Glauco Mauri, attore regista e grande protagonista nella storia del teatro, è morto ieri, sabato 28 settembre a Roma, pochi giorni prima del suo compleanno. Avrebbe compiuto 94 anni martedì prossimo. Si era sentito poco bene meno di una settimana fa ed era stato costretto a rinunciare ad andare in scena al Teatro Vascello di Roma, dove era atteso giovedì scorso, per il suo nuovo spettacolo. Com annunciato dalla Compagnia Mauri Sturno la camera ardente sarà allestita domani a Roma, al Teatro Argentina, dalle 11 alle 15.
Il teatro
A Pesaro, dove era nato nel 1930, ha debuttato al Teatro Rossini, con la nuova versione teatrale della lunghissima lettera De Profundis che Oscar Wilde scrisse dal carcere al suo amico Alfred Douglas, una parabola universale della sofferenza, dell'arte e dell'amore. Nel 1961 fonda con Valeria Moriconi, Franco Enriquez, Emanuele Luzzati la “Compagnia dei Quattro”. Fondò la Compagnia Mauri-Sturno che proponeva autori classici da Sofocle e Shakespeare, fino a Pirandello e autori contemporanei
Una vita dedicata al palcoscenico. Il primo ruolo da protagonista a quindici anni, con una compagnia amatoriale della sua città. Nel 1949 l'ingresso all'Accademia di Arte Drammatica di Roma diretta da Silvio D'Amico, tra i suoi insegnanti Orazio Costa, Wanda Capodaglio, Sergio Tofano, Mario Pelosini. Il debutto da professionista nel 1953 nel Macbeth di Shakespeare diretto da Orazio Costa. Nello stesso anno è stato Sir Tobia ne La dodicesima Notte di Shakespeare con la regia di Renato Castellani, e, diretto da Andrè Barsaq, ha ottenuto un grande successo personale nel ruolo di Smerdjakov ne I fratelli Karamazov di Dostoevskij, del cast fanno parte Memo Benassi, Lilla Brignone, Gianni Santuccio ed Enrico Maria Salerno.
Nel 1981 Glauco Mauri con Roberto Sturno ha fondato la Compagnia Glauco Mauri, divenuta poi Compagnia Mauri Sturno; Il signor Puntila e il suo servo Matti di Bertolt Brecht, da loro interpretato, con la regia di Egisto Marcucci, è il primo spettacolo prodotto. In 40 anni di ininterrotta attività la Compagnia ha portato sulle scene alcuni degli spettacoli di maggior successo del teatro italiano, premiati numerose volte con il "Biglietto d'oro Agis", e molteplici sono stati i premi assegnati a Glauco Mauri e Roberto Sturno per i loro meriti artistici. Fra le sue oltre 40 produzioni Re Lear e La Tempesta di Shakespeare, Edipo Re - Edipo a Colono di Sofocle, Faust di Goethe, Delitto e castigo e L'idiota di Dostoevskij, Enrico IV e Tutto per bene di Pirandello, Il Bugiardo di Goldoni, Don Giovanni di Molière, Il rinoceronte di Ionesco, Philoktet di Heiner Muller, Una vita nel Teatro di David Mamet e I quaderni di conversazione di Ludwig van Beethoven.
Il cinema e la tv
Nella sua lunga carriera, appare anche in film come La Cina è vicina di Marco Bellocchio (1967), La costanza della ragione di Pasquale Festa Campanile (1964), L'ospite di Liliana Cavani (1971), Profondo rosso di Dario Argento (1975), Ecce Bombo di Nanni Moretti (1978). In tv è fra i protagonisti della stagione d'oro degli sceneggiati Rai, come I demoni di Dostoevskij e I Buddenbrook di Thomas Mann.
Le reazioni da Guerritore a Gassmann
“Rattristati dalla notizia della scomparsa del grande Glauco Mauri. Vogliamo ricordarlo con due scatti dal concerto con Mariotti al Costanzi nella stagione 22/3, quando Glauco fu magistrale interprete di Manfred, l'antieroe byroniano protagonista del poema drammatico di Schumann” scrivono sui social dell’Opera di Roma. “Ho avuto la fortuna giovanissimo di recitare con Glauco Mauri. Una persona dolce, generosa, un uomo di teatro instancabile, l'ultimo testimone di un mondo teatrale che scompare. Grazie Maestro e buon viaggio" scrive Alessandro Gassmann sui social. “"Arrivederci dolce e gentile Vania… Arrivederci Glauco, mi hai insegnato il sorriso, la disponibilità, la via calma per la profondità... Hai sostenuto il mio spettacolo più complesso su Fallaci, mi hai dato fiducia... di tutto questo ti sono sempre stata grata.. ora riabbracci Roberto". Con queste parole, sul suo profilo Facebook, Monica Guerritore dice addio all’attore. "Glauco Mauri è stato un autentico maestro del teatro italiano, un protagonista assoluto che ha dedicato la sua vita allo spettacolo ispirando generazioni di attori e registi. In questo momento di profondo dolore, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze alla famiglia e ai suoi cari". A sottolinearlo, in una nota, è il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.