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Filippo Timi, un film senza compenso:
"Lavoro gratis per raccontare la solitudine"

L'attore è in "I corpi estranei" di Mirko Locatelli, storia dell'incontro fra due uomini che vengono da "un altro mondo". Dopo il successo a Cannes con "Un chateau en Italie"

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MILANO - È appena rientrato da Cannes dove, pochi giorni fa, ha partecipato al successo di Un chateau en Italie, il film di Valeria Bruni Tedeschi del quale è protagonista. E dopo l'impegno teatrale con il Don Giovanni, si è dedicato in queste settimane a una 'piccola' produzione cinematografica milanese. Filippo Timi è nel cast di I corpi estranei, il nuovo film di Mirko Locatelli, girato in parte all'interno di un reparto in disuso dell'Ospedale San Giuseppe. L'attore interpreta Antonio, un uomo schivo, spaventato, lontano da casa, solo in ospedale con un figlio piccolo malato, è disorientato perchè deve affrontare una situazione difficile, senza prospettive sicure. In corsia incontra un ragazzo tunisino, Jaber, che aiuta un amico sofferente.
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La sceneggiatura è stata scritta a quattro mani dal regista, Locatelli, con sua moglie Giuditta Tarantelli, e racconta il rapporto che si creerà tra i due ''immigrati''. Antonio viene dalla provincia, dall'Umbria - sentiremo Timi parlare il proprio dialetto, è nato a Perugia -, Jaber, però viene da ancora più lontano. Una buona parte del film è ambientata ai Mercati Generali, dove Antonio lavora in nero, la notte. L'incontro invece tra il regista e Filippo Timi è avvenuto via mail. ''Mirko mi ha scritto - racconta - mi ha fatto vedere il suo film d'esordio, Il primo giorno d'inverno, e mi ha accennato qualcosa del suo nuovo progetto che mi è piaciuto. Ha messo subito in chiaro che non c'erano soldi, e io ho risposto che non ne volevo. A Milano si fanno pochi film e questo è un peccato, allora ho pensato che fosse un motivo in più per buttarmi''.

Si tratta di un film ''indipendente'', il regista è riuscito a coinvolgere una trentina di persone tra piccoli produttori e imprenditori, che avevano voglia di buttarsi in questa avventura, e sarà anche una produzione low-budget, ma ci lavorano tutti professionisti con mezzi adeguati a fare ''buon cinema''.
In realtà un outsider c'è, ed è Jahouer Brahim, il ragazzo che interpreta Jaber, che non è un attore professionista. Vive in Italia da quattordici anni ma nel film è appena arrivato. Nessuna difficoltà a recitare con un esordiente, sostiene Timi: ''Non è un problema, ogni attore deve trattare ogni film come fosse la prima volta. Come ogni amore deve essere un primo amore''.

Il regista dirige seduto sulla sua sedia a rotelle, questo a causa di un incidente stradale avvenuto quando era adolescente, segue le inquadrature sul monitor e interviene con grande precisione. Pur avendo fatto altri studi, la sua grande passione per il cinema lo ha portato dietro la macchina da presa e gli piace "rubare la verità" che poi traduce in storie. Ha fatto così, anche per questo lavoro.