Bertolucci capo-giuria a Venezia:
"Ho accettato con allegria"
Il grandissimo regista italiano - già premio Oscar, Palma d'oro a Cannes e Leone alla Carriera in Laguna - assegnerà i premi alla prossima edizione della Mostra: "Dai film che vedrò mi aspetto piacere e sorpresa"
UN GRANDE regista, veterano della settima arte, per un grande Festival cinematografico, il più antico del mondo: sarà Bernardo Bertolucci il presidente della giuria alla settantesima edizione della Mostra di Venezia, che si aprirà il 28 agosto per chiudersi il 7 settembre. Un leone d'oro alla carriera - gli fu assegnato nel 2007 - chiamato ad assegnare i Leoni d'oro: e la combinazione, già sulla carta, fa la gioia dei cinefili.
A decidere la nomina è stato il cda della Biennale, presieduto da Paolo Baratta. su proposta del direttore della kermesse, Alberto Barbera. Che commenta così: "Pochi registi, al pari di Bertolucci, sommano alla lunga esperienza il fatto di vivere un presente cinematografico in cui agiscono con le loro opere, di cui si interessano (esercitando un'inesausta curiosità) e di cui si preoccupano, perché scovare e portare all'attenzione ciò che di vitale si sta muovendo e ciò che di bello sta ma…
A decidere la nomina è stato il cda della Biennale, presieduto da Paolo Baratta. su proposta del direttore della kermesse, Alberto Barbera. Che commenta così: "Pochi registi, al pari di Bertolucci, sommano alla lunga esperienza il fatto di vivere un presente cinematografico in cui agiscono con le loro opere, di cui si interessano (esercitando un'inesausta curiosità) e di cui si preoccupano, perché scovare e portare all'attenzione ciò che di vitale si sta muovendo e ciò che di bello sta ma…
UN GRANDE regista, veterano della settima arte, per un grande Festival cinematografico, il più antico del mondo: sarà Bernardo Bertolucci il presidente della giuria alla settantesima edizione della Mostra di Venezia, che si aprirà il 28 agosto per chiudersi il 7 settembre. Un leone d'oro alla carriera - gli fu assegnato nel 2007 - chiamato ad assegnare i Leoni d'oro: e la combinazione, già sulla carta, fa la gioia dei cinefili.
A decidere la nomina è stato il cda della Biennale, presieduto da Paolo Baratta. su proposta del direttore della kermesse, Alberto Barbera. Che commenta così: "Pochi registi, al pari di Bertolucci, sommano alla lunga esperienza il fatto di vivere un presente cinematografico in cui agiscono con le loro opere, di cui si interessano (esercitando un'inesausta curiosità) e di cui si preoccupano, perché scovare e portare all'attenzione ciò che di vitale si sta muovendo e ciò che di bello sta magari esplodendo, è tra i migliori servizi che il cinema possa fare a se stesso". Anche per questi motivi, Bertolucci è il Presidente ideale per il ruolo importante e delicato che ha generosamente accettato di ricoprire".
Soddisfatta anche la reazione del diretto interessato: "Ho accettato con allegria di presiedere la giuria: in una una manciata di giorni mi si regala la possibilità di vedere quanto di più interessante sta accadendo nelle cinematografie di tutto il mondo. Il mio amico cinefilo Alberto Barbera riesce a infilarsi nelle nicchie cinematografiche più misteriose dei più misteriosi paesi del mondo. E' la mia seconda volta. Nel 1983 la Mostra celebrava la sua quarantesima edizione (vinse Prenom Carmen di jean-Luc Godard, ndr). Allora ai film chiedevo sorpresa e piacere. Non sono molto cambiato". Parole che mostrano l'entusiasmo mai sopito per la settima arte, da parte di un cineasta che né la stanchezza, né i problemi di salute sono riusciti a togliere la voglia di vivere il cinema.
Quanto al suo, di palmares, Bertolucci non è secondo a nessuno: è il regista italiano in attività più celebre al mondo, e uno dei più influenti della storia del cinema; ha vinto una pioggia di Oscar - nove - con L'ultimo imperatore (1987); nel 2011, a Cannes, gli è stata assegnata la Palma d'oro alla carriera. Notissimi i suoi film: da Il conformista a Novecento, da Io ballo da sola al The Dreamers, fino al recentissimo io e te, presentato sulla Croisette lo scorso anno. Al Lido, però, tornerò, ancora una volta, dall'altra parte della barricata: a giudicare, con la passione che tutti gli riconoscono, il lavoro dei colleghi.
A decidere la nomina è stato il cda della Biennale, presieduto da Paolo Baratta. su proposta del direttore della kermesse, Alberto Barbera. Che commenta così: "Pochi registi, al pari di Bertolucci, sommano alla lunga esperienza il fatto di vivere un presente cinematografico in cui agiscono con le loro opere, di cui si interessano (esercitando un'inesausta curiosità) e di cui si preoccupano, perché scovare e portare all'attenzione ciò che di vitale si sta muovendo e ciò che di bello sta magari esplodendo, è tra i migliori servizi che il cinema possa fare a se stesso". Anche per questi motivi, Bertolucci è il Presidente ideale per il ruolo importante e delicato che ha generosamente accettato di ricoprire".
Soddisfatta anche la reazione del diretto interessato: "Ho accettato con allegria di presiedere la giuria: in una una manciata di giorni mi si regala la possibilità di vedere quanto di più interessante sta accadendo nelle cinematografie di tutto il mondo. Il mio amico cinefilo Alberto Barbera riesce a infilarsi nelle nicchie cinematografiche più misteriose dei più misteriosi paesi del mondo. E' la mia seconda volta. Nel 1983 la Mostra celebrava la sua quarantesima edizione (vinse Prenom Carmen di jean-Luc Godard, ndr). Allora ai film chiedevo sorpresa e piacere. Non sono molto cambiato". Parole che mostrano l'entusiasmo mai sopito per la settima arte, da parte di un cineasta che né la stanchezza, né i problemi di salute sono riusciti a togliere la voglia di vivere il cinema.
Quanto al suo, di palmares, Bertolucci non è secondo a nessuno: è il regista italiano in attività più celebre al mondo, e uno dei più influenti della storia del cinema; ha vinto una pioggia di Oscar - nove - con L'ultimo imperatore (1987); nel 2011, a Cannes, gli è stata assegnata la Palma d'oro alla carriera. Notissimi i suoi film: da Il conformista a Novecento, da Io ballo da sola al The Dreamers, fino al recentissimo io e te, presentato sulla Croisette lo scorso anno. Al Lido, però, tornerò, ancora una volta, dall'altra parte della barricata: a giudicare, con la passione che tutti gli riconoscono, il lavoro dei colleghi.