Il regista Jia Zhangke fa un ritratto brutale della Cina di oggi, in cui si spara e si uccide per una giusta causa come fa il minatore esasperato dalla corruzione dei capi del suo villaggio. O per noia come fa un lavoratore stagionale. O è suicidio, come per il ragazzo incapace di accettare la violenza che esplode nelle campagne e negli alberghi di lusso dove imperano il gioco e la prostituzione. Un ritratto impressionante di una società impreparata a uno sviluppo economico troppo accelerato.
VOTO: 8
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