Bad Bunny, lo show al Super Bowl celebra gli immigrati e fa infuriare Trump. Sorpresa Lady Gaga
di Filippo BrunamontiSAN FRANCISCO - “Benvenuti nell’America di Benito Bowl”. L’attesa è finita: a prendersi la scena del Super Bowl LX al Levi’s Stadium di Santa Clara, California, a ovest di San Jose nella San Francisco Bay Area, è Benito Antonio Martínez Ocasio, la superstar portoricana che ha diviso l’America, o meglio l’ha appena riunita. Il fenomeno Bad Bunny irrompe nell’intervallo del Super Bowl, il mitico Halftime Show, e il suo suono stereofonico, unito alla jam session di salsa, reggaeton, trap, dembow, bolero e ritmi tradizionali portoricani come bomba e plena, incanta il campo.
Al suo arrivo, la temperatura tocca i 19 gradi centigradi. Sulla palla da football che stringe in mano si legge Together We Are America. Il ‘re latino’ si arrampica sui cavi e…
SAN FRANCISCO - “Benvenuti nell’America di Benito Bowl”. L’attesa è finita: a prendersi la scena del Super Bowl LX al Levi’s Stadium di Santa Clara, California, a ovest di San Jose nella San Francisco Bay Area, è Benito Antonio Martínez Ocasio, la superstar portoricana che ha diviso l’America, o meglio l’ha appena riunita. Il fenomeno Bad Bunny irrompe nell’intervallo del Super Bowl, il mitico Halftime Show, e il suo suono stereofonico, unito alla jam session di salsa, reggaeton, trap, dembow, bolero e ritmi tradizionali portoricani come bomba e plena, incanta il campo.
Al suo arrivo, la temperatura tocca i 19 gradi centigradi. Sulla palla da football che stringe in mano si legge Together We Are America. Il ‘re latino’ si arrampica sui cavi elettrici e sventola la bandiera portoricana mentre esegue El Apagón accompagnato da ballerini di contorno che agitano bandiere dei Paesi latinoamericani, oltre a Stati Uniti e Canada. Spicca il numero 64 sulla sua divisa da football color crema.
Numero da decifrare: la madre, Lysaurie Ocasio, è nata nel 1964, ma il riferimento potrebbe cadere pure sul (falso) bilancio iniziale delle vittime dell’uragano María del 2017 o sul 64° Congresso degli Stati Uniti, che approvò lo storico Jones-Shafroth Act garantendo la cittadinanza statutaria ai portoricani nel 1917.
Partiamo con Tití Me Preguntó, dedicata a una delle zie del rapper che gli chiede di tutte le fidanzate che ha avuto. E il palco presenta “la casita”, classica casa di villaggio portoricano, esposta nelle esibizioni di Bad Bunny sull’isola. Alcuni TikToker avvistano Cardi B, Karol G, Alix Earle e Pedro Pascal tra le mura. Poi Seguimo’ Aquí, non a caso, è l’esperienza immersiva di Bad Bunny e Vibee situata a Plaza Las Américas a San Juan, Puerto Rico; un tunnel autobiografico. Sotto gli occhi di tutto il mondo, Bad Bunny non perde tempo: “State ascoltando musica da Puerto Rico, dai quartieri, dalle baraccopoli”. Suona un pezzetto di Gasolina di Daddy Yankee, e dice: “Il motivo per cui sono qui è perché non ho mai smesso di credere in me stesso”.
Lady Gaga a sorpresa
Dopo una corsa verso Voy a Llevarte a PR e Safaera, la sorpresa più grande: Lady Gaga si unisce al party ed esegue una versione salsa di Die With a Smile. Sullo sfondo, la band di accompagnamento Los Pleneros de la Cresta suona l’arrangiamento aggiornato, passando per Baile Inolvidable, Café con Ron e DtMf in una pioggia di fuochi d’artificio. In segno di supporto, Ricky Martin canta Lo Que Le Pasó a Hawaii, un pezzo di protesta per mettere in guardia Puerto Rico dal subire lo stesso destino delle Hawaii.
La lode agli immigrati di New York
In Nuevayol, Benito/Bad Bunny campiona Un verano en Nueva York dell’orchestra di salsa portoricana El Gran Combo. Per inciso, il suo video musicale, uscito il 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza negli Stati Uniti, include una spassosa imitazione di Donald Trump. Bad Bunny non solo è il primo artista latino ad aver vinto, poco più di una settimana fa, il Grammy per Album dell’Anno, ma è anche il primo ispanico a far discutere come headliner. “Non lo sostengo. Penso sia una scelta terribile”, aveva commentato il presidente Donald Trump all’indomani dell’annuncio ufficiale. “Non fa altro che seminare odio”. Il discorso del El Conejo Malo ai Grammy Awards ha segnato un punto di non ritorno nella lotta all’amministrazione Trump: “Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: ICE out, fuori l’ICE. Non siamo selvaggi, non siamo animali. Siamo esseri umani e siamo americani”.
In realtà, il tabù dell’Halftime show, Bad Bunny lo ha rotto già nel 2020, esibendosi con I Like It e Callaíta insieme a Shakira, in parallelo con la star colombiana del reggaeton J Balvin apparsa come ospite insieme a Jennifer Lopez, nativa del Bronx e portoricana. L’impatto culturale di Bad Bunny non conosce limiti. Il suo approdo al Super Bowl arriva dopo uno storico 2025. Nato e cresciuto a Vega Baja, Puerto Rico, ha frantumato record di streaming e realizzato il suo album più politico, introspettivo e portoricano di sempre, DeBÍ TiRAR MáS FOToS.
Il supporto social di Jennifer Lopez
Un mare di fan di Bad Bunny si è presentato con indosso magliette con scritto “Sono qui solo per il Benito Bowl” e cappellini e maglie del WBC di Puerto Rico. In sincrono, ecco Jennifer Lopez mandare in tilt X con il suo messaggio di supporto: “Bad Bunny…ti mando tutto l’amore, la positività e l’abbraccio più grande del mondo. Siamo tutti con te stasera! So che spaccherai. Sono qui con te così come tu sei stato con me. Così orgogliosa di essere boricua! Dale fuerte Benito. Come solo tu sai fare! #LatinoGangGang”. A seguire, il post di Shakira agganciato al video del 2020: “Ricordando la nostra prima esibizione insieme al Super Bowl 2020 e augurandoti, Benito, tutto il meglio stasera”. La star di Hamilton Lin-Manuel Miranda ha pubblicato una sua foto con una giacca dalla bandiera portoricana. Come Bad Bunny, l’attore-cantautore è in parte di discendenze portoricane. “Tifo per Puerto Rico durante l’intervallo”, ha scritto in un post su Instagram. Che i Seattle Seahawks se la vedano con i New England Patriots ormai è secondario - hanno vinto i Seattle Seahawks per 29-13 conquistando il secondo titolo della loro storia - sono tutti lì per Bad Bunny.
La furia di Trump
Su Truth, il social di Donald Trump, il presidente ha subito commentato: “Questo show è un affronto alla Grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di Successo, Creatività o Eccellenza. Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio (Bad Bunny canta solo in spagnolo, ndr.) e il ballo è disgustoso, specialmente per i bambini che stanno guardando da tutta l’America e da tutto il mondo”.
La potenza musicale dello show
Coco Jones, ex star Disney Channel ha cantato Lift Every Voice and Sing, “scritta come inno dal leader della NAACP James Weldon Johnson e utilizzata ampiamente durante il Movimento per i diritti civili come grido di battaglia per gli afroamericani”. Una potenza musiclae ampliata anche dall’outfit ispirato a Whitney Houston, strisce rosse, nere e verdi. “Questi sono i colori della bandiera panafricana. Il rosso rappresenta il sangue versato dal popolo, il nero rappresenta il popolo e il verde la terra d’Africa”. Brandi Carlile intona America the Beautiful - “Un canto di fragile speranza per ciò che l’America potrebbe essere”, arricchito dalle SistaStrings, il duo formato dalla violinista Chauntee e dalla violoncellista Monique Ross - e l’esecuzione di The Star-Spangled Banner di Charlie Puth lascia tutti a bocca aperta. Dura 1 minuto e 51,37 secondi, una delle interpretazioni più brevi degli ultimi anni. Semi-innocui, invece, i Green Day, con un set di tre canzoni - Holiday, Boulevard of Broken Dreams e una versione alleggerita di American Idiot - per celebrare generazioni di MVP del Super Bowl tra cui Emmitt Smith, Jerry Rice, e Peyton ed Eli Manning. Due giorni prima di partecipare alla cerimonia di apertura, il frontman Billie Joe Armstrong sembrava un altro rocker rispetto a quello visto nel pomeriggio al Levi’s Stadium: aveva fatto notare che il fervore per il football non ha sopito la sua coscienza riguardo agli eventi attuali, esortando addirittura gli agenti dell’ICE a lasciare il loro lavoro “perché quando tutto questo sarà finito, e finirà a un certo punto, Kristi Noem, Stephen Miller, JD Vance, Donald Trump, vi molleranno come una cattiva abitudine. Venite da questa parte della linea”.
I manifestanti anti-Ice
A poche ore dal gong del Super Bowl, manifestanti anti-ICE sono scesi in piazza e hanno occupato cavalcavia con striscioni ‘Ice Out’ lungo la 101. Contraltare “d’avanguardia” alle proteste, uno spettacolo alternativo all’Halftime è stato trasmesso da una location al momento non rivelata, promosso dall’organizzazione conservatrice Turning Point USA, con Kid Rock come headliner e gli artisti country Brantley Gilbert, Gabby Barrett e Lee Brice sul palco anti-Bad Bunny. A pochi minuti dall’inizio dell’evento, Turning Point USA non ha potuto trasmettere in streaming il suo The All-American Halftime Show su X a causa di problemi di licenze. Chi, tra gli spettatori, ha scelto Kid Rock e Co. durante l’intervallo, si è dovuto dirigere sul canale YouTube di Turning Point USA.
NBC ha annunciato di voler trasmettere parte dello show pre-partita dall’Isola di Alcatraz. L’ex prigione federale più famosa del mondo che si è trasformata in un museo popolare che attira più di un milione di visitatori ogni anno. Prima volta in assoluto per un programma trasmesso in diretta da lì. Super Bowl fa poi rima con establishment: alcuni dei trailer dei film più importanti dell’anno sono andati in onda durante l’evento. Da Disney, che ha puntato tutto sul promo di The Mandalorian & Grogu, il primo film cinematografico di Star Wars dal 2019, a Paramount, con il lancio di un nuovo spot di Scream 7, il primo della serie proiettato in IMAX. A seguire, Toy Story 5, in uscita quest’estate, il thriller sugli alieni di Steven Spielberg Disclosure Day, The Super Mario Galaxy Movie, Jumpers e Minions 3.
Gli spot puntano su salute, solidarietà e risate
A proposito di Hollywood, a fare capolino sullo schermo, l’attore Kevin Costner, più conosciuto per il baseball che per il football. Basti recuperare Bull Durham (1988) dove interpreta Crash Davis, un giocatore esperto delle minor league o a L’uomo dei sogni (1989), il suo film di baseball più noto. I tifosi di football al Levi’s Stadium gli hanno lanciato un caloroso applauso. Da non sottovalutare gli spot del Super Bowl, immersi in una marmellata di tempi difficili. Gli inserzionisti hanno puntato tutto su salute, solidarietà e risate. Sabrina Carpenter cerca di costruire l’uomo perfetto con le Pringles, Benson Boone e Ben Stiller interpretano un duo disco che fa capriole per Instacart, Andy Samberg, nei panni di ‘Meal Diamond’, spruzza maionese Hellmann’s sui panini di Elle Fanning e di altri clienti della gastronomia e George Clooney appare in uno spot Grubhub per promuovere la consegna gratuita su ordini di 50 dollari o più; Uber Eats arruola Matthew McConaughey per convincere Bradley Cooper e Parker Posey che il football è una cospirazione per far venire fame alla gente. E il rapper 50 Cent prende in giro Sean ‘Diddy’ Combs per DoorDash. Non manca un focus su benessere e medicina. Octavia Spencer e Sofia Vergara esortano le persone a fare il test per le malattie renali e Mike Tyson parla della morte di sua sorella per obesità in una promozione che incita le persone a mangiare cibo sano, non processato. Una delle pubblicità più memorabili del Super Bowl di quest’anno incoraggia i cosiddetti Trump Accounts, un nuovo programma di investimento sostenuto dal governo per i bambini. Lo spot è finanziato da Invest America, un gruppo di advocacy con collegamenti a leader aziendali e alleati di Trump.
I Trump Accounts, chiamati anche conti 530A, sono stati creati come parte del Big Beautiful Bill dell’amministrazione approvato l’anno scorso. I bambini nati tra il 2025 e il 2028 hanno diritto a un contributo unico del Tesoro di 1.000 dollari, con i genitori che possono aggiungere fino a 5.000 dollari all’anno. La presenza al Super Bowl è solo un pezzo di un lancio più ampio e secondo la Casa Bianca, più di un milione di famiglie si è già iscritta. Merito del Super Bowl.