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Ralph Fiennes e il segreto di Dickens:
"Un uomo costretto a nascondere l'amore"

La storia della relazione segreta fra lo scrittore britannico e una giovane attrice è al centro di "The Invisible Woman". "Un sentimento soffocato dalla società vittoriana", dice l'attore, che del film ha voluto anche essere il regista

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TORONTO - Nel suo secondo film come regista, The Invisible Woman, Ralph Fiennes affronta un capitolo poco conosciuto della vita di Charles Dickens. La sua storia d'amore con una giovanissima attrice, Nelly (Felicity Jones, nel film), vero nome Ellen Ternan. Nelly vive con la madre (Kristin Scott Thomas) e la sorella, ma Dickens (interpretato dallo stesso Fiennes), all'epoca all'apice della popolarità, nonostante il suo matrimonio (con la madre dei suoi 10 figli) sia ormai alla fine non potrà mai rivelare il suo segreto nella società vittoriana dell'epoca. La donna è costretta ad accettare l'impossibilità di condividere apertamente quell'amore, e si trasforma in una "donna invisibile". Abbiamo incontrato Ralph Fiennes al Toronto Film Festival dove ha presentato il film.
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Mister Fiennes, lei è protagonista del film e all'ultimo momento ha deciso anche di dirigerlo.
"Sì perché dirigere e recitare allo stesso tempo è molto difficile. Anche nel mio primo film da regista, Coriolanus, avrei voluto solo recitare. Ma il richiamo di Dickens è stato troppo forte".

Dove ha trovato notizie sulla personalità di Dickens?
"Dickens ai suoi tempi era un uomo molto popolare. Ci sono molte sue foto e anche numerosi ritratti, tante descrizioni del suo carattere, aneddoti. Tutto quel che ho potuto leggere su di lui, l'ho letto. Intorno al 1850, quando aveva più di 40 anni, aveva scoperto di essere molto abile a leggere in pubblico le cose che scriveva, e capì che gli sarebbe piaciuto fare l'attore. Iniziò a guadagnare di più coi suoi readings che attraverso la vendita dei libri".
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In che modo riusciva a tenere in piedi la sua relazione segreta con Nelly?
"Sua moglie aveva dei sospetti ma lui negava, e di certo nessuno sapeva. In Grandi speranze, pubblicato nel 1862, Dickens rivela indirettamente di sapere che la moglie lo aveva sempre sospettato di adulterio. Nei suoi romanzi ci mette sempre qualcosa della sua vita, specialmente gli episodi più imbarazzanti. C'è chi pensa che abbia avuto addirittura un bambino da Nelly. Alla fine del film Dickens legge un discorso che è preso proprio da Grandi speranze, una delle più commoventi dichiarazioni d'amore della letteratura inglese. Non potevo non inserirla nel film".

Che cosa rappresentava Nelly per Dickens?
"L'aveva idealizzata. Dickens era alla ricerca di una figura angelica capace di grande affetto. All'improvviso incontra questa giovane attrice e decide subito che quella è la donna che aveva sempre immaginato. In questo senso, la poveretta si ritrovò addosso una responsabilità".

Lei ha mai cercato la donna ideale?
"Mi considero anche io un intellettuale, lo dico senza vanità, pur essendo un essere umano debole e fatto di carne. Ma credo profondamente nell'amore platonico, forse la forma più pura dell'amore. Io sono timido e schivo. Se è la prima volta, mi è più facile fare l'amore nella scena di un film che nel privato la prima volta. E sono strettamente monogamico. Non ho mai approfittato del mio successo".
 
È un fan di Dickens?
"L'ho scoperto tardi e non ho letto tutti i suoi romanzi. A parte Grandi speranze ho letto Bleak house, che è fantastico, e David Copperfield. Non mi considero un esperto di letteratura, ma in Dickens trovo tutto: ombre e luci, depressione e gioia, profondità e humour. Devo dire che è con Copperfield che mi sono innamorato di Dickens. Chi non si riconosce nel giovane David? C'è qualcosa di lui in tutti i maschi. Soprattutto britannici".