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Matt Damon: "Ho baciato Michael Douglas.
e mia mamma ha detto: era bellissimo"

L'attore, protagonista di "Elysium" il fanta-film in sala dal 29 e di "Behind the candelabra", parla di sé, delle figlie e di Clooney

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LOS ANGELES - A guardarle dall'esterno, la vita e la carriera di Matt Damon sembrano non avere pecche. E lui, anche se non avesse fatto un mese di vacanza in Costa Rica con la famiglia, la moglie Luciana Bozan, argentina, e le loro tre figlie Isabella, Gia e Stella, avrebbe sempre quel sorriso disteso e aperto, contagioso, l'aspetto riposato. "Ho passato il mese di luglio a fare bagni e a osservare gli insetti con le bambine - dice Damon, 42 anni - È bellissimo riuscire a staccare la spina del tutto. Se non avessi avuto le mie figlie non ci riuscirei mai. In Costa Rica in completo anonimato, lontano da tutti, dai riflettori, dai fotografi? Non fossi diventato marito e padre non sarebbe mai successo. Ora mi sento davvero realizzato: sono un degno professionista e un capofamiglia. Un patriarca. In questi giorni mi sento più patriarca che divo. E mi fa bene".

L'attore è il protagonista assoluto del thriller futurista Elysium, scritto e diretto dal sudafricano Neill Blomkamp (che tre anni fa aveva stupito tutti con District 9) e di Behind the Candelabra, biopic del pianista/cantante/showman Liberace (interpretato da Michael Douglas) in cui Damon recita il suo famoso amante Scott Thorson, diretto da Stephen Soderbergh e che vedremo presto sugli schermi.
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In Elysium, che in Italia uscirà il 29 agosto ed è campione di incassi in Usa (33 milioni di dollari nel primo week end: ma è anche vero che il film è costato 115 milioni di dollari) siamo nell'anno 2159, sulla Terra ci stanno i poveracci, affamati e malati, mentre i ricchi vivono su un paradiso che  orbita intorno al nostro pianeta, Elysium appunto. Jodie Foster recita il ruolo della sceriffa glaciale di Elysium, mentre Damon è un malato terminale sulla terra, la cui unica speranza di sopravvivenza è poter accedere al sistema sanitario di prim'ordine di Elysium. Il sudafricano Sharlto Copley è il temibile antagonista in un cast internazionale fra cui spiccano Alice Braga (nipote di Sonia Braga) e il messicano Diego Luna. "Appena ho visto District 9 al Sundance Festival mi sono detto: "Questo Blomkamp è un genio, voglio lavorare con lui". Ormai mi posso permettere di scegliere i film in base al regista", dice Matt Damon.

E la storia?
"È importante. Quando ho incontrato Neill a New York mi ha fatto vedere una specie di fumetto che aveva disegnato per Elysium, con dovizia di dettagli: Max, il mio personaggio, con la testa rasata, i tatuaggi, i muscoli, il futuro classista e dicotomico. Mi ha subito convinto. Sono andato da un trainer e gli ho fatto vedere i disegni e gli ho detto: "Hai tre mesi di tempo per farmi apparire cosi"".

Il film dipinge un futuro terribile. Lei è ottimista circa il futuro che ci aspetta?
"Molto di più di Neill. Con mia moglie parliamo spesso del futuro che aspetta le nostre figlie, anzi, ne parlavamo prima di metterle al mondo. Certo le cose non vanno come dovrebbero, ma io credo che la tecnologia giocherà un ruolo importante non solo per salvarci tutti, ma anche per migliorare le nostre esistenze. Comunque cambierà la nostra vita drasticamente. Già vediamo l'impatto di cellulari, iPad e  la democratizzazione dell'informazione nel mondo. È difficile immaginare come sarà il futuro solo fra 20 anni. Ma non credo ci sarà un'aberrazione come quella di Elysium".

Il film sta avendo un buon successo.
"La Sony ha scommesso su qualcosa che altri studi non fanno, e cioè finanziare idee originali. Spero che quel coraggio li ripaghi, sarebbe una buona cosa per tutti nel nostro business".

Dopo Elysium la vedremo nel ruolo del boy-toy di Liberace nel film Behind the Candelabra. Un ruolo diverso dai suoi soliti.
"Una volta che ti impegni per un film così non puoi certo tirarti indietro. Ci sono tanti gay nella nostra società, per non parlare dell'industria dello spettacolo - tanti di loro hanno lavorato per il nostro film. A me terrorizzava l'idea di non rendere loro onore ma i baci erano coreografati. Non c'è differenza, per me, tra un bacio con Michael Douglas e una scena d'azione in un fantascientifico come Elysium. La verità è che la cosa più difficile da rendere bene sullo schermo erano i momenti di intimità tra me e Michael, come quelli che potresti avere con tua moglie quando si sta stesi sul divano a guardare un film e lei ti mette le gambe sulle ginocchia. Una volta mia madre è venuta a trovarmi sul set, proprio durante una di quelle scene, e appena finito le ho urlato, "Mamma!", temendo che lei fosse scandalizzata. Ma si è sentita la sua voce da dietro il monitor: "Era bellissimo, amore". La mia famiglia è sempre stata la mia roccaforte".

Ha appena finito di girare The Monuments Men, il film sulla II Guerra Mondiale diretto da George Clooney.
"George è davvero uno dei migliori registi con cui ho lavorato, oltre che un grande amico. E' uno di quegli uomini a cui Dio sembra aver voluto dare qualcosa di più, e ha continuato a farlo. Ha un'abbondanza di talento in qualsiasi reparto, attacco, difesa, centrocampo. Le donne lo adorano e noi maschi amiamo passare il tempo con lui. Il film parla di una storia vera, quella di un gruppo di ufficiali dell'esercito americano alla ricerca delle opere d'arte trafugate dai nazisti in tutta Europa".