per la parte: un approccio vincente, che segue una struttura molto precisa. In tour, per esempio, alterna body e costumi ricoperti di strass da majorette, vestiti-meringa vaporosi e romantici da fiaba e sottovesti eteree; come molte sue colleghe, anche lei ha commissionato i suoi costumi ai grandi designer come Versace, Cavalli o Alberta Ferretti, ma il risultato è ben più soft di ciò che invece richiedono Beyoncé e Madonna, che si servono degli stessi brand. Sul palco di Taylor trionfano i toni pastello e lo chiffon, le paillettes e i cristalli, le balze e i veli. E, a giudicare dagli sguardi incantati delle decine di migliaia di fan presenti a ogni suo show, funziona. Per i red carpet la sostanza non cambia: onde perfette, labbra scarlatte e abiti da sirena da divina di Hollywood (o da reginetta del ballo di fine anno). Proprio quello che tante sognano indossare in simili occasioni, per l’appunto.

Taylor Swift partecipa al 66° GRAMMY Awards alla Crypto.com Arena di Los Angeles. 04 febbraio 2024 

Segue questo ragionamento anche quando è “fuori-servizio”. Anche qui, Taylor evita i rischi, anche perché non sarebbero il linea con la sua narrativa; i minilkilt, i cappottini dal sapore vintage e gli stivaletti da pin-up che predilige le calzano a pennello, e il mix tra firme di lusso e brand meno cari è perfetto per far sentire i fan ancora più vicini a lei. E anche quando i suoi look costano cifre assolutamente proibitive, come quello da 50mila dollari (tra capi e gioielli) indossato per lo scorso Super Bowl, vinto dai Kansas City Chiefs di Kelce, la sensazione che si ha osservandola è che sia perfetta sì, ma comunque “raggiungibile”. Ci sono i numeri a testimoniare la riuscita di questa sua strategia: gli stivali da 500 dollari (che non è poco, ma non è nemmeno inavvicinabile) del brand Reformation da lei usati molte volte lo scorso inverno sono stati nominati “scarpa dell’anno”, e sono regolarmente sold-out. Dopo che è stata fotografata mano nella mano con Kelce tra il pubblico di Coachella con una borsa di Stella McCartney a tracolla, le ricerche sul brand sono triplicate. I braccialetti dell’amicizia fatti di perline che si scambiano gli spettatori ai suoi concerti sono il nuovo bijoux da avere, a prescindere se si sia fan o meno. E una nuova ricerca del sito Boohoo.com ha rilevato come il suo stile sia il più ricercato su Google, con una media mensile di quasi 108mila ricerche.

Chitarre e malinconia: la solitudine della star

di Carlo Moretti

La cosa che sorprende della musica di Taylor Swift, e specialmente delle storie che racconta nelle sue canzoni, è quanto possano essere malinconiche, attraversate da un inestinguibile sentimento di solitudine. Sorprende anche più di quanto si possa immaginare perché, al contrario, lei è spesso circondata da migliaia e migliaia di persone, come nel corso dei concerti della parte americana dell’ultimo tour, durante il quale ha scritto gran parte dei pezzi dell’album, ma anche come nelle mille occasioni che negli ultimi mesi ce l’hanno mostrata sui media impegnata a promuovere prima un film sui suoi live e poi un libro.

I brani del nuovo disco uscito ad aprile, The tortured poets department, raccontano la gioia e l’inizio luminoso delle relazioni ma anche la loro fine spesso amara. L’album è stato attentamente progettato per mantenere viva l’attenzione su di lei, i testi disseminati di indizi e segnali riconducibili alla sua vita privata e alle sue vere o presunte storie d’amore, enigmi da scoprire o tali da mantenere per sempre una cortina impenetrabile di supposizioni. Se quando ha pubblicato il suo ultimo album, Midnights, uscito nell’ottobre del 2022, la Swift è diventata la prima artista a occupare tutti e 10 i posti nella classifica delle canzoni della classifica Billboard Hot 100, le 31 nuove canzoni della versione deluxe del nuovo album hanno fatto anche meglio: The tortured poets department nella prima settimana ha venduto 2 milioni e 610 mila copie, nella seconda è sceso a 439 mila copie vendute, ed entrambe le settimane il disco è salito al primo posto. Il dato della seconda settimana di vendite per Taylor Swift è più alto di qualsiasi altro album non solo per quest’anno ma per gli ultimi nove, superato solo da 25 di Adele, che nel 2015 alla seconda settimana vendette 1,162 milioni di copie.

"The Tortured Poets Department" su Spotify 

Ma, soprattutto, le 439 mila copie di The tortured poets della seconda settimana superano le 407 mila copie vendute, nella sua prima settimana un mese fa, da Cowboy Carter di Beyoncé. In Italia il nuovo album di Taylor Swift ha conquistato la certificazione di disco d’oro in sole due settimane, risultato mai ottenuto prima dall’artista nel nostro paese. L’undicesimo album in carriera della cantautrice dei record, The tortured poets, rimane stabile per la seconda settimana consecutiva al primo posto in classifica e arriva dopo 1989 (Taylor’s Version), uscito il 27 ottobre del 2023 e certificato disco d’oro in Italia, che rappresenta la quarta re-incisione della discografia di Taylor Swift, dopo Fearless, Red e Speak Now. Si perché Taylor Swift è la personificazione dell’artista moderna che combina l’anima di una poetessa, l’intelligenza di un maestro di scacchi e l’occhio lungo di un investitore esperto di hedge fund e titoli di borsa.

? infatti tra gli artisti che per avere pieno controllo delle loro edizioni ha ripreso in mano le vecchie canzoni per registrarle di nuovo. Nel 2021 ha ripubblicato, dopo averlo interamente risuonato e ricantato, il suo album Fearless che nel 2008 conquistò il Grammy, l’unico tra i suoi lavori ad aver venduto più di 10 milioni di copie negli Stati Uniti, il disco che la fece conoscere in tutto il mondo, al primo posto in classifica anche nel Regno Unito.

Swift lo aveva annunciato a novembre, all’indomani dell’ennesima messa in vendita e del conseguente acquisto per 300 milioni di dollari di tutto il suo vecchio catalogo di canzoni da parte del fondo di investimenti Shamrock Capital: la cantautrice disse che per tornare nel pieno controllo della sua musica avrebbe risuonato e ripubblicato i primi sei album registrati con l’etichetta Big Machine, cosa che ha cominciato a fare con Fearless, seguito a breve distanza da Red e da Speak Now. “So che ciò farà inevitabilmente diminuire il valore dei miei vecchi master”, ha spiegato in un tweet la Swift, “ma questo è l’unico modo per me di riacquistare l’orgoglio che un tempo provavo ascoltando le canzoni dai miei primi sei album”. Più che una poetessa, una manager nel pieno controllo di sé stessa.

"The Eras Tour" a Decines-Charpieu, Francia.02 giugno 2024 

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