FREDRICK: "Serve una mano?". Igor: "Grazie, ne ho già una" (Frankenstein junior, 1974). "Avete sentito della nuova setta, i Cristiani? Sono dei sovversivi da ridere! Sono talmente poveri che hanno un unico Dio" (La pazza storia del mondo, 1981). "Mi si sta incastrando il cervello... tra le dita dei piedi" (Balle spaziali, 1987). "È bello essere vivi: ci sono tante cose che non si possono fare, da morti" (Vita da cani, 1991). "Hitler, lui sì che era un pittore: poteva dipingere un intero appartamento in un pomeriggio" (The Producers, 2005).
Cinque frasi da ridere, cinque citazioni - tra le tante possibili - da film diversi, cinque sfumature di humour differenti. Tutte espressioni di un autentico genio dello spettacolo, un grande veterano, un uomo che ha portato il sorriso in varie generazioni di spettatori. Il suo nome, che tutti conoscono, è Mel Brooks.
[[ge:rep-locali:repubblica:60585079]]
Regista-attore ottantasettenne (compie gli anni il 28 giugno), campione incontrastato della comicità da grande schermo, uomo dal talento inarribavile e rimasto finora senza eredi: il coniugare divertimento intelligente e momenti demenziali, il politicamente scorretto molto yiddish, la cinefilia applicata alla dissacrazione sono un mix più unico che raro. Tanto che Hollywood, nella sua massima istituzionalità, ha deciso, finalmente, di rendergli omaggio. Conferendogli, in una serata all star che si è svolta a Los Angeles, il Life Achievement Award, prestigiosissimo premio alla carriera assegnato dall'American Film Institute.
[[ge:rep-locali:repubblica:60567795]]
Alla serata hanno partecipato personaggi del calibro di Martin Scorsese (che lo ha paragonato ai fratelli Marx), Robert DeNiro, Morgan Freeman, David Lynch (pochi sanno che uno dei suoi storici capolavori, The Elephant Man, fu prodotto proprio da Brooks), Billy Crystal. E, via video, Gene Wilder, volto feticcio del suo cinema già dai tempi dell'esplosiva commedia Per favore non toccate le vecchiette (1968). Diventata, anni dopo, un musical di successo e poi un autoremake col titolo originale The Pruducers.
[[ge:rep-locali:repubblica:60579645]]
Assenti in sala, hanno inviato contributi video Steven Spielberg, George Lucas e Clint Eastwood, tutti ironizzando sulle parodie che il festeggiato ha fatto, nel corso degli anni, ai generi che li hanno reso celebri, dai western alla fantascienza: basta pensare a opere come Balle spaziali (frase cult: "Che lo Sforzo sia con te", chiaro stravolgimento del refrain di Guerre Stellari) o Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Alcuni degli attori presenti al galà si sono esibiti in sketch e coreografie tratti dalle sue pellicole. "Ci mancherai tanto Mel - ha scherzato un altro degli ospiti, il conduttore Jimmy Kimmel - sei stato uno dei grandi. Riposa in pace, amico mio". Risposta tranchant del diretto interessato: "Non sono ancora morto: i film mi hanno salvato la vita". E meno male: perché a noi spettatori ha regalato vagonate di buonumore.
Cinque frasi da ridere, cinque citazioni - tra le tante possibili - da film diversi, cinque sfumature di humour differenti. Tutte espressioni di un autentico genio dello spettacolo, un grande veterano, un uomo che ha portato il sorriso in varie generazioni di spettatori. Il suo nome, che tutti conoscono, è Mel Brooks.
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Regista-attore ottantasettenne (compie gli anni il 28 giugno), campione incontrastato della comicità da grande schermo, uomo dal talento inarribavile e rimasto finora senza eredi: il coniugare divertimento intelligente e momenti demenziali, il politicamente scorretto molto yiddish, la cinefilia applicata alla dissacrazione sono un mix più unico che raro. Tanto che Hollywood, nella sua massima istituzionalità, ha deciso, finalmente, di rendergli omaggio. Conferendogli, in una serata all star che si è svolta a Los Angeles, il Life Achievement Award, prestigiosissimo premio alla carriera assegnato dall'American Film Institute.
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Alla serata hanno partecipato personaggi del calibro di Martin Scorsese (che lo ha paragonato ai fratelli Marx), Robert DeNiro, Morgan Freeman, David Lynch (pochi sanno che uno dei suoi storici capolavori, The Elephant Man, fu prodotto proprio da Brooks), Billy Crystal. E, via video, Gene Wilder, volto feticcio del suo cinema già dai tempi dell'esplosiva commedia Per favore non toccate le vecchiette (1968). Diventata, anni dopo, un musical di successo e poi un autoremake col titolo originale The Pruducers.
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Assenti in sala, hanno inviato contributi video Steven Spielberg, George Lucas e Clint Eastwood, tutti ironizzando sulle parodie che il festeggiato ha fatto, nel corso degli anni, ai generi che li hanno reso celebri, dai western alla fantascienza: basta pensare a opere come Balle spaziali (frase cult: "Che lo Sforzo sia con te", chiaro stravolgimento del refrain di Guerre Stellari) o Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Alcuni degli attori presenti al galà si sono esibiti in sketch e coreografie tratti dalle sue pellicole. "Ci mancherai tanto Mel - ha scherzato un altro degli ospiti, il conduttore Jimmy Kimmel - sei stato uno dei grandi. Riposa in pace, amico mio". Risposta tranchant del diretto interessato: "Non sono ancora morto: i film mi hanno salvato la vita". E meno male: perché a noi spettatori ha regalato vagonate di buonumore.