Brignano: 'Una commedia francese per ridere della jella'
L'attore comico al Taormina Film Fest ha presentato il suo prossimo film Stai lontana da me. Una commedia che rompe un tabù, "Parlando della sfortuna, cosa che non si faceva dai tempi della patente di Totò". Remake di un film francese, l'attore osserva che l'Italia non ha più il primato della commedia al cinema. Al suo fianco Ambra Angiolini: "Il meglio che mi potesse capitare" di ALESSANDRA VITALI
Taormina - Sarà un caso, ma quest'uomo non riesce a tenersi stretta una ragazza per più di due settimane. Tutte quelle che lo frequentano, a un certo punto restano vittime di incidenti. Sì, è così: quest'uomo porta sfortuna alle donne che ha accanto. E andrà avanti così finché non troverà l'anima gemella.
“E' un film che infrange un tabù, perché in Italia al cinema non si riesce mai a parlare con ironia e leggerezza di jella e di morte. All'estero lo fanno, e hanno successo. Nei film amercani, il cattivo l'ammazzano, mica gli danno l'ergastolo”. Enrico Brignano ha parlato del suo nuovo film al TaorminaFilmFest, sezione “Lavori in corso”. Si intitola “Stai lontana da me”, è diretto dal giovane Alessandro Maria Federici, accanto all'attore romano c'è Ambra Angiolini. Il film uscirà al cinema nella seconda metà di novembre ed è il remake dell…
“E' un film che infrange un tabù, perché in Italia al cinema non si riesce mai a parlare con ironia e leggerezza di jella e di morte. All'estero lo fanno, e hanno successo. Nei film amercani, il cattivo l'ammazzano, mica gli danno l'ergastolo”. Enrico Brignano ha parlato del suo nuovo film al TaorminaFilmFest, sezione “Lavori in corso”. Si intitola “Stai lontana da me”, è diretto dal giovane Alessandro Maria Federici, accanto all'attore romano c'è Ambra Angiolini. Il film uscirà al cinema nella seconda metà di novembre ed è il remake dell…
Taormina - Sarà un caso, ma quest'uomo non riesce a tenersi stretta una ragazza per più di due settimane. Tutte quelle che lo frequentano, a un certo punto restano vittime di incidenti. Sì, è così: quest'uomo porta sfortuna alle donne che ha accanto. E andrà avanti così finché non troverà l'anima gemella.
“E' un film che infrange un tabù, perché in Italia al cinema non si riesce mai a parlare con ironia e leggerezza di jella e di morte. All'estero lo fanno, e hanno successo. Nei film amercani, il cattivo l'ammazzano, mica gli danno l'ergastolo”. Enrico Brignano ha parlato del suo nuovo film al TaorminaFilmFest, sezione “Lavori in corso”. Si intitola “Stai lontana da me”, è diretto dal giovane Alessandro Maria Federici, accanto all'attore romano c'è Ambra Angiolini. Il film uscirà al cinema nella seconda metà di novembre ed è il remake della commedia francese “La chance de ma vie” di Nicolas Cuche uscito in Italia come “Per sfortuna che ci sei”, “e insisto sul fatto che l'originale sia francese – dice ancora Brignano – perché ormai la Francia è la regina delle commedie anche in Italia e non mi sembra un buon segnale, vista la lunga tradizione che il nostro paese può vantare”.
L'incontro si traduce in una lunga e articolata “protesta” di Brignano nei confronti del cinema italiano che, a suo parere, non sfrutta gli attori come dovrebbe e tradisce la nobile eredità della commedia all'italiana. “Ormai è un'abitudine consolidata quella di catalogare gli interpreti in attori di serie A e di serie B. Gli attori sono un involucro che va riempito e invece spesso si scelgono i protagonisti solo in base a quel che hanno già dato, non a quel che di diverso potrebbero dare. Io ho 47 anni, ho fatto cinema, teatro, televisione e credo di aver raggiunto una certa maturità professionale ma se chiedo di fare qualcosa di diverso vengo guardato con sospetto. Invece – insiste Brignano – le esigenze di cambiamento andrebbero rispettate e gli attori andrebbero messi alla prova anche con ruoli che non hanno mai fatto in precedenza”.
Così come, secondo l'attore, si dovrebbe valorizzare il prodotto italiano piuttosto che guardare sempre all'estero. “Noi italiani vorremmo sempre essere qualcos'altro, vivere in un altro posto, essere qualcun altro. Al cinema andiamo sempre a pescare altrove, mentre il nostro cinema dovrebbe essere patrimonio dell'Unesco. Ora mi aspetto che qualcuno rifaccia Quasi amici, così com'è andata per Benvenuti al Nord e Benvenuti al Sud”.
“Stai lontana da me”, titolo che cita una celebre canzone di Celentano, “parla di un argomento tabù – continua Brignano - la sfortuna. Dai tempi di La patente con Totò credo che l'argomento al cinema non sia stato più toccato. Quello stesso Totò che all'inizio era stato piazzato in serie B, salvo accorgersi più tardi che ci trovavamo di fronte a una straordinaria serie A. Perché la commedia è l'unica medicina per curare i mali del pubblico. E per raccontarli. Per far dimenticare le amarezze della vita. L'Imu sulla seconda casa. Un tempo la commedia italiana affrontava in modo intelligente e divertente i temi più drammatici, il pubblico era quello dell'Italia della ricostruzione, della fame, dei poveri. Ma non c'erano i sederi e le volgarità che oggi sembrano indispensabili per far ridere il pubblico. Non sono le torte in faccia o l'amante nudo nascosto nell'armadio. La commedia è un'altra cosa”.
“E' un film che infrange un tabù, perché in Italia al cinema non si riesce mai a parlare con ironia e leggerezza di jella e di morte. All'estero lo fanno, e hanno successo. Nei film amercani, il cattivo l'ammazzano, mica gli danno l'ergastolo”. Enrico Brignano ha parlato del suo nuovo film al TaorminaFilmFest, sezione “Lavori in corso”. Si intitola “Stai lontana da me”, è diretto dal giovane Alessandro Maria Federici, accanto all'attore romano c'è Ambra Angiolini. Il film uscirà al cinema nella seconda metà di novembre ed è il remake della commedia francese “La chance de ma vie” di Nicolas Cuche uscito in Italia come “Per sfortuna che ci sei”, “e insisto sul fatto che l'originale sia francese – dice ancora Brignano – perché ormai la Francia è la regina delle commedie anche in Italia e non mi sembra un buon segnale, vista la lunga tradizione che il nostro paese può vantare”.
L'incontro si traduce in una lunga e articolata “protesta” di Brignano nei confronti del cinema italiano che, a suo parere, non sfrutta gli attori come dovrebbe e tradisce la nobile eredità della commedia all'italiana. “Ormai è un'abitudine consolidata quella di catalogare gli interpreti in attori di serie A e di serie B. Gli attori sono un involucro che va riempito e invece spesso si scelgono i protagonisti solo in base a quel che hanno già dato, non a quel che di diverso potrebbero dare. Io ho 47 anni, ho fatto cinema, teatro, televisione e credo di aver raggiunto una certa maturità professionale ma se chiedo di fare qualcosa di diverso vengo guardato con sospetto. Invece – insiste Brignano – le esigenze di cambiamento andrebbero rispettate e gli attori andrebbero messi alla prova anche con ruoli che non hanno mai fatto in precedenza”.
Così come, secondo l'attore, si dovrebbe valorizzare il prodotto italiano piuttosto che guardare sempre all'estero. “Noi italiani vorremmo sempre essere qualcos'altro, vivere in un altro posto, essere qualcun altro. Al cinema andiamo sempre a pescare altrove, mentre il nostro cinema dovrebbe essere patrimonio dell'Unesco. Ora mi aspetto che qualcuno rifaccia Quasi amici, così com'è andata per Benvenuti al Nord e Benvenuti al Sud”.
“Stai lontana da me”, titolo che cita una celebre canzone di Celentano, “parla di un argomento tabù – continua Brignano - la sfortuna. Dai tempi di La patente con Totò credo che l'argomento al cinema non sia stato più toccato. Quello stesso Totò che all'inizio era stato piazzato in serie B, salvo accorgersi più tardi che ci trovavamo di fronte a una straordinaria serie A. Perché la commedia è l'unica medicina per curare i mali del pubblico. E per raccontarli. Per far dimenticare le amarezze della vita. L'Imu sulla seconda casa. Un tempo la commedia italiana affrontava in modo intelligente e divertente i temi più drammatici, il pubblico era quello dell'Italia della ricostruzione, della fame, dei poveri. Ma non c'erano i sederi e le volgarità che oggi sembrano indispensabili per far ridere il pubblico. Non sono le torte in faccia o l'amante nudo nascosto nell'armadio. La commedia è un'altra cosa”.