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È morto Robert Duvall, il consigliori de “Il Padrino”. In “Apocalypse now” amava l’odore del napalm

Robert Duvall con la moglie Luciana Pedraza
Robert Duvall con la moglie Luciana Pedraza 

Aveva 95 anni. Una carriera lunghissima e di successo, aveva avuto ruoli in gran parte dei film che hanno fatto la storia del cinema

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E' morto a 95 anni Robert Duvall, uno dei più grandi attori del Novecento, figura di rilievo in capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now, una carriera cinematografica di successo durata sei decenni. Duvall è morto "serenamente" domenica nella sua casa di Middleburg, in Virginia, secondo una dichiarazione inviata dalla sua agenzia di pubbliche relazioni a nome della moglie Luciana. Non si terrà alcuna cerimonia ufficiale, si legge nel comunicato. "La famiglia incoraggia coloro che desiderano onorare la sua memoria a farlo in un modo che rifletta la vita da lui vissuta, guardando un bel film, raccontando una bella storia a tavola con gli amici o facendo un giro in auto in campagna per apprezzare la bellezza del mondo".

L'attore mostra le mani dopo aver lasciato le proprie impronte davanti al Grauman's Chinese Theatre di Hollywood, nel 2011
L'attore mostra le mani dopo aver lasciato le proprie impronte davanti al Grauman's Chinese Theatre di Hollywood, nel 2011 

Duvall è morto a San Diego, California, dove era nato il 5 gennaio del 1931. Dopo la guerra di Corea, nel 1955 entra nella Playhouse School of Theatre di New York, i suoi compagni di classe sono Dustin Hoffman, con cui condivide un appartamento, Gene Hackman, James Caan. Saranno loro gli attori più emblematici della New Hollywood che rivoluzionerà il cinema negli anni 70.

Inizia così una delle carriere cinematografiche più brillanti del secolo scorso, consacrata da sette candidature all’Oscar e una statuetta: nel 1984, come migliore attore per Tender mercies – Un tenero ringraziamento, diretto da Bruce Beresford. Ma non è certo questo il film per il quale sarà ricordato. L’attore ha partecipato per oltre mezzo secolo a film tra i più importanti dells storia del cinema e più amati dal pubblico e i riconoscimenti ricevuti sono tantissimi: oltre alle nomination all’Oscar, anche Golden Globe, Emmy Award, BAFTA, migliore interprete a Venezia e un'altra cinquantina di premi. Non un “bello”, né un protagonista assoluto, è stato sempre un antagonista o una spalla che tuttavia riusciva a rubate la scena a compagni di set del calibro di Clint Eastwood, Marlon Brando, Robert DeNiro, Michael Douglas.

Duvall ne "Il Padrino", 1972
Duvall ne "Il Padrino", 1972 

Dopo due piccole apparizioni in Lassù qualcuno mi ama e Il buio oltre la siepe, comincia a interpretare “cattivi” degni di nota, come in La caccia con Brando, Il Grinta con John Wayne, così come non è uno stinco di santo il personaggio che darà una svolta alla sua carriera: Tom Hagen, il consigliori di don Vito Corleone ne Il Padrino. Da allora colleziona una serie di ruoli nei generi più diversi, spesso in uniforme militare o di poliziotto, da M*A*S*H* di Robert Altman a Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, in cui è l’indimenticabile colonnello Kilgore di "Mi piace l'odore del napalm al mattino". E’ il funzionario di polizia al centro di un dilemma morale ne L'assoluzione di Ulu Grosbard ( suo fratello è un De Niro monsignore), è ancora in divisa accanto all'agente Sean Penn in Colors - Colori di guerra di Dennis Hopper, e alle prese con la furia di Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher.

Il colonnello Kilgore di "Apocalypse now"
Il colonnello Kilgore di "Apocalypse now" 

E se sarà anche un dottor Watson in Sherlock Holmes: soluzione sette per cento di Herbert Ross, verrà il momento dei western, ai quali presterà il suo volto segnato dal passare degli anni: Geronimo di Walter Hill, Terra di confine di Kevin Costner. Tra gli altri suoi film da ricordare, La conversazione di Coppola, Quinto potere di Sidney Lumet, I padroni della notte di James Gray, The Road di John Hillcoat. Si cimenterà anche con la regia, come nel caso di Cavalli selvaggi, nel 2015.

Con la quarta moglie, l'attrice e regista Luciana Pedraza, aveva dato vita al Robert Duvall Children's Found per l'assistenza ai bambini argentini ed era stato un deciso sostenitore dell'organizzazione Pro Mujer a sostegno delle donne indigenti dell'America Latina.

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