LOS ANGELES - Sofia Coppola torna a Hollywood, dopo Somewhere, con The Bling Ring, parabola sugli eccessi di una generazione cresciuta a base di reality e con l'ossessione di fama e moda. Il film, tratto da una storia vera, sarà presentato in concorso al Certain regard di Cannes domani. Tra la fine del 2008 e l'agosto del 2009 un gruppo di fotogenici adolescenti di Los Angeles, quattro femmine e un maschio, improvvisarono una serie di furti nelle ville di celebrità: da Paris Hilton a Orlando Bloom, da Lindsay Lohan a Megan Fox. Bottino: tre milioni di dollari.
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S'imbucavano alle feste dei ricchi e famosi e sottraevano oggetti, preziosi, cimeli vari. Vennero scoperti grazie alle telecamere di sorveglianza installate nella residenza della Lohan. La polizia, grazie anche a una serie di soffiate, riuscì a sgominare la banda, poi soprannominata appunto The Bling Ring. I teeneger, compagni di liceo del quartiere bene di Calabasas, sono finiti tutti in prigione, chi per qualche mese, chi per oltre due anni.
Sofia Coppola ha scritto il copione e lo ha diretto con un budget di soli otto milioni di dollari. Il film uscirà in Usa a giugno. Protagonista Emma Watson (Harry Potter), Leslie Mann e una serie di attori meno conosciuti. Per la sceneggiatura, la Coppola si è avvalsa della consulenza del detective della LAPD (Los Angeles Police Department) Brett Goodkin, lo stesso che aveva indagato sul caso (la sua partecipazione non è stata gradita dalla polizia di Los Angeles, che lo ha punito), e l'amichevole partecipazione della stessa Hilton, che ha messo a disposizione la stessa villa dove avvennero alcuni furti.
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Sofia Coppola, 43 anni, madre di due bambini avuti dal marito Thomas Mars, leader della rock band francese Phoenix, ha trovato questa storia oltremodo intrigante. "Questa improbabile banda di rapinatori era un concentrato del lato più patetico di Hollywood", dice la regista di Lost in translation e Maria Antonietta. "Giovani che davano per scontato che sarebbero diventati famosi e che avrebbero avuto la loro griffe, come le loro vittime, e che sarebbero stati cool come Lindsay o Paris. Insomma, il tipico prodotto della cultura televisiva. Chissà cosa sarebbe diventata questa storia nelle mani di Andy Warhol...".
Sofia ha svolto ricerche sul caso e ha avuto accesso ai verbali d'interrogatorio. Più scopriva dettagli più si appassionava. "È la cronaca di un crimine, o meglio, di un comportamento, esemplare della cultura trash televisiva che domina il nostro tempo", dice la regista. "Questi ragazzini erano ossessionati dall'idea che chiunque possa non solo diventare famoso, ma che ne abbia il diritto!". Sofia Coppola racconta di avere un rapporto ambivalente con la cultura popolare. "Mi piace la moda come categoria estetica, l'arte figurativa; certa musica: Elvis Costello, i Roxy Music, Chopin e naturalmente il rock di mio marito", dice. "Ma televisione e mondanità proprio non mi attirano".
Paris Hilton ha recitato un ruolo cameo. "Ci ha permesso di girare nella sua villa di Beverly Hills (off limits alle troupe, ndr) ma dovevamo far finta di essere comuni visitatori quando andavamo da lei", racconta l'autrice. "È stata molto accomodante. La sua disponibilità mi ha sorpresa. Ha confessato che le è quasi dispiaciuto quando ha saputo dell'arresto di quei giovani ladri: ha provato pena per loro".
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S'imbucavano alle feste dei ricchi e famosi e sottraevano oggetti, preziosi, cimeli vari. Vennero scoperti grazie alle telecamere di sorveglianza installate nella residenza della Lohan. La polizia, grazie anche a una serie di soffiate, riuscì a sgominare la banda, poi soprannominata appunto The Bling Ring. I teeneger, compagni di liceo del quartiere bene di Calabasas, sono finiti tutti in prigione, chi per qualche mese, chi per oltre due anni.
Sofia Coppola ha scritto il copione e lo ha diretto con un budget di soli otto milioni di dollari. Il film uscirà in Usa a giugno. Protagonista Emma Watson (Harry Potter), Leslie Mann e una serie di attori meno conosciuti. Per la sceneggiatura, la Coppola si è avvalsa della consulenza del detective della LAPD (Los Angeles Police Department) Brett Goodkin, lo stesso che aveva indagato sul caso (la sua partecipazione non è stata gradita dalla polizia di Los Angeles, che lo ha punito), e l'amichevole partecipazione della stessa Hilton, che ha messo a disposizione la stessa villa dove avvennero alcuni furti.
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Sofia Coppola, 43 anni, madre di due bambini avuti dal marito Thomas Mars, leader della rock band francese Phoenix, ha trovato questa storia oltremodo intrigante. "Questa improbabile banda di rapinatori era un concentrato del lato più patetico di Hollywood", dice la regista di Lost in translation e Maria Antonietta. "Giovani che davano per scontato che sarebbero diventati famosi e che avrebbero avuto la loro griffe, come le loro vittime, e che sarebbero stati cool come Lindsay o Paris. Insomma, il tipico prodotto della cultura televisiva. Chissà cosa sarebbe diventata questa storia nelle mani di Andy Warhol...".
Sofia ha svolto ricerche sul caso e ha avuto accesso ai verbali d'interrogatorio. Più scopriva dettagli più si appassionava. "È la cronaca di un crimine, o meglio, di un comportamento, esemplare della cultura trash televisiva che domina il nostro tempo", dice la regista. "Questi ragazzini erano ossessionati dall'idea che chiunque possa non solo diventare famoso, ma che ne abbia il diritto!". Sofia Coppola racconta di avere un rapporto ambivalente con la cultura popolare. "Mi piace la moda come categoria estetica, l'arte figurativa; certa musica: Elvis Costello, i Roxy Music, Chopin e naturalmente il rock di mio marito", dice. "Ma televisione e mondanità proprio non mi attirano".
Paris Hilton ha recitato un ruolo cameo. "Ci ha permesso di girare nella sua villa di Beverly Hills (off limits alle troupe, ndr) ma dovevamo far finta di essere comuni visitatori quando andavamo da lei", racconta l'autrice. "È stata molto accomodante. La sua disponibilità mi ha sorpresa. Ha confessato che le è quasi dispiaciuto quando ha saputo dell'arresto di quei giovani ladri: ha provato pena per loro".