ABBIAMO appena lasciato Bradley Cooper nel ruolo che lo ha definitivamente consacrato come attore serio, a tutto tondo: quello del giovane uomo disturbato, redento dall'amore per Jennifer Lawrence, in quel Il lato positivo osannato dai critici di mezzo mondo. Neanche il tempo di abituarci alla sua svolta "seria", ed ecco che lo ritroviamo - bello, sporco e politicamente scorretto - nella sua incarnazione più celebre, più folle, più cult: quella di Phil nella saga demenziale Una notte da leoni, il cui terzo e ultimo episodio sbarca adesso nelle nostre sale. Un successo planetario - di cui Repubblica.it vi offre, in esclusiva, una clip - diventato quasi un fenomeno di costume, in cui il divo fa parte di un gruppo di amici schizzati (gli altri sono Ed Helms, Justin Bartha, Zach Galifianakis) che si ritrova coinvolto nelle avventure più improbabili.
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Diciamo la verità: in molti lo preferiscono così. In tanti credono che questa di Hangover (il titolo originale della trilogia) sia la sua incarnazione più riuscita: pazza, senza troppe pretese, molto fisica e per nulla elegiaca. Perché uno che ha l'aspetto di Bradley difficilmente potrà diventare il nuovo giovane Robert DeNiro. E allora meglio ammirarlo così, trainante e carismatico, mai serioso. Nemmeno per un istante. Quanto alla trama, Una notte da leoni 3 ci fa ritrovare i famosi amici due anni dopo il precedente capitolo, apparentemente tranquilli. Tranne Alan (Galifianakis), la pecora nera, che finisce per trascinarli ancora in un vortice psichedelico di peripezie, proprio nel luogo dove tutto era cominciato: Las Vegas. "Un'odissera incomparabile di confusione e di scelte sbagliate", come si legge (e la descrizione rende bene l'idea) nelle note di produzione ufficiali.
Quanto a lui, Cooper, ecco come descrive la sua full immersion nel mondo dei Leoni.
Le sequenze più folli dei tre film. "E' difficile identificare il momento più assurdo: forse quello del bambino del ripostiglio. O quello della scimmia. O della giraffa decapitata".
I pregi di questo terzo episodio. Nel secondo tutti i personaggi erano completamente pazzi, lontani dal loro mondo, in un paese straniero (la Thailandia, ndr), urlavano uno contro l'altro, cercavano di trovare la loro strada ma non ci riuscivano. Con il terzo, l'obiettivo è essere lì l'uno per l'altro. Quindi ci sono molte più scene in questo terzo capitolo, così come nel primo, in cui siamo tutti insieme, magari in macchina. Per questo l'ho amato molto".
L'addio alla saga. "Abbandonare le riprese di Una notte da leoni 3 è stato stranamente tranquillo. Non abbiamo fatto nulla di eccezionale, niente applausi o altro: solo una piccola festa, molto carina. Ma mi piacerebbe tanto collaborare con i miei colleghi anche su altri progetti".
Commedia e film "seri". "Le pellicole brillanti mi interessano ancora. Certamente. Anche perché non vedo le due cose, il divertimento e il dramma, separate. Ci sono aspetti di leggerezza anche in un film più impegnato. Quello che voglio è lavorare con bravi registi".
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Diciamo la verità: in molti lo preferiscono così. In tanti credono che questa di Hangover (il titolo originale della trilogia) sia la sua incarnazione più riuscita: pazza, senza troppe pretese, molto fisica e per nulla elegiaca. Perché uno che ha l'aspetto di Bradley difficilmente potrà diventare il nuovo giovane Robert DeNiro. E allora meglio ammirarlo così, trainante e carismatico, mai serioso. Nemmeno per un istante. Quanto alla trama, Una notte da leoni 3 ci fa ritrovare i famosi amici due anni dopo il precedente capitolo, apparentemente tranquilli. Tranne Alan (Galifianakis), la pecora nera, che finisce per trascinarli ancora in un vortice psichedelico di peripezie, proprio nel luogo dove tutto era cominciato: Las Vegas. "Un'odissera incomparabile di confusione e di scelte sbagliate", come si legge (e la descrizione rende bene l'idea) nelle note di produzione ufficiali.
Quanto a lui, Cooper, ecco come descrive la sua full immersion nel mondo dei Leoni.
Le sequenze più folli dei tre film. "E' difficile identificare il momento più assurdo: forse quello del bambino del ripostiglio. O quello della scimmia. O della giraffa decapitata".
I pregi di questo terzo episodio. Nel secondo tutti i personaggi erano completamente pazzi, lontani dal loro mondo, in un paese straniero (la Thailandia, ndr), urlavano uno contro l'altro, cercavano di trovare la loro strada ma non ci riuscivano. Con il terzo, l'obiettivo è essere lì l'uno per l'altro. Quindi ci sono molte più scene in questo terzo capitolo, così come nel primo, in cui siamo tutti insieme, magari in macchina. Per questo l'ho amato molto".
L'addio alla saga. "Abbandonare le riprese di Una notte da leoni 3 è stato stranamente tranquillo. Non abbiamo fatto nulla di eccezionale, niente applausi o altro: solo una piccola festa, molto carina. Ma mi piacerebbe tanto collaborare con i miei colleghi anche su altri progetti".
Commedia e film "seri". "Le pellicole brillanti mi interessano ancora. Certamente. Anche perché non vedo le due cose, il divertimento e il dramma, separate. Ci sono aspetti di leggerezza anche in un film più impegnato. Quello che voglio è lavorare con bravi registi".