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Addio a Pippo Baudo, ultimo moschettiere della tv. Con Mike, Corrado e Tortora cambiò la storia Rai

La televisione pubblica è stato il grande amore della sua vita tra programmi di successo, momenti storici e qualche guaio
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La soddisfazione più grande, nel 2021, era stata l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce che gli aveva conferito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. “Una soddisfazione grandissima” aveva spiegato Pippo Baudo, morto oggi al 89 anni.

(fotogramma)

Una vita larger than life

Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo è un provinciale curioso: ama lo spettacolo, il teatro, suona il pianoforte. Una carriera lunghissima, costellata di successi, pochi rimpianti, il sogno non realizzato: "Senza dubbio, avrei voluto fare il direttore d'orchestra. Dirigere tanti musicisti è davvero un'emozione indescrivibile: io so suonare solo il pianoforte". Era nato il 7 giugno del 1936 a Militello in provincia di Catannia, si laurea in Giurisprudenza – il padre Giovanni è avvocato – non indosserà mai la toga. Una laurea arrivata dopo un passaggio a bordo di un furgoncino di frutta e verdura; la sera …

La soddisfazione più grande, nel 2021, era stata l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce che gli aveva conferito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. “Una soddisfazione grandissima” aveva spiegato Pippo Baudo, morto oggi al 89 anni.

(fotogramma)

Una vita larger than life

Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo è un provinciale curioso: ama lo spettacolo, il teatro, suona il pianoforte. Una carriera lunghissima, costellata di successi, pochi rimpianti, il sogno non realizzato: "Senza dubbio, avrei voluto fare il direttore d'orchestra. Dirigere tanti musicisti è davvero un'emozione indescrivibile: io so suonare solo il pianoforte". Era nato il 7 giugno del 1936 a Militello in provincia di Catannia, si laurea in Giurisprudenza – il padre Giovanni è avvocato – non indosserà mai la toga. Una laurea arrivata dopo un passaggio a bordo di un furgoncino di frutta e verdura; la sera prima della discussione della tesi aveva presentato in provincia di Ragusa Miss Sicilia.

La tv in bianco e nero

Sul piccolo schermo, tutto inizia nel 1966 con Settevoci su quello che allora era chiamato il canale Nazionale della tv in bianco e nero. Una puntata 'pilota' andata in onda solo perché si era rotta la bobina del telefilm Rin Tin Tin, una sorta di ruota di scorta: invece è un grande successo, durato quattro anni. Due anni dopo, nel 1968, presenta il suo primo Festival di Sanremo (detiene il record, 13, l’ultimo nel 2008). Il 1972 è l’anno di Canzonissima, poi Spaccaquindici, dal 1979 è alla guida di Domenica in, dal 1983 Serata d'onore, dal 1984 Fantastico, poi il successo di Luna Park, nel 2000 l’invenzione di Novecento su Rai 3. Nel 1997 esordisce come attore a teatro, con la commedia scritta per lui dalla ditta Garinei & Giovannini, L'uomo che inventò la televisione. L’orgoglio resta quello di aver creato tanti programmi “ancora prima di averli poi presentati. Mi riconosco una buona dose di fantasia".

I moschettieri della tv

Nei confronti degli altri storici 'moschettieri della tv' - come venivano allora definiti Mike Bongiorno, Corrado e Enzo Tortora - il presentatore ammette di aver invidiato "a Corrado senz'altro la simpatia innata, l'ironia; a Tortora la sua grande cultura; a Mike il metodo e la professionalità spinta al massimo. Per me, come qualità personale, mi tengo stretta la fantasia e il gusto e l'arte dell'improvvisazione".

Sul mondo che lo circondava, lui che era nato con l’indice di gradimento e poi era stato giudicato dall’Auditel, aveva le idee chiare: "Non attribuisco nessuna importanza a quelli che scrivono approfittando dell’anonimato, e che sui social insultano” spiegava “Gli artisti dovrebbero ignorarli. Il problema vero è che oggi non esiste più il pubblico nella sua accezione totalizzante, ma esistono i pubblici e vale per tutte le forme di spettacolo. Da Jovanotti vedi sessantamila spettatori felici di essere lì, di partecipare alla festa, c’è il suo pubblico, che balla e canta, e poi signori attempati come me che vogliono essere alla moda e sincerarsi di cosa accade".

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I momenti storici a Sanremo

Colto, curioso, polemico, Baudo era una delle persone più informate: analisi approfondite su politica, economia, cronaca. Seguiva tutti i debutti teatrali. La lettura dei quotidiani, le telefonate con gli amici. Un uomo calato nel presente, entrato nella storia della tv e del Paese. Tra i momenti storici che l’hanno visto protagonista al Festival di Sanremo: l’annuncio della morte di Claudio Villa il 7 febbraio 1987; il tentativo di Cavallo Pazzo di lanciarsi dalla balconata dell’Ariston, e Baudo che lo convince a desistere (1992); la delegazione degli operai dell’Italsider di Genova chiamati sul palco a parlare delle rivendicazioni (1984). Nel 2002 a Sanremo invita Roberto Benigni e Giuliano Ferrara promette di bersagliarlo di uova marce. Lo stesso anno di Benigni, arriva Fiorello che saluta Super Pippo acchiappandolo proprio lì. Momenti di gioco e spettacolo, Baudo è una spalla formidabile. Indimenticabile, nell’edizione del festival del 2003, il bacio a Luciana Littizzetto. Con la comica faranno il bis nel 2018 a Che tempo che fa.

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Battute, comici e guai

La celebre battuta di Beppe Grillo sui socialisti in trasferta in Cina durante Fantastico 7, nel 1986, costa cara sia al comico che a Baudo. “Se in Cina sono tutti socialisti a chi rubano?” dice Grillo, che fa infuriare Bettino Craxi. “La battuta era forte, ma divertente. L’intervento fu completamente improvvisato, non sapevo niente” ricordava il conduttore. “Da quella sera venni ritenuto colpevole di responsabilità oggettiva”. Lo show ha grande successo, ma altre nuvole si addensano. Il Trio Solenghi Marchesini Lopez prende di mira il caso Irangate ovvero la vendita di armi all'Iran da parte del governo degli Stati Uniti; Solenghi interpreta l'Ayatollah Khomeini, mentre Marchesini e Lopez erano, rispettivamente, la madre dell'Ayatollah, una fantomatica Sora Khomeines (versione iraniana della Sora Ines, personaggio della Marchesini), e l'allora presidente Ronald Reagan. Uno sketch surreale— con Khomeini che si lamentava della cattiva qualità delle armi ricevute, con i missili, una volta montati, «simili a caffettiere» — che scatena la reazione di Teheran. L'Iran Air sospende i voli con l'Italia, il governo iraniano richiama l'ambasciatore a Roma e chiude l'Istituto italiano di cultura di Teheran.

Baudo e le donne

Vita privata degna del personaggio: Baudo ama le donne e le donne ricambiano. Dopo una relazione di sette anni con Alida Chelli e una più breve con Adriana Russo, il 18 gennaio 1986 sposa la cantante lirica Katia Ricciarelli, nozze come una soap opera, con gli inviati arrivati in Sicilia da ogni parte del mondo: Militello diventa il centro dell’universo. Si separano nel 2004 e divorziano nel 2007, la battaglia legale lascia il segno. Strascichi amari, veleni. Nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi aveva avuto Tiziana, che gli ha dato i nipoti Nicholas e Nicole (nati nel 2010). Dal legame con Mirella Adinolfi era nato Alessandro, nato nel 1962 e riconosciuto dal presentatore nel 1996.

Webnotte, Pippo Baudo: "Sanremo? Non capisco più le canzoni"

L’uomo che ha inventato la tv

Per Pippo tutto fa spettacolo, improvvisa, ha senso del ritmo, riconosce il talento; individua Lorella Cuccarini a una convention. "Dire che è un personaggio 'popolare' è dire poco. Oltre a 'baudismo', sui giornali si trova anche 'pippobaudo', scritto tutto attaccato e minuscolo. Dunque, si è fatto sostantivo, aggettivo, ufficio, funzione, finzione", ha scritto Filippo Ceccarelli. Per Simona Ventura è "’Pippone' forever, l’Obi Wan Kenobi della televisione". Per raccontare l’uomo che ha inventato la tv, ultimo rappresentante dei conduttori che "unirono l’Italia con la lingua italiana", parola di Ettore Bernabei, non basterebbero dieci volumi.

"Sono nato democristiano”

Era un democristiano convinto: "Io sono nato democristiano” raccontava “Quando venni al mondo papà mi disse: sei figlio di Giovanni e sei democristiano. Lui aveva studiato con Mario Scelba e al liceo di don Luigi Sturzo. Essere democristiani non significa appartenere a un partito. È un modo di intendere la vita. Anni fa Prodi e Rutelli mi proposero la candidatura alla presidenza della Sicilia. Rifiutati perché la politica è cosa seria e non volevo fare figuracce". Famosa la battuta: "Un volta i Dc quando raccomandavano per lettera una signorina in tv aggiungevano la postilla 'purché ne abbia le qualità'. Ci salvavamo così". Era grande amico di Ciriaco De Mita.

Cuccarini, Baudo e il loro primo incontro segnato dall'equivoco sul provino

"La Rai è un patrimonio di tutti”

Si raccontava con ironia. Arriva a Roma con un biglietto di terza classe per fare il provino in Rai. I genitori, contrari, piangono. "Con papà, avvocato, avevo fatto un patto: io mi laureo con il massimo dei voti in Giurisprudenza, poi però mi consenti di tentare la strada dello spettacolo". Dopo il provino gli esaminatori scrivono: "Adatto a spettacoli minori", quando si dice essere lungimiranti. Ma a 22 anni debutta. Il rapporto con la tv è stato vitale, negli ultimi anni gli mancava: “Il video è una vitamina, solo la riconoscenza del pubblico mi allevia dai dispiaceri” raccontava “La Rai è un patrimonio di tutti, resta la più grande fabbrica culturale del Paese: per salvarla bisogna creare una task force, aprirsi al confronto. Purtroppo è stata sempre un boccone prelibato da parte della politica. Quando affidarono Rai 3 a Angelo Guglielmi per accordi politici - una rete doveva andare ai comunisti - capì che doveva fare una televisione diversa e la inventò. Era un intellettuale senza pregiudizi, mi tocca citarmi ma mi chiamò perché voleva fare quantità e qualità. Non si vergognò di cercare un volto nazionalpopolare, abbiamo fatto bei programmi e siamo amici".

La Rai, il grande amore della vita, ma anche la nemica quando si sentiva trascurato, messo da parte. Ma anche se per un periodo passò all’allora Fininvest (era il 1987) è stato sempre legato al servizio pubblico. "Quando ho lasciato la Fininvest e ho abbandonato Berlusconi”, raccontava “come penale gli ho dato in cambio un palazzo dove adesso fanno il telegiornale... È stato esagerato con me. È stato più generoso con le donne, ma è normale".

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