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"Rush", la Formula 1 secondo Ron Howard:
"I miei campioni affascinanti come rockstar"

A Roma Ron Howard e il cast del film più atteso di questo inizio stagione, il duello del '76 fra Hunt e Lauda, la storia dei due piloti e un ritratto dei due uomini. Il regista: "Ho cercato la verità e la fedeltà ai fatti, so che è quello che il pubblico vuole"

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ROMA - Come stelle del rock anni Settanta. Lo stesso appeal, lo stesso fascino, lo stesso glamour. È così che Ron Howard ha ritratto i campioni di Formula 1 Niki Lauda e James Hunt, fissati nel campionato del 1976, in Rush, uno dei film più attesi di inizio stagione, in uscita il 19 settembre con oltre 400 copie, distribuito da 01. Weekend romano per il cast, folla di cronisti e fotografi alla conferenza stampa nel centralissimo Hotel De Russie, schierati oltre al regista gli attori Chris Hemsworth, Daniel Bruhl, Alexandra Maria Lara e Pierfrancesco Favino. In serata première all'Auditorium Conciliazione, 1800 invitati, parterre di stelle che prevede pure il figlio di Lauda, Lucas, Montezemolo e tanti piloti, anche se la vera diva è la Ferrari P33 di Lauda del 1974, in bella mostra sul tappeto rosso.
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Pierfrancesco Favino è Clay Regazzoni, compagno di scuderia di Lauda (Bruhl), poi ci sono Olivia Wilde nei panni della modella Suzy Miller, moglie di Hunt (Hemsworth), Alexandra Maria Lara è Marlene Knaus, la moglie di Lauda. Nel film adrenalina, corse, soprattutto il ritratto dei personaggi, calati in una sfida epocale, Hunt (morto d'infarto nel 1993 a 45 anni, ndr) istintivo e godereccio e la sua McLaren, Lauda razionale e tutto preso dall'amore per i motori e la sua Ferrari, era il '76, l'anno dell'incidente di Lauda a Nurburgring. "Sono partito da due soggetti titanici - racconta Howard - mettendoci del mio, filtrando, anche perché non tutti conoscono la vicenda. Il pubblico ama la verità e la realtà e per questo ho cercato di essere il più possibile fedele a quanto accaduto davvero. E questo grazie anche alla ricerca degli attori, che hanno contribuito". Quanto a Lauda, "è sempre stato a disposizione - continua il regista - ma non ha avuto alcun controllo editoriale, si è subito fidato sia di me che dello sceneggiatore Peter Morgan (che per Howard aveva già scritto Frost/Nixon, ndr) e ci ha lasciato spazio. Per Hunt sono intervenute molte persone che lo conoscevano, le versioni erano tante, diverse a seconda di chi intervistavi. Un grazie anche ai tanti esperti di Formula 1 che ci hanno aiutato nelle scene di guida, nei particolari tecnici".

Dei suoi personaggi ha amato "l'individualità, il loro confronto - dice ancora il regista - diventato come un supplizio, è stata un'esperienza creativa molto intensa". Per rendere la ricostruzione il più reale possibile "abbiamo usato ogni moderno strumento a disposizione. Ci sono immagini d'archivio, e molte riprese delle camera-car. La computer grafica l'abbiamo usata solo dove, girando diversamente, si sarebbe potuto causare il ferimento o anche la morte di qualcuno". Hemsworth, anche protagonista del nuovo progetto di Ron Howard, In the heart of the sea, si è preparato per Hunt rivedendo anche sue interviste e gare, "volevo rendergli giustizia - dice l'attore australiano - ho amato la sua natura bambinesca, la sua onestà, non si preoccupava di quello che dicevano su di lui. Ho amato anche la contraddizione fra il ritratto, così eccessivo, che ne facevano i tabloid, e il suo bisogno, invece, di essere accettato per le sue qualità".
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Bruhl spiega di aver "riflettuto" prima di interpretare Lauda, "in Germania è una leggenda, sono stato molto fortunato perché ho potuto stabilire un rapporto con Niki, quando sul set avevamo qualche dubbio lo chiamavamo e ci aiutava. Una volta mi ha anche suggerito le parolacce più giuste da usare in una scena...". Pierfrancesco Favino aveva già lavorato con Howard nel suo Angeli e demoni, qui è Clay Regazzoni (scomparso nel 2006, ndr) e racconta che gli è tornato in mente "quel ronzio domenicale da bambino, i baffi che sfrecciavano, con quella faccia rispecchiava un'epoca". Ma se chiedi a Howard se, dopo il film, sia diventato un tifoso della Ferrari, lui sorride: "È rischioso rispondere in Italia... Non tifo per nessuna scuderia di oggi o del passato, però ho conosciuto Montezemolo, sono stato a Maranello e ha girato in pista su una nuova Ferrari con Niki Lauda che andava velocissimo... un'esperienza che non dimenticherò mai".