ROMA - Dopo sedici anni di onorato servizio la Sacher di Nanni Moretti sospende il ramo distribuzione e acquisizioni film. Dopo i flop di Su Re, Ernest & Celestine e Muffa (è ancora nei cinema ma ha raccolto solo novemila spettatori), si è deciso di chiudere bottega. "Ci fermiamo come distribuzione, la società resta in piedi per gestire la library, in teoria si potrebbe un giorno riprendere l'attività", spiega Alessandra Thiele, responsabile di Sacher-Distribuzione e acquisizioni: "Siamo una piccola realtà, con 4-5 pellicole l'anno tutto è più difficile, i nostri film art house andavano sempre peggio". Nessun commento da parte di Nanni Moretti (che lavora al suo nuovo film) né del socio Luigi Musini, peraltro amministratore delegato della società di distribuzione e produzione Good Films. C'è chi ipotizza una ottimizzazione tra il vecchio marchio Sacher e la nuova società.
Un mese fa toccò a Domenico Procacci chiedere la cassa integrazione per i lavoratori della Fandango, spiegando che "sul versate distributivo si è gradualmente ridotto negli anni il numero dei film trattati". Il cinema è in crisi. I dati Cinetel dicono che l'anno scorso sono stati venduti 91 milioni di biglietti contro i 101 milioni del 2011 (-10%). Cosa si può fare per i piccoli distributori in difficoltà? "I margini sono bassi per il cinema di qualità e tenere una struttura per pochi film l'anno è un rischio", premette Andrea Occhipinti, del direttivo dei distributori Anica, nonché patron di Lucky Red. "Al di là della capacità di gestione dei distributori, c'è la piaga della pirateria. Lo Stato dovrebbe adottare misure di repressione. La Polizia postale si sta attivando ma occorre fare di più: bloccando i siti illegali si può recuperare all'evasione un fatturato pazzesco. La visione non passa più attraverso la sala cinematografica, i film più piccoli scompaiono anche se di qualità, le tv non li comprano. Bisogna fare come in Francia, dove vengono lanciati messaggi durissimi contro la pirateria, che fa perdere posti di lavoro".
Un mese fa toccò a Domenico Procacci chiedere la cassa integrazione per i lavoratori della Fandango, spiegando che "sul versate distributivo si è gradualmente ridotto negli anni il numero dei film trattati". Il cinema è in crisi. I dati Cinetel dicono che l'anno scorso sono stati venduti 91 milioni di biglietti contro i 101 milioni del 2011 (-10%). Cosa si può fare per i piccoli distributori in difficoltà? "I margini sono bassi per il cinema di qualità e tenere una struttura per pochi film l'anno è un rischio", premette Andrea Occhipinti, del direttivo dei distributori Anica, nonché patron di Lucky Red. "Al di là della capacità di gestione dei distributori, c'è la piaga della pirateria. Lo Stato dovrebbe adottare misure di repressione. La Polizia postale si sta attivando ma occorre fare di più: bloccando i siti illegali si può recuperare all'evasione un fatturato pazzesco. La visione non passa più attraverso la sala cinematografica, i film più piccoli scompaiono anche se di qualità, le tv non li comprano. Bisogna fare come in Francia, dove vengono lanciati messaggi durissimi contro la pirateria, che fa perdere posti di lavoro".