ROMA - "Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l'abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour? Col cazzo che è finita! E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". Parola di John "Bluto" Blutarsky, il mattatore di Animal House: interpretato da un John Belushi ventinovenne , così carico di talento, di energia, di vis comica, da bucare - in senso letterale - lo schermo. Nella sua performance più irriverente, più demenzialmente intelligente, più folle. E più profetica: perché riguardandolo adesso, 35 anni dopo l'uscita, col senno di poi, scopriamo che in quel film ci sono, in chiave iper-goliardica, situazioni che in seguito sono diventate realtà. E non solo sul piano cinematografico: anche nella vita reale.
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SCHEDA DEL FILM SU TROVACINEMA
E' anche per questo che il ritorno della pellicola di John Landis, madre di tutti i college movies, nelle sale - in alta definizione, il 7, 8 e 9 ottobre, grazie alla distribuzione Qmi - è un evento da non perdere. Non solo per chi l'ha vista e rivista, e può godersela finalmente nello schermo grande e con la magia del digitale. Ma anche per i giovani che di sicuro lo apprezzeranno, come accadde allora ai loro padri: l'umorismo del film, quel suo misto di arguzia e trash, non è affatto datato.
Un'occasione da cinefili e non, da puristi snob e amanti del cinema popolare. Che Repubblica.it festeggia offrendovi, in esclusiva, una clip ad alto tasso di divertimento, tratta dalla versione in alta definizione che sta per sbarcare nei nostri cinema. E non è un filmato qualsiasi: è quello in cui la confraternita universitaria sfigata capitanata da Bluto-Belushi, e sempre contrapposta a quella cool e vincente dell'ateneo, decide di organizzare il famoso Toga party attorno a cui ruota gran parte della vicenda: vedere l'attore straparlare, urlare e saltellare, inneggiando insieme ai compagni alla festa in abiti romani, strappa il sorriso ma stringe anche il cuore, pensando alla sua prematura scomparsa (nel 1982, in una notte maledetta allo Chateau Marmont di Hollywood, per un cocktail letale di droghe pesanti).
E già l'elemento Toga Party, col suo kitsch finto antico, ci riporta alla profeficità del film di Landis (il maestro della commedia che due anni dopo dirigerà Belushi nel mitico The Blues Brothers): alzi la mano chi non ha pensato ad Animal House, quando lo scorso anno è scoppiato lo scandalo della gestione allegra dei fondi pubblici alla Regione Lazio. Con le immagini della festa in costumi romani diventata famosa per le famigerate maschere da maiali. Ma c'è dell'altro. Ad esempio la contrapposizione tra le due confraternite rappresenta, seppure in chiave ridanciana, delle due Americhe - da un lato i belli, ricchi e fortunati, dall'altra i meno abbienti che arrancano - che la crisi economica di questi anni ha reso ancora più bruciante. E perfino una certa forma di misoginia strisciante, vista in chiave ironico-maschilista, risulta sorprendetemente attuale.
Poi ci sono gli aspetti propriamente cinematografici. Come "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare", diventata una delle più eclebri e citate frasi da film. E poi l'idea di far finire il film immaginando il futuro adulto dei vari personaggi: ripresa tante volte da allora, compreso il nostro Fausto Brizzi nel suo Notte prima degli esami. E proprio grazie a questo escamotage, dalla fine della pellicola, apprendiamo che il nostro Bluto diventerà senatore degli Stati Uniti: se pensiamo che l'ex attore Reagan e il non brillantissimo rampollo texano George W. Bush sono arrivati fino alla Casa Bianca, anche su questo il film ha giocato, scherzosamente, d'anticipo.
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SCHEDA DEL FILM SU TROVACINEMA
E' anche per questo che il ritorno della pellicola di John Landis, madre di tutti i college movies, nelle sale - in alta definizione, il 7, 8 e 9 ottobre, grazie alla distribuzione Qmi - è un evento da non perdere. Non solo per chi l'ha vista e rivista, e può godersela finalmente nello schermo grande e con la magia del digitale. Ma anche per i giovani che di sicuro lo apprezzeranno, come accadde allora ai loro padri: l'umorismo del film, quel suo misto di arguzia e trash, non è affatto datato.
Un'occasione da cinefili e non, da puristi snob e amanti del cinema popolare. Che Repubblica.it festeggia offrendovi, in esclusiva, una clip ad alto tasso di divertimento, tratta dalla versione in alta definizione che sta per sbarcare nei nostri cinema. E non è un filmato qualsiasi: è quello in cui la confraternita universitaria sfigata capitanata da Bluto-Belushi, e sempre contrapposta a quella cool e vincente dell'ateneo, decide di organizzare il famoso Toga party attorno a cui ruota gran parte della vicenda: vedere l'attore straparlare, urlare e saltellare, inneggiando insieme ai compagni alla festa in abiti romani, strappa il sorriso ma stringe anche il cuore, pensando alla sua prematura scomparsa (nel 1982, in una notte maledetta allo Chateau Marmont di Hollywood, per un cocktail letale di droghe pesanti).
E già l'elemento Toga Party, col suo kitsch finto antico, ci riporta alla profeficità del film di Landis (il maestro della commedia che due anni dopo dirigerà Belushi nel mitico The Blues Brothers): alzi la mano chi non ha pensato ad Animal House, quando lo scorso anno è scoppiato lo scandalo della gestione allegra dei fondi pubblici alla Regione Lazio. Con le immagini della festa in costumi romani diventata famosa per le famigerate maschere da maiali. Ma c'è dell'altro. Ad esempio la contrapposizione tra le due confraternite rappresenta, seppure in chiave ridanciana, delle due Americhe - da un lato i belli, ricchi e fortunati, dall'altra i meno abbienti che arrancano - che la crisi economica di questi anni ha reso ancora più bruciante. E perfino una certa forma di misoginia strisciante, vista in chiave ironico-maschilista, risulta sorprendetemente attuale.
Poi ci sono gli aspetti propriamente cinematografici. Come "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare", diventata una delle più eclebri e citate frasi da film. E poi l'idea di far finire il film immaginando il futuro adulto dei vari personaggi: ripresa tante volte da allora, compreso il nostro Fausto Brizzi nel suo Notte prima degli esami. E proprio grazie a questo escamotage, dalla fine della pellicola, apprendiamo che il nostro Bluto diventerà senatore degli Stati Uniti: se pensiamo che l'ex attore Reagan e il non brillantissimo rampollo texano George W. Bush sono arrivati fino alla Casa Bianca, anche su questo il film ha giocato, scherzosamente, d'anticipo.