✕

Hugh Jackman è ancora Wolverine:
"Finché il fisico me lo consente"

Incontro con l'attore che torna nei panni del supereroe, dal 25 luglio al cinema. "Ho iniziato ad allenarmi un anno e mezzo prima delle riprese. Ma so che come attore ho anche io una data di scadenza..."
2 minuti di lettura
SIDNEY - Come in un racconto di spie, i giornalisti vengono convocati nella hall di un prestigioso hotel del centro di Sydney ma Hugh Jackman non c'è. Tutti vengono invitati a consegnare macchine fotografiche, telecamere e telefonini - solo i registratori audio sono consentiti - e a salire su un furgone tipo A-Team che attraverso la città giunge in un capannone nei pressi del quartiere costiero di Darling Harbour. Tutti giù. Il set di Wolverine l'immortale (nelle sale italiane dal 25 luglio con la regia di James Mangold) è in realtà il Chinese Garden di Darling Harbour, una delle attrazioni turistiche più visitate, chiuso al pubblico e trasformato in un tempio giapponese. Come? Consultando un esperto del Sol Levante, eliminando le piante e le suppellettili cinesi e sostituendole con quelle imperiali.

Sorridente, cordiale e disponibile, arriva finalmente l'attore australiano: "Fin dalla mia prima apparizione come Wolverine, ormai tredici an…
SIDNEY - Come in un racconto di spie, i giornalisti vengono convocati nella hall di un prestigioso hotel del centro di Sydney ma Hugh Jackman non c'è. Tutti vengono invitati a consegnare macchine fotografiche, telecamere e telefonini - solo i registratori audio sono consentiti - e a salire su un furgone tipo A-Team che attraverso la città giunge in un capannone nei pressi del quartiere costiero di Darling Harbour. Tutti giù. Il set di Wolverine l'immortale (nelle sale italiane dal 25 luglio con la regia di James Mangold) è in realtà il Chinese Garden di Darling Harbour, una delle attrazioni turistiche più visitate, chiuso al pubblico e trasformato in un tempio giapponese. Come? Consultando un esperto del Sol Levante, eliminando le piante e le suppellettili cinesi e sostituendole con quelle imperiali.

Sorridente, cordiale e disponibile, arriva finalmente l'attore australiano: "Fin dalla mia prima apparizione come Wolverine, ormai tredici anni fa, volevo interpretare questa incarnazione del personaggio nel suo viaggio di redenzione e di rinascita in Giappone, al fianco dei Samurai. Ricordo di aver letto la miniserie a fumetti nella prima settimana di produzione e di aver pensato: questo un giorno deve diventare un film. Devo ammettere che in passato non sono sempre stato soddisfatto al cento per cento di come il personaggio è stato rappresentato sullo schermo, mentre questa volta posso dire di essere davvero felice del risultato. Vedrete il vero Wolverine, la sua vulnerabilità, ma anche la sua rabbia".

Chi ha avuto la pazienza di restare in sala fino alla fine dei titoli di coda di X-Men le origini Wolverine, il penultimo film della saga uscito nel 2009, si sarà chiesto che cosa ci facesse l'eroe in Giappone nei pochi fotogrammi proposti a sorpresa prima che si riaccendessero le luci. Logan (l'alter ego del supereroe) si sente responsabile per la morte di Jean Grey (altra eroina degli X-Men) e realizza che la sua virtuale immortalità lo costringe ad assistere impotente alla morte delle persone che ama. Il suo percorso alla ricerca di se stesso lo porta in Giappone, dove si dovrà confrontare con una pericolosa setta criminale, ma anche con un inatteso amore per la figlia del capo dei cattivi, interpretata dall'affascinante modella e attrice giapponese Tao Okamoto.

La caratteristica più riconoscibile del personaggio Wolverine sono gli artigli di adamantium: affilatissimi, indistruttibili, un'arma perfetta. Jackman li mostra, fiero. Li ha preparati un esperto di effetti speciali australiano, sono una sorta di anelli/guanti retraibili. "Gli artigli sono una metafora del nostro essere uomini e animali allo stesso tempo. Tutti i giorni ognuno di noi deve mediare la sua razionalità umana con l'istinto animale. È un conflitto perenne, inevitabile. Siamo giudicati per la nostra umanità da come riusciamo a controllare le nostre emozioni. Per una persona comune ciò si può esprimere alzando la voce o nel peggiore dei casi le mani. Wolverine supera il livello emotivo di guardia estraendo gli artigli, che sono un'arma mortale. E quando perde il controllo è meglio mettersi al riparo".

Per rappresentare Wolverine, l'eroe amato a livello maniacale dai fan, Jackman, 44 anni, ha iniziato a prepararsi 18 mesi prima dell'inizio delle riprese. "Mi sono allenato tre ore al giorno, tutti i giorni, e per consolidare la massa muscolare ho dovuto sottopormi a un rigido regime alimentare. Sei, sette pasti al giorno a base di carne, pollo e riso. So che come attore ho anche io una data di scadenza: non potrò interpretare il personaggio per il resto della mia vita, semplicemente non avrò il fisico (non dimentichiamo che Wolverine non invecchia mai, ndr) ma finché mi proporranno sceneggiature appassionanti e avrò l'energia necessaria per ricoprire il ruolo, gli altri attori dovranno passare sul mio cadavere per soffiarmelo".