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Addio a Esther Williams, sirena di Hollywood

L'attrice è morta a 91 anni nella sua abitazione di Los Angeles. Ex campionessa di nuoto, era diventata celebre grazie ai musical della Metro Goldwyn Mayer dalle spettacolari coreografie acquatiche. Il grande successo con "Bellezze al bagno"

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ESTHER Williams, l'attrice che da giovane campionessa di nuoto era diventata una star degli "aqua-musical" americani, è morta a 91 anni nella sua abitazione di Beverly Hills, a Los Angeles. Era diventata celebre grazie ai film in cui si cimentava in spettacolari coreografie acquatiche.
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Aveva ragione, sua madre, a vantarsene: diceva sempre che sua figlia aveva imparato a nuotare prima che a camminare. La bambina ancora non lo sapeva, ma le sarebbe tornato utile. Esther Jane Williams, nata a Inglewood, nella contea di Los Angeles, cresciuta in una famiglia numerosa, mostrò subito una grande confidenza con l'acqua. A quindici anni aveva già vinto tutte le gare dei 100 stile libero femminili disputate in California, poi aveva conquistato il titolo di "Campionessa del Pacifico". Puntava alle Olimpiadi. Era il 1940, si sarebbero tenute in Finlandia. Iniziò a prepararsi ma con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale i Giochi furono sospesi. Meglio dedicarsi agli studi, pensarono a casa. E così Esther si iscrisse all'università. Ma non durò molto. La ragazza sentiva il bisogno di indipendenza, mollò i libri e trovò lavoro come commessa e come indossatrice di indumenti sportivi. Con quel fisico, sembrava fatto apposta per lei. In costume da bagno, poi, non la batteva nessuno. Se ne accorse anche Billy Rose, l'impresario che a San Francisco aveva lanciato l'Aquacade, uno show di musica, danza e nuoto e che cercava una ragazza in grado di sostituire la sua vedette Eleanor Holm che lo aveva scaricato. Un compenso di 150 dollari alla settimana e la possibilità di lavorare al fianco di Johnny Weissmuller, altro ex sportivo ma soprattutto uno dei Tarzan più amati del grande schermo. Chi avrebbe detto di no?
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Lo spettacolo dell'Aquacade era frequentato anche dai manager cinematografici, sempre in cerca di nuove stelle da lanciare nel firmamento della Hollywood degli anni d'oro, quando i musical erano imbattibili blockbuster. Accadde che Louis B. Mayer in persona, incontrastato e - si narra - dispotico capo degli studios Metro Goldwyn Mayer, una sera andò a San Francisco a vedere lo show. E si innamorò, professionalmente, di lei. Dopo un anno di sì, no, forse, finalmente Esther firmò il contratto. Il debutto sul grande schermo nel 1942 in Andy Hardy's Double Life, nel ruolo di una ragazza che fa girare la testa a Mickey Rooney. Ma la vera popolarità arrivò due anni dopo, nel 1944, quando uscì al cinema Bellezze al bagno. Il ruolo dell'insegnante di nuoto Caroline, protagonista di Bathing Beauty - questo il titolo originale del film - le permetteva di sfruttare al meglio le sue capacità di nuotatrice-artista. L'America era in guerra, il pubblico in cerca di distrazioni e le spettacolari coreaografie, fatte di tuffi, nuoto sincronizzato, costumi sfarzosi e musiche sontuose le fecero ottenere un grande consenso di pubblico. Tant'è che la MGM la volle anche per un altro celebre balletto subacqueo, quello di Zigfeld Follies, del 1946.
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Intanto, nel 1944, Esther s'era sposata con Leonard Kovner, che aveva conosciuto quando frequentava il Los Angeles City College. Matrimonio sfortunato e destinato a finire con l'incursione, nella vita dell'attrice, di Ben Gage, sergente della divisione radio dell'esercito. Le seconde nozze, con lui, si celebrarono nel 1945. Erano la gioia dei giornali di gossip: bella lei, bello lui, li chiamavano "la coppia più bella di Hollywood". Dopo due anni, nel 1947, arriva il film che la consacra star, Fiesta - La matadora, del 1947: è la sorella gemella di un'altra stella dell'epoca, l'argentino Ricardo Montalban, torero nel film - e pure lei si cimenta nell'arena. Da quel momento diventa celeberrima, la ragazza sorridente, con indosso costumi da bagno variopinti valorizzati dal Technicolor e in testa quelle cuffie per capelli in gomma piene di fiori coloratissimi si imprime con prepotenza nell'immaginario popolare. Ti avrò per sempre, Su un'isola con te, Facciamo il tifo insieme, La figlia di Nettuno (Oscar alla canzone Baby, it's cold outside cantata in coppia con - di nuovo - Ricardo Montalban), La duchessa dell'Idaho, La sirena del circo, La ninfa degli antipodi del 1952, in cui dà anche prova di bravura come attrice drammatica: diretta da Mervyn LeRoy, interpreta il ruolo di Annette Kellerman, una nuotatrice australiana dei primi del Novecento affetta da poliomielite.

Il successo durò fino al 1955, l'anno di Annibale e la vestale (Jupiter's Darling): film spettacolare come i precedenti ma, stavolta, un flop al botteghino. I gusti del pubblico stavano cambiando e la MGM mal digerì l'insuccesso. Fu l'ultimo film che la Williams girò con loro. Ne seguirono altri tre, Raw Wind in Eden, del 1958, girato in Italia, The Big Show, del 1961, ambientato in un circo, e La fuente magica, girato in Spagna nel 1961. Dopo pochi anni, l'attrice decise di dare l'addio alle scene. Nel frattempo era finito anche il matrimonio con Ben Gage e si era risposata con il fascinoso collega Fernando Lamas, scomparso nel 1982. Le sue apparizioni in pubblico si fecero sempre più rare e si dedicò a un'attività benefica come insegnante di nuoto per bambini non vedenti. Mise anche la firma su una collezione di costumi da bagno. Nel 2000 uscì la sua autobiografia, Million Dollar Mermaid: an Autobiography, il racconto di quel che era stata: una sirena da un milione di dollari.
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